Zona Pericolo. Un campionato di sofferenza per l’Alma

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26 settembre 2016

Sandro Candelora*

FANO – Quando ci si trova pericolosamente sospesi sull’orlo del precipizio serve a poco lambiccarsi sul modo in cui ci si è arrivati. Molto più utile è tentare capire come tirarsi fuori dalla drammatica congiuntura. Nel caso dell’Alma oltretutto si sapeva sin dalla vigilia del torneo che non sarebbero state rose e fiori ma che al contrario si andava incontro ad una sfida all’insegna di sudore, lacrime e sangue.

I tifosi del Fano nella sconfitta di Teramo (Foto Lapresse)

I tifosi del Fano nella sconfitta di Teramo (Foto Lapresse)

Alle difficoltà proprie di una categoria che non perdona si sono infatti aggiunte troppe scelte penalizzanti. Fuori da ogni ipocrisia, non abbiamo tema di affermare (non a posteriori ché lo pensiamo da sempre) che il padre di tutti gli errori è consistito nel non confermare Alessandrini (e con lui Ginestra e Lunardini, non utili ma fondamentali per la causa), rinunciando così a dare continuità ad un progetto tecnico che aveva fornito solo soddisfazioni e costituito di fatto il passaggio propedeutico al prestigioso salto in alto. Di lì in poi è stato un susseguirsi di decisioni assai discutibili, alle quali il forzatamente ritardato assemblaggio dell’organico offre solo un debole alibi, a coprire un approccio decisamente inadeguato.

In ogni caso, quel che è stato appartiene a ieri e occorre ora trarsi in salvo dalle sabbie mobili di una classifica traballante, che è poi né più né meno quella che ci si aspettava e che solo gli illusi potevano immaginare fosse diversa. Già, come uscirne? Intanto, guardandosi intorno e facendo la corsa sulle concorrenti dirette, che non è azzardato sostenere siano almeno otto-dieci quanto a valori individuali e d’insieme. Guai pertanto a fallire i match contro di esse. E poi evitando di buttare via con colpevole leggerezza punti preziosi che sul piatto della bilancia potrebbero alla fine risultare decisivi: ad oggi nel carniere ne mancano tre e ripensiamo alle sconfitte evitabili (dunque da evitare) di Bolzano, San Benedetto e in casa contro il Santarcangelo. Vanno inoltre recuperati alla svelta gli infortunati di lungo corso (in primis, Carotti ma pure Ingretolli e Capezzani, cui si è aggiunto da ultimo il positivo Schiavini) e sarà bene adottare atteggiamenti tattici improntati al più sano pragmatismo, bandendo dannosi arzigogoli e responsabilizzando a dovere la truppa sull’importanza della posta in palio. Infine è imperativo fare quadrato, seppellendo sul nascere perniciose polemiche e remando ognuno nella stessa direzione.

‘Conquistata. Difendiamola’ recita uno striscione in curva. Vox populi, vox dei…Un monito per tutti. Nessuno escluso.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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