Alla scoperta del campionato di basket. Parte 4

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29 settembre 2016

vuelle-venezia-trofeo-alphonso-ford-foto-filippo-baioni00022 Landry NnokoPESARO – Siamo arrivati alla quarta ed ultima parte dello speciale di Pu24.it sul campionato di basket (ecco link con le prime tre: quiqui e qui). E’ il turno della rinnovata Pesaro, della “sempre in piedi” Capo d’Orlando, della “inglese” Caserta, della “automobilistica” Torino e della neopromossa Brescia.

CONSULTINVEST PESARO (formula 3+4+5)

E’ la squadra di Piero Bucchi, parliamoci chiaro, l’uomo che ha preso l’impegno di far uscire Pesaro dalle sabbie mobili in cui era naufragata negli ultimi quattro anni e per farlo, gli hanno dato praticamente carta bianca nella costruzione della squadra e tutti i nuovi arrivati hanno avuto la sua approvazione. E bisogna dire che questa nuova Vuelle il suo fascino ce l’ha. Vuoi perché non sembrano esserci, quei punti deboli nel roster, che già da settembre apparivano evidenti nelle stagioni precedenti, vuoi perché un paio di giocatori di vero talento sono arrivati in riva al Foglia, vuoi perché non si piange più miseria e sembra esserci una luce in fondo al tunnel, con il Consorzio che si sta ampliando. Molte delle aspettative pesaresi, passeranno per le mani di Simas Jasaitis, che continuano ad essere di velluto, con un tiro che ancora incanta, ma che non sono supportate, per il momento, dal resto di un corpo che fatica a ritornare in piena forma. E quello dell’ala piccola è il ruolo più scoperto, perché da playmaker e guardia possono tranquillamente giocare Marcus Thornton, Ryan Harrow e Brandon Fields, con il solo Marco Ceron che all’occorrenza può essere schierato anche da numero tre.

Sotto le plance, attenzione a Jarrod Jones, capace di giocare con efficacia sia da quattro, che da centro puro, ruolo che ricoprirà invece Landry Nnoko, con il lituano Zavackas chiamato a dare minuti di qualità, in un reparto lunghi completato da capitan Gazzotti.

LA STELLA

Marcus Thornton: Se vuole firmare con i Boston Celtics la prossima estate, Thornton dovrà fare due cose durante la sua avventura pesarese: trasformarsi in quel playmaker che serve ai biancoverdi e dare dimostrazione di aver raggiunto la maturità, sia fuori che dentro il parquet. Sul talento individuale non si discute, basta vederlo arrestarsi dai quattro metri e prendersi un tiro con una morbidezza da cineteca, sulla capacità di coinvolgere i compagni, siamo ancora sub judice, ma forse a Pesaro potrebbe bastare anche la versione 1.0 di Thornton.

LA SORPRESA

Landry Nnoko: Classico pivot ancora tutto da costruire, ma i mezzi fisici sono notevoli, così come la volontà di migliorare allenamento dopo allenamento. Per adesso si fa notare per le 3 S (salta, schiaccia, stoppa), vedremo se tra qualche mese, sarà riuscito ad aggiungere qualche nuova lettera al suo vocabolario.

IL COACH

Piero Bucchi: A Pesaro ha l’occasione di dimostrare di essere ancora un allenatore da top five e la società biancorossa gli ha concesso piena fiducia, con un contratto biennale e un’opzione per il terzo. Lo aspetta un lavoro duro, con l’obiettivo immediato di far transitare la squadra fuori dalle ultimissime posizioni e quello futuro di riportarla in zona playoff.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza tranquilla

BETALAND CAPO D’ORLANDO (formula 3+4+5)

