La myCicero torna a Campanara, dove strade e parcheggi non sono da “Città dello Sport”. L’appello di Barbara Rossi

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7 ottobre 2016

PESARO – Giovedì allenamento pomeridiano della myCicero. Grande clima al PalaSnoopy. Magari anche dentro c’è freddo, come fuori, visto il balzo in basso della temperatura, ma le urla delle colibrì si sentono fin dal parcheggio e riscaldano il cuore degli appassionati che seguono i “lavori in corso” delle ragazze di Matteo Bertini. Si lavora, si suda, ci si impegna con la massima determinazione. Nessuna si tira indietro, tutte sono pronte a fare un passo in più in avanti.

E’ il penultimo giorno d’allenamento nella “casa” che ha salvato la preparazione delle colibrì. Da martedì si torna a Campanara…

“Potevamo tornarci già domani (oggi; ndr), ma ho preferito aspettare martedì per non correre rischi prima del torneo di Osimo” spiega Matteo Bertini.

campanara-2Dopo alcuni mesi d’attesa condita da ansia, il PalaCampanara – chiuso dopo l’incendio devastante di giugno – riapre i battenti al calcio a 5, che era in maggiore difficoltà, visto che il debutto casalingo in campionato è in programma sabato 8 ottobre, e alla pallavolo, con la myCicero che farà l’esordio stagionale domenica 16 ottobre, alle ore 17, ospitando l’Omia Cisterna.

Un ringraziamento per chi si è adoperato per la riapertura è doveroso. Lo ha espresso Barbara Rossi, co-presidente della myCicero Volley Pesaro, che poi ha aggiunto: “Mi piacerebbe che si sistemassero la strada che conduce al palasport e la zona parcheggi, che quando piove sono fonte di disagio per chi raggiunge l’impianto sportivo, soprattutto arrivando da fuori Pesaro. Per la città non è un bel biglietto da visita…”.

Soprattutto per la città che vuole essere, e sembra sarà, “Città dello Sport”.

In passato, solo chi scrive e l’amico e collega Danilo Billi hanno sostenuto l’importanza di intervenire con urgenza, mostrando fotografie della zona al buio, sia nei giorni d’allenamento sia in occasione delle partite, con grandi pozzanghere, buche che mettevano a rischio ruote e sospensioni delle automobili. Ovviamente, in un paese che ringrazia i giornalisti amici, quelli che non disturbano il conducente, i nostri articoli sono stati ignorati. Speriamo riesca nell’intento l’appello di Barbara Rossi.

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