Kalosórisma Eleni, benvenuta a Pesaro: stasera arriva l’opposta greca della myCicero

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1 ottobre 2016

Un attacco di Eleni Kiosi con la maglia della nazionale greca (foto Cev)

Un attacco di Eleni Kiosi con la maglia della nazionale greca (foto Cev)

PESARO – Benvenuta, kalosórisma, Eleni, benvenuta a Pesaro. Forse non sai che sei la seconda rappresentante dello sport ellenico che viene a giocare a Pesaro. Provo a raccontartelo, facendo ricorso alla memoria di vecchio giornalista, con il contributo del libro “Dietro i canestri” che comprende numerose pagine dedicate alle trasferte elleniche.

Un solo precedente di sportivi greci a Pesaro: Fedon Matheou, giocatore di basket della Vuelle negli anni 50

Atene, salone dell’hotel Ledra Marriott, nella zona del vecchio stadio olimpico. Al seguito della Scavolini Basket impegnata (stagione 1994/95) in Coppa dei Campioni in casa del Panathinaikos, che allora giocava in una palestrina di Glyfada, ho un appuntamento a cui tengo molto. Tramite amici ho rintracciato Phedon Matheou, ma c’è chi scrive Fedon o addirittura Faidon. Poco importa: Matheou è stato il secondo straniero della Victoria Libertas, preceduto solo dall’americano Tony Vlastelica. Fedon ha giocato una sola stagione (1957/58) con la maglia della Vuelle, allora sponsorizzata dalla Benelli. Sono trascorsi quasi 40 anni, eppure ha Pesaro ancora nel cuore. Quando entra in hotel, con la sua imponenza e il passo appesantito, ho un sussulto, sono emozionato. Mi abbraccia con forza e quasi mi spezza in due. La mia telefonata l’ha sorpreso, ma allo stesso tempo reso felice che ci sia chi non lo ha dimenticato. Gli dico che non l’ho visto giocare perché allora non abitavo a Pesaro, ma nei suoi confronti ho ascoltato tante belle parole spese da amici che giocavano con lui o seguivano la pallacanestro

Ricordo con affetto l’allenatore Agide Fava e i compagni di squadra – racconta, mentre, sempre più emozionato, prendo appunti -. La città mi piaceva, molto. A Pesaro sono stato davvero bene, mi saluti tutti”. Non mi dice la tipica frase che ascolti nelle taverne di Glyfada, dove i camerieri ti trascinano ai tavoli e quando capiscono da dove arrivi ti sbattono “Grecia Italia, una faccia una razza”, ma si capisce che è davvero contento del salto indietro nel tempo.

Ecco, auguro ad Eleni Kiosi di provare, fra 40 anni, le stesse emozioni del connazionale che l’ha preceduta. Tra l’altro, se non vado errato, Phedon era nato a Salonicco, dove vive Eleni, che è nata a Évosmos, località vicinissima alla bella Thessaloniki.

Dunque, se le coincidenze aeree non creeranno problemi, Eleni Kiosi sarà finalmente a Pesaro, dove dovrebbe giungere poco prima della mezzanotte. Una lunga giornata, quella di Eleni, che ha dovuto prendere diversi aerei che la devono portare prima a Roma, poi – intorno alle 22.15 – a Falconara.

Eleni, che anche a Pesaro giocherà con il numero preferito, e’ksi, il 6, è alla terza stagione italiana: dopo Olbia e Filottrano, Pesaro, dove l’ha voluta Matteo Bertini, che all’opposta macedone chiede punti certi, soprattutto quando c’è da mettere palla a terra. Del resto è il lavoro che ha fatto sempre il capitano della Nazionale greca, seconda migliore realizzatrice (507) con la maglia di Olbia, dopo Teresa Matuszkova Rossi (530); terza con 520 punti realizzati, dietro Sonia Percan (559) e Natalia Brussa (533) con quella di Filottrano.

Cresciuta nell’Aiantas Evosmou, squadra della sua città, dopo due stagioni Eleni è passata all’Apollonios Keratsini e da qui al più quotato e famoso Olympiacos Pireo, una delle due polisportive più amate in Grecia; l’altra è il Panathinaikos. Quindi, sempre nel torneo ellenico, ha giocato per Iraklis Salonicco, Peiramatiko Patrasso, Saak Anatolia e Traxones Alimou. Nel 2013/14 la scelta di giocare all’estero, in Francia, con il Treville Florange Olympique Club, in Ligue A. Quindi l’Italia, Olbia, Filottrano e Pesaro.

Benvenuta, kalosórisma, Eleni, benvenuta a Pesaro. 

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