All’Oliveriana quattro venerdì con Storie di Città. Pesaro, una comunità a cavallo di due secoli

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4 ottobre 2016

PESARO – La conoscenza del passato, che già in sé è un’affascinante esperienza, è altresì una competenza che forgia la coscienza civile dei cittadini. Anche per questo l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani presenta nei quattro venerdì di ottobre 2016 un ciclo di conversazioni di storia, denominate Storie di città. Pesaro. Una comunità a cavallo di due secoli, che propongono spunti di riflessione su momenti diversi della storia contemporanea di Pesaro: la città prima e dopo il momento dell’unità nazionale, la difficile posizione dei cattolici dal non expedit al patto Gentiloni, la terribile prova del conflitto mondiale e, infine, la città nel regime fascista.

Questo il programma:

venerdì 7 ottobre, ore 17,30

Riccardo Paolo Uguccioni

Pesaro tra Stato pontificio e Regno unitario

 

Venerdì 14 ottobre, ore 17,30

 Ernesto Preziosi

I cattolici a Pesaro tra Otto e Novecento

 

storie-di-citta-pesaro_2016_manifesto_small_ridottoVenerdì 21 ottobre, ore 17,30

 Luca Gorgolini

Pesaro e la sua provincia nella Grande guerra

 

Venerdì 28 ottobre, ore 17,30

 Paolo Giovannini

Pesaro nel ventennio fascista

Le conferenze si svolgeranno nella sala Passeri della Biblioteca Oliveriana – via Mazza 97 – Pesaro. Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

 

 

Riccardo Paolo Uguccioni è presidente dell’Ente Olivieri. Ha fondato con amici la Società pesarese di studi storici, di cui è presidente e della cui rivista, “Studi pesaresi”, è direttore responsabile. Già docente a contratto di Storia moderna presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Urbino, è socio deputato della Deputazione di storia patria per le Marche, dell’Accademia agraria di Pesaro e dell’Accademia Raffaello di Urbino. Ha studiato aspetti di storia politica, sociale ed economica dell’Ottocento napoleonico e pontificio, occupandosi fra l’altro di censura politica, procedura giudiziaria, brigantaggio, viabilità, ferrovie, comunità ebraiche, leva militare, ecc., e approfondendo di recente il tema della carboneria.

La conversazione investe il complesso periodo che, dopo la restaurazione del 1815, vede il diffondersi di nuove tendenze culturali e l’insorgere di nuove aspirazioni politiche cui lo Stato pontificio, sebbene non insensibile a certe novità, per sua stessa natura non potrà adattarsi. Anche dopo l’Unità nazionale, del resto, Pesaro vive una lacerazione tra patrioti progressisti e moderati, gli uni e gli altri portatori di esigenze contrapposte.

Ernesto Preziosi, oggi deputato al Parlamento, ha operato presso l’Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, come direttore delle Pubbliche Relazioni. Presiede il Centro studi storici e sociali (Censes). Già docente a contratto di Storia contemporanea e di Storia dei movimenti e dei partiti politici presso l’Università di Urbino, è autore di diversi saggi tra cui Educare il popolo: azione cattolica e cultura popolare tra ‘800 e ‘900 (2003); L’alfabeto sociale. Introduzione alla Dottrina sociale della Chiesa (2004); Il Vittorioso. Storia di un settimanale illustrato per ragazzi (2013). Tra i contributi afferenti a Pesaro e provincia ricordiamo: Giovani cattolici a Pesaro tra ‘800 e ‘900: origine e primi sviluppi del circolo S. Terenzio martire, 1992; Per un profilo religioso della provincia di Pesaro e Urbino nel Novecento, in La provincia di Pesaro e Urbino nel Novecento. Caratteri trasformazioni identità, a cura di A. Varni, Venezia 2003, II; Chiesa e modernità. Per un profilo della diocesi di Pesaro nel XIX secolo, in Pesaro tra Risorgimento e Regno unitario, ultimo volume di “Historica Pisaurensia”.

La conversazione riguarda il difficile rapporto fra i cattolici e la patria, negli anni dilaniati dalla questione romana e dal non expedit: un rapporto inizialmente aspro, che si viene stemperando nei decenni, fino al rientro dei cattolici nell’agone politico, prima nell’ambito sociale con casse rurali e leghe bianche, poi con una vera e propria rentrée politica che ha il suo fulcro nel “patto Gentiloni” (1912) e nel sorgere del Partito popolare (1919).

          

Luca Gorgolini dal 2007 è dottore di ricerca in Storia e informatica presso l’Università di Bologna. Dal 2006 al 2012 è stato assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna, Campus di Rimini. Dal 2013 svolge la sua attività di ricerca presso il Centro studi sull’emigrazione dell’Università di San Marino. È stato direttore dell’Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino ed è membro di diversi istituti storici. Nel 2013 ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale al ruolo di professore universitario di II fascia in Storia contemporanea. È inoltre sindaco di Monte Grimano Terme. Con Stefano Allegrezza ha curato Gli archivi di persona nell’era digitale. Il caso dell’Archivio di Massimo Vannucci, 2016; nel 2004 ha curato un quaderno della Società di studi storici per il Montefeltro su Angelo Battelli; è inoltre autore, fra l’altro, di Emozioni di guerra. Le Marche di fronte ai grandi conflitti del Novecento (2008), di Giuseppe Filippini e il socialismo riformista. Dalle leghe di resistenza alla Costituente e di L’Italia in movimento. Storia sociale degli anni Cinquanta (entrambi del 2013); recentissimo è Il Piano del Lavoro (1949-1950) e L’Italia della Ricostruzione. Dal contesto nazionale al caso pesarese, scritto con Andrea Girometti.

          Nella Grande guerra la provincia di Pesaro e Urbino è investita solo marginalmente da eventi bellici, a differenza di quanto accadrà nella seconda guerra mondiale. Ma il coinvolgimento della popolazione è drammatico, fra soldati richiamati, caduti e feriti, diverse restrizioni, mutamenti di stile di vita, ecc., mentre la gente e i municipi attivano forme di solidarietà per i soldati al fronte.

 

 

           Paolo Giovannini insegna Storia contemporanea all’Università degli studi di Camerino ed è membro del Comitato scientifico del quadrimestrale «Storia e problemi contemporanei» (Franco Angeli editore). Autore di numerosi studi e saggi, negli ultimi anni ha pubblicato fra l’altro Il San Benedetto. Storia del manicomio pesarese dalle origini alla Grande guerra, “Pesaro città e contà”, 27 (2009); La prima democrazia cristiana. Progetto politico e impegno culturale, Edizioni Unicopli, Milano 2014; La psichiatria di guerra. Dal fascismo alla seconda guerra mondiale, Edizioni Unicopli, Milano 2015. Un suo saggio sul manicomio pesarese è presente anche in Pesaro tra Risorgimento e Regno unitario, quinto e ultimo volume di “Historica Pisaurensia”.

La Vittoria del novembre 1918 si rivela un frutto avvelenato, la concordia civile rapidamente si spegne. La relazione riguarda appunto la forte inquietudine sociale e politica che, nel Pesarese come altrove nel regno, assume la sconcertante e contrastata cadenza che porta al sorgere del regime fascista, poi al suo pieno consolidamento.

 

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