66esima giornata Anmil: gli incidenti sul lavoro segnano il passo, ma è emergenza per le malattie professionali

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10 ottobre 2016

PESARO – Ieri  si è tenuta la 66esima giornata nazionale dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro. Una ricorrenza che a Pesaro (vedi foto sotto) ha visto un corteo che in Piazzale I Maggio ha deposto una corona d’alloro presso l’inaugurato monumento dedicato ai caduti del lavoro.

002Il Presidente provinciale dell’Anmil (Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi del Lavoro) Fausto Luzi ha ricordato lo slogan dell’associazione “Sicurezza sul lavoro, non perdiamo altro tempo” per una maggior tutela dei lavoratori sui luoghi di lavoro.

Quest’anno gli infortuni risultano in calo del 2,48% rispetto al 2015 nella provincia pesarese, a fronte di una diminuzione regionale del 3,13% e un incremento dello 0,27% sul dato nazionale. Le cifre sugli infortuni denunciati, elaborate dall’Associazione Nazionale fra Mutilati o Invalidi del Lavoro (Anmil) su dati Inail, sono positive per alcuni aspetti, ma sono anche lo specchio del difficile contesto congiunturale che soffre la provincia di Pesaro e Urbino.

La situazione è stata illustrata questa mattina, al Teatro Sperimentale di Pesaro, nel corso della 66^ Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro promossa dall’Anmil. «E’ vero che gli infortuni sono diminuiti – ha affermato il presidente provinciale Anmil Fausto Luzi – ma anche l’occupazione ha subito una forte contrazione. Crisi del lavoro e precarietà, tra l’altro, sono nemici della sicurezza, perché spesso, per disperazione, il lavoratore, anello più debole della catena, finisce per accettare suo malgrado situazioni assai rischiose. E la tragedia è sempre dietro l’angolo. Ma gli strumenti per rendere i nostri luoghi di lavoro più sicuri esistono e lo dimostrano le tante realtà lavorative virtuose che hanno a cuore la tutela dei propri dipendenti. L’appello è alle Istituzioni, ai datori di lavoro e ai lavoratori affinché non venga mai meno l’impegno su questo fronte».

Ad entrare nel merito dei dati sugli infortuni ci ha pensato il vicedirettore dell’Inail di Pesaro e Urbino Primiano Bubici, il quale ha messo in evidenza come gli infortuni in Provincia siano passati da 2.620 del 2015 ai 2.555 di quest’anno (-2,48%). Per quanto riguarda gli incidenti mortali, lo scorso anno se ne sono registrati 6, due in più rispetto a quest’anno. Mentre il dato è drammaticamente più pesante a livello regionale, dove le morti bianche sono state 26, quattro in più rispetto al 2015. A livello nazionale, invece, la diminuzione rispetto al 2015 è stata del 12,59%.

“La prevenzione non è un costo ma un investimento – ha spiegato Bubici – perchè consente di risparmiare in termini di costi di vite umane, di condizioni umane e anche economici. E’ per questo che l’Inail agisce sempre su questo aspetto e sulla sensibilizzazione”.

Destano invece più preoccupazione le malattie professionali, fenomeno che nel pesarese, tra il 2015 e il 2016, ha subito un’impennata: se in Italia l’aumento è del 1,94% e nelle Marche del 9,04%, quest’anno in Provincia di Pesaro e Urbino le malattie professionali denunciate sono state 1007 contro le 776 dello scorso anno, con un aumento del 29,76%.”Una vera emergenza –ha osservato Luzi– perché si tratta di infortuni che si manifestano lentamente nel tempo e che sono collegati direttamente a cattive condizioni di lavoro: patologie muscolo-scheletriche ormai croniche derivanti, per esempio, da posture o movimenti sbagliati. Oppure malattie dell’apparato respiratorio come silicosi e asbestosi; dermatiti dovute al continuo contatto con agenti chimici o sostanze irritanti. Sul fronte della prevenzione delle malattie professionali c’è tanto da fare, ed è prima di tutto una sfida culturale che deve coinvolgere la coscienza del lavoratore”.

La Giornata Anmil, come di consueto, ha lanciato un messaggio forte a tutte le istituzioni e ai settori produttivi affinché siano assunti impegni precisi per garantire una sempre maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro.

All’appello ha già risposto la Regione Marche, con il vicepresidente del consiglio regionale Renato Claudio Minardi che è riuscito a far inserire 15.000 euro nel bilancio come contributo per le attività Anmil volte a promuovere la sicurezza nei luoghi di lavoro su tutto il territorio marchigiano.

Il convegno di ieri

Il convegno di ieri

“Inoltre ho presentato una proposta di legge – ha affermato Minardi – che ha l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle associazioni rappresentative degli invalidi civili e dei portatori di disabilità sensoriali nell’adozione di politiche regionali affinché siano più idonee e rispondenti alle loro problematiche. Una volta approvata, questa legge potrà consentire, da un lato, la consultazione dell’ANMIL per gli atti più significativi adottati dalla Regione per le tematiche inerenti l’invalidità sul lavoro e, dall’altro lato, permetterà agli enti dipendenti dalla Regione, sulla base dei principi di sussidiarietà, di delegare alle associazioni degli invalidi e dei portatori di disabilità lo svolgimento di funzioni non attribuite in via esclusiva alla pubblica amministrazione, garantendo in tal maniera servizi più duttili ed efficaci”.

