Alla scoperta del 94esimo campionato italiano di basket. Parte 2

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27 settembre 2016

PESARO – Seconda parte del nostro speciale sul campionato italiano di basket. Dopo aver analizzato tre delle probabili favorite per lo scudetto (clicca qui per rileggere la prima parte), è arrivato il turno dell’ambiziosa Venezia, della mina vagante Cremona, della non più sorprendente Pistoia e di una big alla ricerca del paradiso perduto, come Sassari.

 

UMANA VENEZIA (formula 5+5)

Pochi ma buoni i rinforzi in casa Umana, che ad un roster già ben collaudato, ha aggiunto l’esperienza di Tyrus McGee e Marquez Haynes, ex Cremona e Sassari, inserendo sotto canestro anche il 26enne Jamelle Hagins. Ma è lo zoccolo duro il vero punto di forza della Reyer, ovvero il nucleo storico, quello composto da Jeff Viggiano e Ben Ortner, da Tomas Ress e il croato Peric, quattro cardini insostituibili per le ambizioni veneziane, che possono contare comunque anche su Stefano Tonut, inserito nei 12 della Nazionale quest’estate da Ettore Messina, dal tiratore greco Michael Bramos, dal nigeriano Melvin Ejim, una delle sorprese della scorsa stagione e su Ariel Filloy, arrivato anche lui nel mercato estivo.

L’Umana giocherà anche in Fiba Champions League, dove non nasconde ambizioni da Final Four e nel nostro campionato può consolidare la semifinale raggiunta quattro mesi fa, con un pensierino malizioso anche alla finale, se finirà dalla parte del tabellone giusta.

 

LA STELLA:

L'Umana Venezia vista a Pesaro nel Trofeo Alphonso Ford (Foto Baioni)

L’Umana Venezia vista a Pesaro nel Trofeo Alphonso Ford (Foto Baioni)

Marquez Haynes: A 30 anni ha raggiunto la sua piena maturità e dopo aver giocato a Siena, Sassari, Tel Aviv e nel Panatinaikos, sbarca a Venezia per dare una bella mano ad un’Umana pronta a conquistare grandi traguardi, grazie al suo gioco sempre efficace, sia in cabina di regia, che in fase offensiva, dove non fa mai mancare il suo contributo di punti ed assist.

 

LA SORPRESA:

Jamelle Hagins: In un reparto lunghi dove non mancherà certamente l’esperienza, Hagins ha la possibilità di conquistare un buon minutaggio, grazie alla sua verticalità e alla sua buona verve difensiva.

 

IL COACH:

Walter De Raffaele: L’ex vice di Recalcati, si ritrova tra le mani una squadra lunga e ben costruita, senza apparenti punti deboli e con la possibilità di rimanere tranquillamente tra le prime quattro del campionato.

 

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Semifinale scudetto

 

VANOLI CREMONA (formula 5+5)

L’uscita della coppia Cusin-Vitali, ha forse ridimensionato le ambizioni cremonesi verso l’alto, anche sa la Vanoli rimane una squadra da playoff, con parecchio talento ben distribuito in ogni ruolo. Molto ruoterà sulla coppia di esterni, formata da Tu Holloway ed Elston Turner, in un probabile starting five completato dal rookie Gabe York e dai lunghi TaShawn Thomas e Omar Thomas. Di discreto livello anche il nucleo italiano, con i centri Paul Biligha e Woiciechowski che hanno l’occasione di conquistare un buon minutaggio, stesso obiettivo inseguito dal giovane Andrea Amato, mentre Capitan Fabio Mian e Raphael Gaspardo si trovano pienamente a loro agio nel ruolo di settimo e ottavo uomo di una rotazione lunga, ma non di grandissimo spessore tecnico.

 

LA STELLA:

Elston Turner: Forse non ha avuto quella carriera luminosa che ci aspettavamo, dopo averlo visto all’opera con la maglia della Vuelle, ma Turner rimane un giocatore solido, con tanti punti nelle mani e un bagaglio di esperienza italiana, che verrà molto utile nei finali infuocati, quelli dove spesso mette a segno il tiro decisivo. In una squadra rinnovata profondamente come la nuova Vanoli, avrà il compito di guidare il gruppo ed essere un punto di riferimento per i giovani.

LA SORPRESA:

Paul Biligha: Probabilmente è l’ultima chiamata, per questo centro 26enne che non è mai riuscito a diventare un fattore, pur facendo intravedere buoni momenti di pallacanestro. I mezzi fisici continuano ad essere di primordine, ma non sempre riesce a trasferire tutta la sua potenza e in un settore lunghi che ha perso Cusin, ha la possibilità di conquistare tanti minuti e scalare le gerarchie interne.

