Vincere aiuta a vincere. Parte bene il lavoro di Bucchi in una Vuelle con ampi margini di miglioramento

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3 ottobre 2016

PESARO – Siamo d’accordo con coach Bucchi, quando afferma che, più che lo spettacolo, contano i due punti. Ma l’ex allenatore di Brindisi, non c’era negli ultimi quattro anni, quattro stagioni dove le vittorie arrivavano col contagocce e il gioco spettacolare era relegato a pochi momenti, quelli dove il talento individuale, aveva la meglio sul gioco statico espresso dalla Vuelle. Così, vedere Harrow compiere una finta da Nba, per poi segnare con facilità al tabellone, oppure i due lunghi scambiarsi tra loro un paio di semplici, ma efficaci, passaggi alto-basso o vedere lo stesso Harrow, prendere la linea di fondo e scaricare perfettamente un assist per Jones, sono sembrati eventi rari e per questo, ancora più apprezzati dagli oltre 4000 che hanno riempito l’Adriatic Arena in questo primo impegno stagionale.

Vuelle Consultinvest

Compattezza Vuelle (Foto Baioni)

Esaltarsi per aver vinto contro la neopromossa Brescia, sarebbe un errore madornale, ma è innegabile che questa Vuelle abbia disputato una buona partita. Con molti alti e pochi bassi. Mettendo in mostra una coppia di lunghi che è stata sicuramente abile a sfruttare l’effettiva superiorità rispetto ai pari ruolo avversari, ma che potrebbe essere una delle note liete stagionali, senza aspettarsi che Nnoko catturi 20 rimbalzi ogni domenica, ma che possa andare in doppia cifra anche contro avversari più solidi, quello sì, perché il camerunense ha fisico e personalità e pensare che possa diventare uno dei migliori rimbalzisti del campionato, non è pura utopia. Così come non sembra impensabile, che Jarrod Jones continui ad essere un fattore, potendo giocare sia da numero quattro che da cinque, un quattro e mezzo insomma, in grado di essere produttivo in fase offensiva, con la sua tecnica, e di essere un fattore anche in quella difensiva, con la sua fisicità, senza dimenticarsi che quando Nnoko, si accomoda in panchina e Jones a prendersi la responsabilità di andare a rimbalzo.

L’altra faccia della medaglia, nella buona prestazione della coppia Jones-Nnoko è il poco utilizzo di capitan Gazzotti, che nelle gerarchie biancorosse è di fatto diventato il nono uomo delle rotazioni e la differenza di valori sul parquet quando Zavackas prende inevitabilmente il posto di uno dei due titolari. Perché il lituano, vuoi per ragioni anagrafiche, vuoi per una condizione fisica non perfetta, non può avere lo stesso impatto sul match e, con lui sul parquet, il gioco della Vuelle diventa per forza di cose più perimetrale.

E se il reparto lunghi è già a buon punto, qualche problema è emerso in quello degli esterni, che ad agosto sembrava il punto di forza, ma che ad ottobre ha qualche problema da risolvere. Problemi che sembrano nascere soprattutto da Thornton, alla ricerca del suo ruolo in questa squadra, si vede che Marcus sta cercando di cambiare il suo modo di giocare, quello tutto istinto che lo ha portato vicino alla Nba, ma che non gli ha ancora aperto le porte di quel mondo dorato e coach Bucchi e tutto lo staff, dovranno essere bravi ad indicargli la strada da percorrere, che non può essere quella dei soli sei tiri presi contro Brescia, ma che dovrà essere quella di un giocatore fondamentale per la Vuelle, in ogni fase del gioco, dal tiro agli assist, dalla difesa al contropiede.

Piccoli e grandi problemi da affrontare per la Consultinvest, come è logico alla prima giornata, ma a differenza degli scorsi anni, non sembrano insormontabili, ma risolvibili in tempi relativamente brevi.

 

I PIU’ …..

Vuelle Consultinvest

Foto Baioni

Jarrod Jones: Si prende 16 tiri e per un lungo non sono pochi, ma la differenza lo fa il verbo “prendere”, perché eravamo abituati – eccezion fatta per Daye – a dei numeri quattro ai margini del gioco, mentre Jones ama avere il pallone tra le mani e prendersi un tiro diverso a seconda della situazione.

