Braccio di ferro sulla sanità dell’entroterra, Grossi: “Combattiamo per salvare l’ospedale di Sassocorvaro”

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23 settembre 2016

MACERATA FELTRIA – Riparte la battaglia per salvare l’ospedale di Sassocorvaro. Lo ha annunciato, come si apprende dall’agenzia di stampa Dire, il primo cittadino di Sassocorvaro Daniele Grossi durante l’incontro tenutosi a Macerata Feltria con il direttore dell”Area Vasta 1 Giovanni Fiorenzuolo e con 14 sindaci del Montefeltro.

Le richieste sono sempre le stesse: punto di primo intervento aperto 24 ore su 24 e posti letto di lungodegenza. In poche parole si chiede una sorta di deroga alla riforma sanitaria che convertirebbe il locale ospedale in ospedale di comunità.

Lara Ricciatti in visita all'ospedale di Sassocorvaro

Una delle manifestazioni di protesta a salvaguardia dell’ospedale di Sassocorvaro

Gli amministratori montefeltreschi chiedono una deroga al decreto Balduzzi per le aree disagiate o, in alternativa, spingono per l’idea lanciata dal sindaco di Urbino Maurizio Gambini che chiede aggregare le strutture di Sassocorvaro e Cagli con l’ospedale di rete ducale. All’incontro erano presenti anche i consiglieri regionali del Pd Gino Traversini e Andrea Biancani che riporteranno le istanze avanzate al governatore Luca Ceriscioli. Il presidente dovrà valutare se ci sono margini per rivedere le scelte su Sassocorvaro. “Purtroppo siamo un territorio abbandonato dalla Regione sul fronte della viabilità e dei servizi sanitari: è inaccettabile che nostri concittadini non trovando spazio all’ospedale di Sassocorvaro vengano trasportati a Urbino – spiega Grossi- Ci opponiamo alla riconversione in ospedale di comunità che non garantisce una sanità adeguata. Andremo a fare un’ulteriore richiesta alla Regione e al ministero per essere riconosciuti come territorio disagiato. O, in alternativa, chiediamo l’unificazione con Urbino”. Entro novembre i privati di Villa Montefeltro dovrebbero iniziare a fornire le prestazioni di Otorinolaringoiatra, Cardiologia, Dermatologia, Ortopedia e Oculistica dentro la struttura nell’ottica di una gestione pubblico-privata mentre il cardiologo del sistema sanitario pubblico rientrerà il 15 ottobre.

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