IL COACH:

Cesare Pancotto: Il veterano dei nostri allenatori, è stato giustamente premiato l’anno scorso come miglior coach, dopo aver portato la Vanoli al quarto posto in regular season, con un record di 19 vinte e 11 perse. Forse questa volta non sarà facile ripetersi, con una Cremona che sembra leggermente ridimensionata rispetto al recente passato, ma a 61 anni è ancora uno degli allenatori più “giovani” come atteggiamento e la consapevolezza di aver rinnovato il suo rapporto con la Vanoli fino al 2018, gli consentirà di lavorare con tranquillità.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA:

Salvezza tranquilla

 

THE FLEXX PISTOIA (formula 5+5)

Dopo essere stata la vera sorpresa della scorsa stagione, Pistoia si ripresenta ai nastri di partenza con un nuovo sponsor e una squadra parzialmente rinnovata, sempre sotto la guida di coach Esposito. Il punto di forza dei toscani sembra essere il reparto esterni, dove Corey Hawkins e Terran Petteway potranno mettere in mostra tutto i loro talento, anche se il pallino dell’azione l’avrà sempre in mano Ronald Moore, play tascabile che già l’anno scorso aveva ben impressionato. Qualche problemino potrebbe nascere sotto canestro, dove non si intravede un altro Alex Kirk e con il solo Daniele Magro come cambio, il rookie Nathan Boothe dovrà stare attento nella gestione dei falli, a meno che non esploda Marcus Thornton, fermato dagli infortuni la scorsa stagione, in un ruolo fondamentale come quello di ala grande. Dalla panchina uscirà la sostanza di Michele Antonutti e la freschezza di David Cournooh, sperando che Eric Lombardi trovi quella continuità che finora non ha mai avuto in carriera e che Brandon Solazzi – in prestito da Pesaro – riesca a conquistare un discreto minutaggio.

LA STELLA:

Ronald Moore: L’anno scorso con i suoi 5.5 assist di media, fu uno dei miglior del campionato nella specialità, a conferma che ci troviamo di fronte ad un ottimo regista, con qualche problema nel produrre punti, handicap che dovrà risolvere in fretta, per elevare il suo standard.

 

LA SORPRESA:

David Cournooh: A Pistoia ha l’occasione di scalare le gerarchie nazionali, in un ruolo come quello del playmaker, che non riesce più a produrre nessun giocatore di talento. E di talento l’ex prodotto di Siena ne avrebbe tra le mani, a patto che riesca a giocare con quella continuità necessaria, specialmente in fase offensiva, per diventare un protagonista e non un semplice comprimario.

 

IL COACH:

Vincenzo Esposito: Dopo la grandissima partenza della scorsa stagione, che vide la sua Pistoia salire addirittura fino al primo posto, per poi vivere di rendita nel girone di ritorno, coach Esposito si ritrova per le mani una squadra con qualche problema da risolvere e una rotazione non lunghissima, ma non dovrebbe avere nessun problema a salvarsi.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA:

Salvezza tranquilla

 

BANCO DI SARDEGNA SASSARI (formula 3+4+5)

Dopo la deludente stagione scorsa, quando con lo scudetto sulla maglia, non riuscì mai ad essere una vera protagonista, Sassari prova a tornare nei quartieri altissimi del nostro basket e dal mercato estivo è uscita una squadra sicuramente rinforzata, con tanto talento a disposizione di coach Pasquini. Da Pesaro è arrivata la coppia Lacey-Lydeka, un talento in ascesa il primo, una sicurezza sotto le plance il secondo, dalla Grecia è arrivato l’ex canturino Darius Johnson-Odom, combo guard di grande efficacia, dal Bayern è arrivato il serbo Dusko Savanovic, eccellente tuttofare, dalla Turchia è arrivata l’ala piccola Josh Carter, già visto con la maglia della Mens Sana Siena, mentre dal Bamberg è arrivato il centro Gabriel Olaseni.

E’ rimasto il nucleo storico, quello composto da capitan Devecchi e Brian Sacchetti, con Lorenzo D’Ercole e Rok Stipcevic che si contenderanno tra loro il ruolo di vice playmaker e con l’aggiunta nei dodici di Michele Ebeling, 18enne figlio d’arte, da tenere d’occhio anche nell’immediato futuro.

 

LA STELLA:

Darius Johnson-Odom: Scelto al secondo giro nel draft 2012, la Nba l’ha solo sfiorata, finendo per varcare l’oceano, dove ha girovagato in squadre prestigiose come Cantù e l’Olympiacos, prima di approdare in Sardegna, dove sarà il principale terminale offensivo, grazie ad un buon tiro da fuori e alla sua capacità di crearsi un tiro in ogni situazione.

 

LA SORPRESA:

Dusko Savanovic: Veramente a 33 anni, non potrebbe definirsi una sorpresa, ma non avendo mai giocato in Italia, c’è il rischio che il suo talento non sia noto a tutti gli appassionati, che rimarranno “sorpresi” dalla sua duttilità e dalla capacità di fare tutto al momento giusto, anche le piccole cose.

IL COACH:

Federico Pasquini: L’anno scorso si trovò catapultato improvvisamente capo allenatore, dopo l’esonero di Meo Sacchetti e Pasquini se la cavò discretamente, pur tra molti alti e bassi. Quest’anno ha l’occasione di ripartire da zero, ed essendo più un uomo da palestra che da giacca e cravatta, ha la possibilità di far giocare il suo basket alla Dinamo. L’unico “pericolo” potrebbe essere quello di avere come vice, un allenatore rampante come Giacomo Baioni, pronto a spiccare il salto nel basket che conta.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA:

Semifinale scudetto.

 

Appuntamento a domani, con la terza parte – di quattro – del nostro speciale sul campionato di basket.

 

 

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