L’Italvolley rosa vince ancora, ma non convince: l’Austria rischia di portarle via un set

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24 settembre 2016

Reduci dalla bella conferenza del dottor Piero Benelli, medico della nazionale di pallavolo maschile medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Rio, ci siamo messi davanti alla tv per vedere Italia-Austria, partita valida per le qualificazioni ai prossimi europei femminili, il cui Girone A si gioca a Montecatini, e ci siamo subito chiesti – per l’ennesima volta – il significato di questa formula. Neppure il tempo di prendere nota, anche in questo caso per l’ennesima volta, che la musica dell’Inno di Mameli e il canto degli spettatori vanno per proprio conto (ma non eravamo il paese della musica, della canzone?), che abbiamo avuto la tentazione di cambiare canale. La motivazione? Brutta pallavolo. Non l’abbiamo fatto, sperando che l’Italia ci facesse cambiare idea. Invece…

L’Italia che si concede subito un brivido, consentendo all’Austria di recuperare e portarsi a meno 1, poi reagisce e con Alessia Orro al servizio, che pure non è particolarmente insidioso, passa dal 16-14 al 25-14 in 22 minuti. Tutto facile, troppo facile per essere vero. E l’Italia fa di tutto per cancellare la convinzione. Vince, sì, anche il secondo set, ma solo ai vantaggi: 26-24.

La paura provata e un po’ d’amor proprio producono un terzo set a senso unico, partendo 10-1 e almeno fino al 21-9, quando le azzurre si concedono il puntuale calo, il periodo di distrazione che propizia il 2-6 per le austriache. Chiude Caterina Bosetti, ma è ancora una volta un’Italia che vince, ma non convince e sembra lontana anni luce dalle migliori squadre in Europa. Ancora una volta la migliore è risultata Paola Egonu che ha totalizzato 18 punti (12/24; 1 ace; 5 muri); Malinov 2, Folie 9 (6 muri), Orro 3, Bosetti 11, Chirichella 4, Guerra 1, Tirozzi 10.

Paola Egonu, è lei la Mvp dell'Italvolley rosa (Foto Cev)

Paola Egonu, è lei la Mvp dell’Italvolley rosa (Foto Cev)

In precedenza, Lettonia – Ucraina 0-3 (12-25; 9-25; 12-25 in 63 minuti), con la sola Svitlana Dorsman a 10 punti. Una partita inguardabile che ripropone la domanda di questi giorni: a cosa servono partite così inutili?

Sabato, ore 17, Ucraina-Austria; ore 20,30 Italia – Lettonia (diretta su Rai Sport). Classifica: Italia 11, Ucraina 10, Austria 2, Lettonia 0.

La “pesarese” Eleni Kiosi migliore realizzatrice della Grecia sconfitta al tie-break dalla Slovenia

Eleni Kiosi attacca contro il muro a 2 sloveno (foto Cev)

Eleni Kiosi attacca contro il muro a 2 sloveno (foto Cev)

Negli altri gironi:

B, a Merksem (Anversa, Belgio): Spagna – Bosnia Erzegovina 3-0 (25-22; 25-18; 25-16 in 78 minuti). Francia – Belgio 0-3 (15-25; 12-25; 15-25 in 72 minuti. Classifica: Belgio 11, Spagna 10, Francia 6, Bosnia Erzegovina 0.

C, a Bielsko Biala (Polonia): Finlandia – Ungheria 2-3 (23-25; 25-28; 23-25; 25-22; 9-15 in 126 minuti; Liliom 6 (4/15; 1 ace; 1 muro), Dekany 9 (8/13; 1 ace); Korhonen 23. Polonia – Estonia 3–0 (25-19; 25-17; 25-17 in 73 minuti). Classifica: Polonia 12, Ungheria 8, Estonia e Finlandia 2.

D, a Rovigno, Croazia: Slovacchia – Israele 3-1 (25-15; 25-23; 21-25; 27-25 in 115 minuti, giocata giovedì). Portogallo – Israele 3-1 (25-19; 23-25; 25-19; 25-12 in 113 minuti). Croazia – Slovacchia 3–0 (25-21; 25-20; 26-24 in 81 minuti). Classifica: Croazia 12, Slovacchia 9, Portogallo 6, Israele 0.

E, a Piatra-Neamt, in Romania: Svizzera-Romania 0-3 (12-25; 11-25; 14-25 in 63 minuti, giocata giovedì). Bulgaria-Montenegro 3-1 (26-28; 25-11; 25-12; 25-18 in 104 minuti). Romania – Montenegro 3-0 (25-17; 25-19; 25-15 in 82 minuti). Svizzera – Bulgaria 2-3 (25-20; 17-25; 25-23; 15-25; 12-15 in 116 minuti). Classifica: Bulgaria 14, Romania 9, Montenegro 4, Svizzera 3.\

F, a Maribor, in Slovenia: Bielorussia – Repubblica Ceca 2-3 (24-26; 24-26; 25-22; 25-21; 7-15 in 133 minuti). Slovenia – Grecia 3-2 (23-25; 25-20; 26-24; 23-25; 15-8 in 125 minuti). Eleni Kiosi è stata la migliore realizzatrice greca: 16 punti con 13/39; 1 ace; 2 muri. Classifica: Repubblica Ceca 9, Bielorussia 7, Slovenia 6, Grecia 2.

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