Sale gioco e slot machine, arrivano limitazioni di orari per contrastrare il gioco d’azzardo patologico

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20 settembre 2016

PESARO – Sale gioco e slot machine, tra qualche giorno entrerà in vigore un’ordinanza sindacale che  ne limita gli orari.  Tutto è nato da una mozione presentata dal consigliere comunale Federico Alessandrini, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nei mesi scorsi.

Dunque, il nuovo orario delle sale giochi autorizzate, comprese le sale Vlt (video lottery terminal), sale Bingo, sale scommesse (con o senza attività di somministrazione) è fissato dalle ore 10 alle ore 23 di tutti i giorni, festivi compresi.

gioco-dazzardo1Stessa cosa per apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro, collocati in altri esercizi quali bar, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, rivendite di tabacchi, esercizi commerciali, ricevitorie di lotto: dalle ore 10 alle 23, tutti i giorni. Nelle ore di divieto, gli apparecchi dovranno essere spenti tramite l’apposito interruttore elettrico di ogni singola macchina.

Purtroppo, negli ultimi anni, il gioco d’azzardo ha fatto numerose “vittime”: stando infatti ai dati del Dipartimento di dipendenze patologiche, in città ci sono circa 160 persone affette da gioco d’azzardo patologico (dati dal 2012 al 2015).

 

Gli obblighi dei titolari degli esercizi

In tutti gli esercizi in cui si trovano macchine da gioco, il titolare è tenuto a far osservare l’ordinanza; avrà inoltre l’obbligo di esporre  su apposite targhe, in luogo ben visibile al pubblico, cartelli di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro. Sarà inoltre obbligato a esporre all’esterno del locale cartelli indicanti gli orari dell’attività.

 

Gioco d’azzardo, malattia sociale

“Purtroppo, negli ultimi anni il ‘gioco d’azzardo patologico’ (Gap), ha interessato anche il nostro territorio comunale – interviene l’assessore al Benessere Mila Della Dora -. La ludopatia è considerata malattia sociale ed è un fenomeno che colpisce  indistintamente la popolazione, compresi  giovani, donne e anziani; è una malattia in grado di compromettere la salute e la condizione sociale del singolo individuo e della sua famiglia”.

Non solo. La persona affetta da ludopatia, per la necessità di reperire denaro, può

anche generare fenomeni criminosi come furti o frodi, o incorrere nell’usura.

Anche l’organizzazione Mondiale della sanità riconosce il gioco d’azzardo      patologico come una “forma morbosa ben identificata, che in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione, può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale” tanto da essere inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

gruppo-24“Da circa 15 anni – spiega l’assessore alla Solidarietà Sara Mengucci – il fenomeno è emerso anche nel nostro territorio, con una crescita progressiva negli ultimi anni. I dati del Dipartimento di dipendenze patologiche dell’Asur di Pesaro non sono affatto tranquilizzanti: ci dicono purtroppo che circa 160 persone, dal 2012 al 2015, sono  affette da GAP (gioco d’azzardo patologico )”.

 

A Pesaro  le sale giochi rilasciate dal Comune (biliardini, flipper, video giochi e anche slot machine sono 6, mentre le sale giochi con “autorizzazioni di competenza esclusiva per il rilascio, della Questura, sono 11; all’interno si troviamo slot machine o AWP (sostituiscono i cosiddetti video poker) e VTL (video lottery terminal, che sono una specie di slot machine che non danno un premio istantaneo, ma sono collegate tra loro e accumulano un jackpot che permette ogni tanto una vincita importante). Infine, le slot machine nel Comune di Pesaro sono 200.

“Finalmente abbiamo concluso l’iter per l’emanazione dell’ordinanza sindacale che limita gli orari delle slot – dice l’assessore alla Gestione Antonello Delle Noci -. Un percorso lungo e non privo di ostacoli, che si è concretizzato nell’ordinanza che entrerà in vigore a giorni. Voglio ricordare che i sindaci infatti non hanno potere di limitare l’istallazione delle slot machine, ma ora, in seguito alle decisioni di Tar e Consiglio di stato, hanno la facoltà di limitare gli orari”.

 

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