Landry Nnoko: 19 rimbalzi e altri cinque o sei sporcati da questo ragazzone del Camerun che non sarà ancora un manuale di tecnica, ma che sembra aver recepito il messaggio del suo allenatore: “Devi andare a rimbalzo sempre, anche quelli non tuoi” Missione compiuta, per adesso.

Difesa: 63 punti subiti e pochi canestri facili concessi a Brescia, è piaciuta la voglia di battersi sui palloni vaganti e la difesa attenta sul lato debole, qualche problema sul pick and roll, soprattutto per colpa dei “piccoli”, ma la mano di Bucchi si è vista fin da questa prima giornata.

Brandon Fields: Ha un tiro da fuori onestamente bruttino a livello tecnico, ma in entrata non gli manca la personalità, così come non gli manca la fiducia nei propri mezzi, come dimostrano i 16 tiri presi, rimane sul parquet più di tutti e crediamo che succederà spesso in questa stagione.

 

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRESCIA

Tiri liberi: 6 su 14, coach Bucchi dice che è una questione di testa, ma allenarsi dalla lunetta, rimane comunque una necessità.

Tiro da tre: Bene le sole 20 triple prese, in un match dove si dovevano sfruttare i lunghi, meno bene il 30%, brutta percentuale che Pesaro si porta dietro dal precampionato.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Vincere fa bene a tutto: per il morale di squadra e tifosi, per la classifica naturalmente e per la possibilità di lavorare con più tranquillità, senza adagiarsi sugli allori, ma con la consapevolezza che il lavoro svolto finora, sta dando i suoi frutti. E di lavoro c’è né tanto da fare, per una Vuelle che si pensava potesse essere una squadra da oltre 80 punti, ma che invece non ha ancora trovato il suo equilibrio offensivo, stabilità che dovrebbe arrivare dalla cabina di regia, che invece continua ad essere un problema da risolvere per coach Bucchi. Potenzialmente sono tre i playmaker della Consultinvest, ma di fatto il solo Harrow sembra essere in grado di farlo veramente, mentre Fields e Thornton sono ancora immersi nel limbo, quello dove si pensa prima a se stessi che ai compagni. Harrow ha la mentalità del regista, ma anche la mentalità da playground e si dovranno limare quegli eccessi che rischiano spesso di farlo andare fuorigiri, anche se è una gioia per gli occhi, vederlo effettuare le sue giocate spettacolari.

Siamo convinti che più passeranno le giornate, più saranno chiare le gerarchie, all’interno di una Vuelle che ha la possibilità di ruotare i suoi cinque esterni, senza perderne d’efficacia, discorso per adesso non applicabile ai quattro lunghi. Naturalmente si aspetta la crescita di Jasaitis, che contro Brescia non è dispiaciuto, ma che per diventare fondamentale, dovrà aggiungere altri 10 minuti di autonomia, mentre Ceron sembra già perfettamente a suo agio, consapevole che avrà le sue chances per mettersi in mostra.

Domenica la Vuelle andrà a Torino, trasferta difficile, che ci dirà se la convincente vittoria ottenuta contro Brescia sia l’inizio di una stagione tranquilla o una semplice illusione.

DAGLI ALTRI PARQUET

Prima sorpresa stagionale, con Reggio Emilia che cade a Caserta, dove Marco Giuri prima infila la tripla decisiva e poi stoppa il tiro sulla sirena di Stefano Gentile e la seconda sorpresa poteva arrivare da Capo d’Orlando, dove l’Armani è stata sotto per 37 minuti, prima di mettere la freccia solo nel finale. Vince in trasferta anche Venezia, che cavalca il buon momento di Stefano Tonut e sfiora il centello a Cantù, mentre Avellino ha faticato più del previsto, regolando una buona Torino solo nel finale. La giornata si era aperta con la vittoria casalinga in rimonta di Brindisi contro Trento e si concluderà stasera, con due posticipi: quello tra Cremona e Pistoia, in diretta su Sky e quello tra Sassari e Varese.

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