Tra i rappresentanti istituzionali sono stati presenti l’assessore del Comune di Pesaro Antonello Delle Noci, il vice prefetto Patrizia De Angelis e il presidente regionale dell’Anmil Ernesto Strappelli.

Per rafforzare il messaggio della sicurezza risulta fondamentale il coinvolgimento delle scuole. Anche quest’anno il concorso scolastico “Il destino non c’entra”, giunto alla VIII edizione, ha fatto registrare la vasta e convinta partecipazione di istituti di tutta la provincia che, nel complesso, hanno presentato 80 lavori.

A distinguersi è stato l’Istituto Tecnico Seneca Archimede di Fano a cui è stato assegnato il premio di 2000 euro.

Ecco i vincitori del concorso:

Sezione video: 1° classificato Lorenzo Lazzarini classe IV^ AFM Istituto Omnicomprensivo Montefeltro di Sassocorvaro; 2° classificato: Alexandra Stoica classe IV^ AFM Istituto Omnicomprensivo Montefeltro di Sassocorvaro; 3° classificato: Elena Gorban classe IV^ AFM Istituto Omnicomprensivo Montefeltro di Sassocorvaro.

Sezione grafica/illustrazione/pittura: 1° classificato Samantha Droghini classe IV^ B Istituto A. Olivetti – Polo 3 Fano; 2° classificato: Stefano Malvoni classe III^ B Istituto Seneca – Polo 3 Fano; 3° classificato Rama Ndaw classe IV^ C Istituto A. Olivetti – Polo 3 Fano.

Sezione prosa e poesia: 1° classificato “Per un acino d’uva” Roberto Valentina classe IV^ A Istituto A. Olivetti – Polo 3 Fano; 2° classificato: Marco Tomasetti classe IV^ A Istituto Omnicomprensivo Montefeltro Sassocorvaro; 3° classificato: “Tutelate ciò che amate!” Alessia Bicchierini classe IV^ A Amministrazione, finanza e marketing Ist. Omnicomprensivo “Montefeltro” Sassocorvaro.

LA STORIA DELLA GIORNATA

“La Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro” affonda le sue radici nella storia dell’ANMIL (fondata nel 1943). Il Comitato Esecutivo dell’epoca, nella riunione tenuta a Firenze il 26 Novembre 1950, deliberò che il 19 Marzo di ogni anno sarebbe stata celebrata in tutta Italia la “Giornata del Mutilato del Lavoro”, e che in tale occasione sarebbero stati consegnati i Distintivi d’onore e i Brevetti ai Grandi Invalidi.

La prima “Giornata Nazionale del Mutilato” si tenne a Roma il 19 Marzo 1951 e per l’occasione, il giorno precedente l’allora Presidente Nazionale ANMIL Bartolomeo Pastore tenne un discorso di presentazione dell’iniziativa alla radio, fatto di eccezionale rilevanza per l’epoca. Lo scopo era quello di ricordare all’opinione pubblica, alle Istituzioni ed alle forze politiche la necessità di concentrare la propria attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di garantire la giusta tutela alle vittime del lavoro e alle loro famiglie.

Dal 1998, con Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 1998 e poi del 7 marzo 2003, tale ricorrenza è stata istituzionalizzata su richiesta dell’ANMIL e alle manifestazioni organizzate dalle Sedi ANMIL in tutta Italia intervengono, in gran numero, Sindaci, Assessori, autorità locali oltre a parlamentari ed esponenti del Governo, trattandosi di un tema che riguarda tutto il mondo del lavoro.

Lo spirito della Giornata è rimasto invariato in oltre mezzo secolo, sebbene si sia arricchito di nuove, legittime istanze e oggi costituisce un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di chi ha perso la vita nello svolgimento della sua professione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore.

La Giornata vuole essere, prima di tutto, un momento di incontro tra le forze vitali della società, per non dimenticare, ad esempio, che negli ultimi cinque anni, in Italia, si sono verificati oltre cinque milioni di infortuni sul lavoro che hanno provocato quasi 200.000 invalidità permanenti e oltre 7.000 morti. Ma questa manifestazione vuole anche sottolineare una volta di più che uno Stato civile non può permettere che si creino situazioni discriminanti tra i cittadini e, anzi, deve operare affinché qualsiasi barriera venga eliminata e l’handicap, che esiste soprattutto in relazione alle difficoltà che un disabile incontra, tenda a scomparire. La manifestazione, inoltre, vuole essere un unico momento celebrativo, una ricorrenza comune in tutte le province italiane, anche a sottolineare che questo fenomeno purtroppo non conosce confini né provinciali né regionali e deve vedere il nostro Paese unito in questa battaglia per la sicurezza.

 

 

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