L’Automotive italiano: storie di successo. Percorriamo la strada attraverso tre grandi imprenditori italiani

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30 settembre 2016

Esiste una formula sicura per diventare imprenditori di successo? No. Tuttavia possiamo cercare di estrapolare il segreto del successo nella storia personale di tre grandi imprenditori dell’automotive italiano. Nonostante siano tutti nati in epoche diverse, nel loro percorso esistono delle innegabili similitudini, delle scelte e dei punti di svolta comuni che è impossibile non notare.

 

GIOVANNI BATTISTA PIRELLI

La prima storia di cui vogliamo parlare è quella di Giovanni Battista Pirelli, fondatore della prestigiosa società italiana leader nella produzione di pneumatici dalle alte prestazioni.

Nato a Varenna (provincia di Lecco) nel 1848, figlio di un panettiere e ottavo di 10 figli, dopo gli studi di base si trasferisce a Milano per diplomarsi prima come perito industriale e per laurearsi, poi, in ingegneria. Siamo nel 1870 e Giovanni Battista Pirelli ottiene una borsa di studio che utilizza per viaggiare lungo l’Europa e studiare da vicino i primi albori di quello che sarà il futuro boom industriale. Torna in Italia con un progetto basato sullo sviluppo della gomma, lo propone ad alcune banche milanesi e ottiene un sovvenzionamento per dar vita, nel 1872, alla “G.B. Pirelli & C.”.

 

Rennstrecke DetailData l’estrema duttilità del materiale lavorato negli stabilimenti Pirelli, la gomma, il passaggio dalla produzione di manicotti a quella di giocattoli, cavi telegrafici sottomarini e, soprattutto, pneumatici per bicicletta è relativamente breve. Nel 1906 Giovanni Battista Pirelli è costretto a realizzare un nuovo stabilimento in zona Bicocca dove riesce a produrre e distribuire su larga scala quello che è ormai diventato un vero e proprio catalogo di pneumatici da competizione, e non, per automobili e motociclette.

Nel 1932 Giovanni Battista Pirelli muore e lascia alla guida i due figli, Alberto e Piero Pirelli.

 

MARCO TRONCHETTI PROVERA

Cambiamo decisamente epoca ma rimaniamo in casa Pirelli per parlare di Marco Tronchetti Provera.

 

Nato a Milano nel 1948, figlio dell’industriale attivo nel settore metallurgico Silvio Tronchetti Provera, nel 1971 si laurea in economia all’Università Bocconi di Milano. Dopodiché parte per un viaggio di studio verso Londra durante il quale ha la possibilità di lavorare all’interno della prestigiosa compagnia di trasporti e logistica P&O, la quale lo ispira, una volta rientrato in Italia, a costituire la società Sogemar, anche questa attiva nel settore della logistica. Nel 1986 vende la società per acquistare, con la liquidità ottenuta, alcune quote azionarie della Camfin, aderente al patto di sindacato Pirelli e quotata alla Borsa di Milano.

Lo spirito imprenditoriale e la determinazione innata di Marco Tronchetti Provera fanno sì che, nel 1992, questo riesca a ottenere il comando dell’intera azienda Pirelli, succedendo all’allora suocero Leopoldo Pirelli (nipote di Giovanni Battista Pirelli).

 

Sotto la guida di Tronchetti Provera la produzione di Pirelli diventa ancora più intensiva: aumentano le joint-venture con altre aziende, i commerci con l’estero e si amplia la gamma degli articoli realizzati (abbigliamento, orologi, occhiali, ecc.). Pirelli è, a oggi, il quinto operatore mondiale nel settore degli pneumatici come fatturato e vanta una distribuzione che include oltre 160 paesi nel mondo.

 

JOHN ELKANN

Nonostante i suoi natali lo vedano a New York, John Elkann è un italianissimo imprenditore legato al percorso di un’azienda che fa letteralmente parte del patrimonio italiano, la FIAT.

 

Nato nel 1976 da Margherita Agnelli (figlia del famoso padre Gianni) e il primo marito Alain Elkann, dopo la maturità scientifica, nel 2000 si laurea in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino. Durante il periodo universitario colleziona molte esperienze lavorative presso diverse aziende del settore automotive, site in Inghilterra, Polonia e Francia. Proprio per questi suoi viaggi John Elkann parla correttamente quattro lingue. A soli 21 anni entra a far parte nel consiglio di amministrazione FIAT e inizia a lavorare al rilancio dell’azienda. Attualmente è il presidente della FCA, oltre che membro, vice presidente e CEO di altre prestigiose aziende.

 

Tre uomini, tre epoche diverse; un unico, sconfinato, successo economico e personale. Solo genetica? Sicuramente nascere con una forte predisposizione per essere leader costituisce un vantaggio. Tutti gli imprenditori citati condividono, infatti, un carattere forte, deciso, indispensabile per poter stringere accordi o programmare nuovi assetti societari senza dubbi e paure.

 

Il secondo aspetto che li accomuna è la cultura. Nonostante non siano affatto poche le storie di imprenditori milionari che hanno costruito la loro fortuna anche senza una laurea, avere delle ottime basi tecniche ed essere sempre aggiornati su tutti gli aspetti che riguardano il settore di preferenza, è importante. Questo permette non solo di ottimizzare i tempi, ma anche di poter fare una migliore selezione del personale che gravita attorno all’azienda.

I viaggi all’estero e le esperienze lavorative presso aziende quotate costituiscono un’altra costante.

 

Infine, un ultimo aspetto accomuna i tre imprenditori. Per poter lavorare a questi livelli solitamente è necessario dedicare alla propria azienda un numero di ore settimanali molto più alto rispetto a quello di un normale impiegato. L’azienda diventa una presenza costante che investe e non lascia spazio nemmeno alla vita privata. Tuttavia ognuno di questi imprenditori coltiva passioni extra: Giovanni Battista Pirelli per il calcio, Marco Tronchetti Provera e John Elkann per la vela. Semplice voglia di relax? Non facciamoci confondere perché questa, in realtà, sarebbe solo una tecnica per svuotare la mente e avere una visione più lucida… sul proprio lavoro!

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