Come tutti gli anni, in Sicilia si parte per non retrocedere, con gli addetti ai lavori che danno la Betaland sistematicamente agli ultimissimi posti del ranking, per poi venire puntualmente smentiti la primavera successiva. E anche stavolta, Capo d’Orlando sembrerebbe avere un roster leggermente inferiore alla concorrenza, con l’incognita Drake Diener che, se sarà risolta, cambierebbe parecchio le carte in tavola. L’Mvp del 2014 infatti è reduce da parecchi mesi di inattività – causa malattia di Crohn – e a 35 anni potrebbe accusare il peso di una carriera lunga e logorante, ma se dovesse ritrovare la forma, cambierebbero le gerarchie in fondo alla classifica. La Betaland continua a puntare molto sui giovani, dal lettone Berzins all’ungherese Pelt, dal serbo Stojanovic al play Tommaso Laquintana, con Dominique Archie ala piccola titolare, mentre sotto canestro è appena arrivato il croato Mario Delas, con il 40enne Nicevic a coprirgli le spalle, in un roster completato dall’uruguaiano Bruno Fitipaldo e dall’ala Antonio Iannuzzi.

LA STELLA

Dominique Archie: Tornato a Capo d’Orlando, dopo la parentesi belga, Archie è un’ala tuttofare, con un buon tiro dalla media, una discreta capacità di dare una mano a rimbalzo e la consapevolezza di essere un punto di riferimento per i compagni più giovani.

LA SORPRESA

Tommaso Laquintana: Si è già messo in mostra la scorsa stagione e, a 21 anni, ha l’occasione di giocare ancora tanti minuti, in una Betaland che gli concederà spazio nel ruolo di playmaker.

Il COACH

Gennaro Di Carlo: Catapultato capo allenatore la scorsa stagione, Di Carlo gode delle piena fiducia della società, che gli ha affidato una squadra ancora work in progress, che dovrebbe rinforzarsi strada facendo, per adesso è una delle pericolanti, ma in Sicilia ormai ci sono abituati.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA:

Salvezza.

PASTA REGGIA CASERTA (formula 3+4+5)

Il passaggio di proprietà, dalla famiglia Iavazzi ad un fondo di investimenti inglese – Fortune Investment & Consulting – non è stato proprio indolore e a Caserta stanno ancora cercando di digerire la nuova situazione e naturalmente, anche la costruzione della squadra ne ha risentito. Ma, alla fine, è stata allestita una formazione più che decorosa, con il talento di Edgar Sosa che dovrà trascinare i compagni verso la salvezza. Non manca l’esperienza, con Daniele Cinciarini, Marco Giuri e Gaddefors, mentre si dovrà valutare l’impatto del duo Metreveli-Czyz sotto canestro, anche se alla fine il minutaggio più alto l’avrà Mitchell Watt, ala centro dai buoni fondamentali. Completano il roster, l’ala americana Josh Bostic, la guardia Darryl Jackson – ex Casalpusterlengo – e il centro Raphiael Putney, ma difficilmente tutti quelli che inizieranno la stagione, saranno presenti il prossimo maggio, in una Pasta Reggia che cercherà ulteriori rinforzi durante l’anno.

LA STELLA

Edgar Sosa: Da solo vale mezza salvezza, perché siamo di fronte al probabile miglior realizzatore del campionato, dal ventello facile facile, specialmente in una Caserta dove non avrà una grande concorrenza interna. Per il dominicano sarà la situazione ideale, vedremo se lo sarà anche per la Pasta Reggia.

LA SORPRESA

Mitchell Watt: Buoni fondamentali e tanta applicazione, per questa ala-centro semisconosciuta, che si è fatto le ossa in giro per il mondo e arrivato a 26 anni, spera che sia questa la stagione della svolta definitiva.

IL COACH

Sandro Dell’Agnello: A lottare per la salvezza ci è abituato da qualche anno e anche stavolta la sua Caserta faticherà a togliersi dalla parte destra della classifica, a meno di grandi rivoluzioni invernali, per adesso ha tra le mani una squadra a trazione anteriore, che ancora si deve conoscere, ma Dell’Agnello sa di avere la fiducia della società e cercherà di arrivare sano e salvo a maggio.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza

FIAT TORINO (formula 5+5)

