Santa Croce all’avanguardia: nuova apparecchiatura per la migliore diagnosi dei tumori alla prostata

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5 ottobre 2016

FANO – Per dirlo in parole povere si tratta di un “navigatore” che fonde le immagini della risonanza magnetica multiparametrica, utilizzata da circa un anno e mezzo dai radiologi di Marche Nord, con quelle dell’ecografo, guidando l’ago della biopsia fino al bersaglio giusto. “E’ una vera novità che produce molti vantaggi, per il paziente e per il medico” spiega Valerio Beatrici, direttore dell’Urologia di Marche Nord, che da alcune settimane dispone di una tecnologia definita fusion biopsy, del valore di oltre 120mila euro, donata dalla Fondazione Carifano.

Valerio Beatrici

Valerio Beatrici

Un pacco regalo, l’ennesimo, che migliora notevolmente la diagnosi dei tumori alla prostata, soprattutto quelli più aggressivi, che potrebbero sfuggire anche allo specialista più esperto. Lo spiega bene, passo dopo passo, lo stesso Beatrici: “Dopo la risonanza magnetica multiparametrica, che mette in evidenza la lesione tumorale sospetta, è necessario effettuare la biopsia per avere conferma della presenza del tumore, definirne l’aggressività e il trattamento terapeutico più adeguato. Fino ad oggi, nel sospetto di tumore alla prostata, si procedeva con l’esecuzione di biopsie prostatiche ecoguidate “randomizzate”, senza avere un bersaglio ben definito da pungere in seno alla ghiandola, con il rischio di incorrere in risultati talora falsamente negativi. Ora si inverte la rotta – continua Beatrici -. Il Sistema Trinity Koelis, questo il nome dell’apparecchio, trasferisce le immagini acquisite con la risonanza magnetica nucleare multiparametrica in seno ad una rappresentazione ecografica della prostata, permettendo all’urologo l’identificazione della zona sospetta e l’esecuzione di una puntura mirata, con significativa riduzione dei falsi negativi”.

Un modo efficace per scoprire in tempi più brevi l’aggressività del tumore e stabilire la strategia terapeutica più appropriata. “Prima è arrivata la risonanza magnetica multiparametrica per lo studio della prostata nel sospetto di neoplasia – spiega ancora Beatrici -; in caso di lesioni sospette eravamo costretti ad indirizzare i pazienti fuori Regione, verso centri già attrezzati per eseguire biopsie fusion. Adesso, grazie alla donazione della Fondazione Carifano, anche nelle Marche disponiamo di questa tecnologia e siamo attualmente gli unici nelle nostra Regione ad avere in pianta stabile questa apparecchiatura. Nel panorama italiano, l’apparecchiatura oggi a Fano, è la più aggiornata ed è la prima installata in Italia della nuova generazione”.

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