Vuelle-Venezia: i più e i meno del Trofeo Alphonso Ford. FOTO

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26 settembre 2016

PESARO – Non sarà un anno semplice, ma a questo ormai ci siamo abituati, venendo da quattro stagioni di sofferenza sportiva, dove se prima della palla a due dichiari al tuo vicino di sedia che oggi ti senti già i due punti in tasca, lui ti guarda con quella faccia, come per dire: “Ma dove sei stato fino ad adesso, a vedere Milano al Mediolanum Forum?

Non sarà neanche un anno spettacolare, ma anche questo lo si era cominciato ad intuire quando a luglio era stato scelto Piero Bucchi come head coach, allenatore sicuramente di livello superiore rispetto al recente passato, ma che ha sempre fatto giocare alle sue squadre un basket sparagnino, di quelli che si guarda più alla sostanza, che alla giocata, anche se non siamo in Nba, dove lo spettacolo è una cosa seria, qui siamo in Italia, dove la vittoria cancella tutto e pazienza se il punteggio finale sul tabellone sarà 66-65, l’importante è che sia la tua squadra a subire quel punto in meno.

Non sarà neanche l’anno delle sicurezze o della consapevolezza di avere sempre un giocatore sul quale contare, come è stato Daye per tutto il girone di ritorno della scorsa stagione, almeno finché Jasaitis non sarà in grado di giocare il suo basket per 20/25 minuti, perché in qualunque caso il lituano rimane un manuale della pallacanestro, anche se in questo momento appare troppo statico per contarci veramente. Non che manchi a questa Vuelle il talento, perché Jones, Fields, Thornton e lo stesso Harrow, quando sarà recuperato, hanno la possibilità di spaccare la partita in due. Il problema sorgerà se tutti andranno fuori giri, perché gli altri componenti del roster sono dei finalizzatori e non dei creatori di gioco e sperare che Zavackas o Gazzotti creino un tiro dal palleggio è pura utopia, così come pensare che Nnoko parta dalla lunetta, battendo l’avversario in uno contro uno.

Mentre si formava, quest’estate, la nuova Consultinvest, si temeva che il reparto lunghi fosse il punto debole della squadra, quello dotato del minore talento cestistico e invece, almeno finora, sono Jones e Nnoko le note liete, con il primo che si dimostra un ala grande di assoluto spessore, con tanti movimenti nel suo bagaglio ed una buona propensione al tagliafuori, con il piccolo difetto di un tiro da tre poco affidabile, che andrebbe usato con parsimonia, mentre il camerunense ha già scalato le gerarchie interne, diventando di fatto il centro titolare della Vuelle, come dimostrano i 36 minuti passati sul parquet contro Venezia e se continuerà a limitarsi nei falli, difficilmente la sua media scenderà sotto i 30 minuti, considerando che a rimbalzo ci va spesso e volentieri e che anche in fase difensiva sta andando meglio del previsto.

Altre note positive sono arrivate dalla difesa, quella che per due volte ha permesso alla Vuelle di recuperare svantaggi in doppia cifra e di partire con le transizioni, perché a difesa schierata Pesaro ha faticato troppo a prendersi tiri puliti, probabilmente perché Venezia è stata brava a toglierle le certezze acquisite finora in questo precampionato, dove bastava un pick and roll ben eseguito per liberare un giocatore al tiro, l’Umana invece era già in ritmo campionato ed è stato un banco di prova importante, per far capire ai nuovi arrivati, il tipo di basket che dovranno affrontare dalla prossima domenica.

Domenica che vedrà la Consultinvest ospitare Brescia, squadra sicuramente alla portata dei ragazzi di coach Bucchi, a patto che si alzi di uno step il livello offensivo e in questi sette giorni che ci separano dall’esordio, la Vuelle ha la possibilità di rimanere sempre in palestra, senza viaggi in giro per l’Italia, cementando ulteriormente un gruppo cha ancora appare di difficile interpretazione e che ci farà arrabbiare e gioire fino al prossimo maggio.

I PIU’ …

Landry Nnoko
12 punti, 16 rimbalzi, 33 di valutazione, per il centro camerunense. Sappiamo che ripetere questi numeri all’infinito sarà impossibile, ma il ragazzone c’è e se ogni tanto, i suoi playmaker si ricordassero di alzargli qualche pallone, potrebbe essere ancora più pericoloso in fase offensiva.

Jarrod Jones
16 punti e 10 rimbalzi per l’ungherese, buone statistiche, sporcate dal zero su cinque da tre punti. In difesa sembra ancora un po’ indietro, ma in attacco può dire la sua, specialmente nell’avvicinamento al canestro.

Difesa
Venezia ha faticato a liberarsi al tiro, con la difesa biancorossa che ha concesso non più di cinque/sei tiri facili agli avversari. Si sono visti anticipi sul lato debole, braccia sulle linee di passaggio e raddoppi chiamati coi tempi giusti. A settembre, non è così scontato.

…E I MENO DELLA SFIDA PESARO–VENEZIA

Tiri liberi
8 su 17, ci dovremo arrabbiare anche quest’anno?

Tiro da tre
Nel roster biancorosso, ci sono otto tiratori da tre sui nove schierati, con il solo Nnoko che non ha la conclusione dai 6.75, nel suo bagaglio tecnico. Benissimo, ma non si può fare meglio di un 5 su 23 complessivo?

Marcus Thornton
Deve decidere cosa fare da grande: il playmaker? La guardia? Il realizzatore puro? A Pesaro forse importa fino ad un certo punto, l’importante è che si metta in testa che in Italia, potrebbe fare la differenza già dalla prossima domenica.

Domenica inizia il campionato e Pu24.it vi ha preparato la consueta presentazione delle 16 squadre, in uno speciale in quattro parti che pubblicheremo da domani a giovedì.

LE FOTO DI FILIPPO BAIONI

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