Dimenticatevi la squadra dell’anno scorso, quando da neopromossa, pagò qualche errore di costruzione e qualche peccato di gioventù. La nuova Torino punta dritta ai playoff e per farlo ha allestito una formazione profonda e di talento, con un quintetto da quartieri alti e una panchina lunga ed affidabile. Sarà Chris Wright a dirigere le danze, con D.J.White chiamato a ripetersi dopo l’eccellente scorsa stagione e Deron Washington pronto ancora a stupire, dopo le buone esperienze di Cremona e Pistoia. A completare lo starting five, saranno la guardia Tyler Harvey e l’ala forte Jamil Wilson, mentre dalla panchina partirà Peppe Poeta, sogno estivo di molte formazioni, che ha scelto Torino per riconquistare il posto in Nazionale, insieme a Mirza Alibegovic, protagonista nella promozione di Brescia lo scorso anno e Davide Parente. Sotto canestro, saranno Valerio Mazzola e Abdel Fall a dare respiro alla coppia di lunghi titolari di una Torino che vuole festeggiare nel migliore dei modi, l’ingresso del colosso automobilistico come main sponsor per i prossimi due anni.

LA STELLA

D.J. White: Con la sua riconferma, si è subito intuito che a Torino vogliono fare le cose in grande, perché White è uno dei migliori interpreti del suo ruolo, quello di ala grande, con propensione da centro, in grado di catturare rimbalzi, produrre punti e fare tutte quelle piccole e grandi cose utili alla causa.

LA SORPRESA

Mirza Alibegovic: Dopo qualche timida comparsata in serie A da giovanissimo, è sceso in serie A2 per acquisire fiducia nei propri mezzi e a 24 anni, ha l’occasione di ricominciare da capo, in una società in crescita come Torino e con un buon minutaggio a disposizione.

IL COACH

Francesco Vitucci: Può far bene, senza la pressione di altre piazze, con la società che gli lascerà il tempo per provare a riportare Torino nel gotha del nostro basket, in un’annata che potrebbe essere ricca di soddisfazioni per la Fiat.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Quarti di finale playoff

GERMANI BASKET BRESCIA (formula 5+5)

Cosa fai quando hai tra le mani, delle carte inferiori a quelle delle avversarie e pochi soldi per rilanciare? Speri di pescare il jolly e a Brescia il jolly si chiama Luca Vitali, playmaker della Nazionale e uomo in grado di far elevare la qualità del gioco dei compagni, a patto che le condizioni fisiche siano quelle ideali. E negli ultimi anni non lo sono state, tanto che a Cremona l’anno scorso ha giocato solamente 14 partite, ma a Brescia hanno calcolato i rischi e gli hanno messo intorno dei discreti compagni, a partire dal fratello Michele, dal centro – ex Trento – Jared Berggren, dal talentuoso rookie Lee Moore, all’esperto Marcus Landry, anche se naturalmente la stella rimane David Moss. Qualche problemino potrebbe nascere sotto i tabelloni, dove Cittadini e Bruttini non sembrano due cambi da serie A, così come Marco Passera e Franko Bushati, sono due onesti lavoratori del parquet, ma la Germani sa di dover soffrire e non farà la vittima sacrificale del campionato.

LA STELLA

David Moss: Quando l’anno scorso scese in serie A2, dopo aver vinto tutto con Siena e aver giocato a Milano, non tutti credettero che riuscisse a trovare le giuste motivazioni ed invece Moss è stato uno dei principali artefici della promozione bresciana. E proverà ad esserlo anche della salvezza della Germani, perché a 33 anni è ancora pienamente in grado di fare la differenza.

LA SORPRESA

Jared Berggren: A Cantù e Trento, si sono intraviste delle buone qualità, anche se non è stato un mostro di continuità. A Brescia ha la chance di continuare il suo percorso di crescita, almeno nei primi mesi, perché crediamo che la Germani dovrà rinforzare il suo pacchetto lunghi, se le cose si dovessero mettere male.

IL COACH

Andrea Diana: Confermatissimo dopo la promozione, dovrà essere bravo a gestire gli inevitabili momenti difficili e mettere la squadra in mano a Luca Vitali e David Moss, che con la loro esperienza, gli daranno una bella mano a districarsi in questa nuova realtà.

L’OBIETTIVO DELLA SQUADRA

Salvezza.

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