Ricci e Renzi, un anno dopo: “Quanti soldi ci hai portato via con la storia del patto…”

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1 ottobre 2016

Renzi e Ricci sul palco del teatro Rossini

Renzi e Ricci sul palco del teatro Rossini

PESARO – Sindaco e premier, poco più di un anno dopo, sullo stesso palco. Dal combinato disposto, al di là delle vicenda referendaria, più di un riferimento calato sulla città: “Nell’agosto 2015, proprio in questo teatro, Renzi ha fatto con noi  ragionamenti importanti. Dopo pochi mesi sono diventati realtà: ci tengo a valorizzarli, perché mai come ora Pesaro e le Marche hanno avuto un rapporto così stretto con il governo. In grado di generare risultati postivi”, l’incipit di Matteo Ricci.

Che riannoda il filo così: “Volevamo essere ‘città della musica’ e fare del 150esimo di Rossini una grande occasione per il Paese. Grazie all’accordo sottoscritto in questa sede è partita la macchina organizzativa. Rossini nel 2018 sarà il testimonial della bellezza italiana nel mondo. L’anniversario sarà un vero progetto di sviluppo culturale ed economico. Per la città e per il Paese”.

Ancora: “Avevamo posto la questione dello sblocco del patto per i Comuni virtuosi come il nostro. Era un grido di dolore, si trattava di liberare risorse dei pesaresi per lo sviluppo. Renzi ha preso la questione di petto e nella legge di stabilità, grazie all’iniziativa lanciata da Pesaro, sono cambiate le regole del gioco». Così il saldo sugli investimenti è salito «nel giro di un anno da due milioni e mezzo a 30 milioni: strade, scuole, impianti sportivi. Una parte dei lavori sono sotto gli occhi di tutti, il resto sarà realizzato nel 2017″.

RILANCIO

Ma il sindaco, dal palco del Rossini, insiste: “La normativa sia confermata anche nella prossima legge di stabilità. E’ un’azione espansiva per l’economia, che in Italia ha sbloccato più di due miliardi di lavori. Per la prima volta, finalmente, sono stati premiati quelli che hanno gestito bene e non male. Avanti su questa strada: i Comuni possono mettere in campo tanti cantieri”. L’ulteriore passaggio del sindaco è sul terremoto: “E’ stato un dramma. Una delle esigenze principali è la sicurezza delle strutture pubbliche, in primis le scuole. Si apra una grande stagione di investimenti negli edifici scolastici, svincolando le risorse dal patto. E’ una delle richieste che faremo”.

Infine: “I Comuni sono in prima linea nella gestione dell’emergenza sociale. E’ positiva l’inversione di tendenza. Così come l’accordo con i sindacati sulle pensioni minime”. Sul resto, il sindaco non fa melina: “E’ un problema di credibilità della classe politica: dopo trent’anni è ora di passare dalle parole ai fatti. La legislatura è nata per le riforme,  di cui si discute da anni. Nel programma del’94 dei progressisti c’era la fine del bicameralismo perfetto, la camera delle autonomie locali, il sistema elettorale a doppio turno.  La riforma non l’abbiamo scritta da soli, è frutto di mediazioni. Poi qualcuno si è tirato indietro, perché è stato eletto Mattarella capo dello Stato. Ma la democrazia non è un bene scontato. E oggi, chi vuole difenderla, deve porsi il problema del suo rapporto con la velocità: è un punto centrale. La società e l’economia hanno bisogno di un sistema legislativo più veloce e moderno.  Non è possibile che per un provvedimento di legge ci vogliano 800 giorni…”.

IL PREMIER

Renzi prima raccoglie sullo sblocco del patto – “quanti soldi ci ha portato via Ricci con l’avanzo di amministrazione? Trenta milioni? Ma li sta sistemando i marciapiedi? Sì? A Firenze, ai miei tempi, invece, la risposta sarebbe stata un no corale. Si vede che lui è più bravo…”, il dialogo del premier con il pubblico – poi apre sull’edilizia scolastica: “Dico ai sindaci: qualsiasi siano le regole europee, i soldi per l’edilizia scolastica saranno svincolati dal patto”. Insiste sui teatri (“ogni volta che entro al Rossini penso alla bellezza che c’è nel Paese: un errore grave farci l’abitudine”) e, prima di sterzare sul referendum, cita Angelo Moroni, vigile del fuoco pesarese, “che ha estratto Giorgia dalle macerie della sua casa a Pescara del Tronto. Un esempio”.

GOSTOLI GONGOLANTE

Matteo Renzi sul palco del teatro Rossini (foto Luca Toni)

Matteo Renzi sul palco del teatro Rossini (foto Luca Toni)

Sulla propria pagina Fb, Giovanni Gostoli esprime la sua soddisfazione: A Pesaro un grande abbraccio a Matteo Renzi. Strapieno il Teatro Rossini. Tanta gente di tutte le generazioni, molti giovani, per l’Italia che dice Sì. È andata alla grande, sono orgoglioso dei volontari, una straordinaria organizzazione. Grazie #unoxuno. Una meravigliosa iniziativa di apertura della campagna referendaria, anche se purtroppo in molti sono rimasti fuori. Ancora una volta #Pesaro trending topic su Twitter insieme a #BastaUnSi e#Renzi. Adesso andiamo a vincere il referendum con il sorriso di chi vuole cambiare l’Italia. Per un Paese più semplice, stabile e forte. (Grazie a Luca Toni per la fotografia. E la pazienza).

Un commento to “Ricci e Renzi, un anno dopo: “Quanti soldi ci hai portato via con la storia del patto…””

  1. Massimiliano scrive:

    Non parlate di tutti i contestatori? È stato un successo? Come possiamo sostenere il si, sostenere Renzi che parla di riduzione dei costi, dei senatori ecc…. Ecc… In più con l appoggio di Napolitano? Lui che sostiene Renzi ed il si, lui che da 60 anni gode di ogni sorte di privilegio e denaro? Come un galeotto che lotta per ergastolo e pena di morte….. Basta queste buffonata, basta inventarsi articoli trionfanti, basta essere servi del PD!

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