Torino amara, ma la Consultinvest c’è

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10 ottobre 2016

PESARO – Pesaro c’è, anche se da Torino si ritorna senza i due punti, ma con la consapevolezza che a campi invertiti, probabilmente la vittoria sarebbe andata ad una Consultinvest, che dovrà migliorare il suo rendimento in trasferta, per non dover guardare con ansia la classifica.

Jarrod Jones nella prima trasferta di Torino (Foto tratta dal Fb Victoria Libertas)

Jarrod Jones nella prima trasferta di Torino (Foto tratta dal Fb Victoria Libertas)

Pesaro c’è, perché ha rischiato di vincere in una serata nella quale Ryan Harrow non ha segnato, Marcus Thornton si è acceso solo a tratti e Landry Nnoko è stato fermato dai falli, ma coach Bucchi è stato bravo a cavalcare il buonissimo momento di Jones e lasciare la bacchetta del comando il più possibile a Fields, che non sarà un playmaker. Ma che non è neanche timido e, se non riesce a dare il suo contributo da play, ha l’intelligenza di prendersi i suoi tiri. Meno apprezzabili alcune scelte da parte di coach Bucchi, come quella di perseverare con la zona, soprattutto dopo aver preso le prime triple, anche se la decisione era arrivata per preservare i lunghi dai falli, ma Torino nell’ultimo quarto ha infilato quattro triple sulle sette tentate, compresa purtroppo quella di Alibegovic sul 73 pari, che è stato il vero punto di svolta del match, dopo che la Vuelle era stata brava a recuperare dal meno cinque. E sarebbe da valutare anche la decisone di non mettere Nnoko sull’ultima azione, quando c’era da prendere il rimbalzo sul tiro libero sbagliato appositamente da Jasaitis e provare in extremis la giocata che avrebbe consentito alla Vuelle di andare almeno ai supplementari.

Pesaro c’è, perché anche stavolta sotto i tabelloni si è fatta valere, soprattutto grazie ad un Jones in stato di grazia, in grado di caricarsi la squadra sulle spalle, quando Nnoko si è dovuto accomodare prematuramente in panchina, anche se il camerunense il suo l’ha fatto ugualmente alla fine e c’è, perché la difesa continua a funzionare, almeno quella individuale, mentre quella a zona ha bisogno di essere registrata.

Pesaro c’è, perché tirando col 25% da tre, c’è il serio rischio di prendere un’imbarcata e invece la Vuelle è sempre rimasta in partita, anche se con queste percentuali, alla lunga sarà difficile muovere la classifica.

Pesaro c’è, ma ci sono anche diversi problemi da risolvere, due su tutti: il primo è quello di Zavackas, lungo statico che si porta dietro tutti i suoi 36 anni, dando l’impressione di non riuscire più a destreggiarsi dentro l’area e se la mano da fuori non tornerà ad essere calda, non sono molte le possibilità che possa rendersi utile. Il secondo problema da risolvere risponde al nome di Marcus Thornton, che sembra aver perso i suoi punti di riferimento, quei canestri facili dai cinque metri che sono i suoi marchi di fabbrica, ma che ha smarrito, nella vana ricerca di trasformarsi in quel playmaker che non potrà mai diventare, il ragazzo ha bisogno di ritrovare fiducia nei propri mezzi, in una Vuelle che si potrebbe anche permettere di aspettarlo, a patto che Thornton affronti questa avventura italiana con la faccia giusta, quella di un 23enne di grande talento, in grado di fare la differenza e non quella un po’ scocciata che sembra avere in questo periodo. Ci vorrà tutta l’esperienza di coach Bucchi per spiegargli quello che Pesaro vuole da lui e non quello che vogliono i Celtics, altrimenti ne parleremo da qui al prossimo maggio.

I PIU’ …..

Jarrod Jones: Due rondini non faranno primavera, ma se si dovesse giudicare Jones dal rendimento di queste prime partite, ci troveremmo di fronte al vero colpo di mercato messo a segno da Cioppi, perché un numero quattro di questo livello e con questa varietà di movimenti, non si vedeva da tempo in riva al Foglia.

Tiri Liberi: 18 su 21, ne sbaglia due solo Nnoko, anche se il suo 5 su 7 è comunque apprezzabile e il terzo errore arriva volutamente da Jasatis nel finale, per cercare di conquistare il rimbalzo offensivo, bene così.

Rimbalzi: La coppia Jones – Nnoko fa ancora la voce grossa catturandone 24, ma sono da apprezzare anche i sei di posizione e furbizia catturati da Jasaitis.

. .. E I MENO DELLA SFIDA TORINO – PESARO

 

Tiro da tre: 7 su 27, almeno una decina di errori arrivati su tiri completamente aperti, senza le triple a questo giochino non è facile vincere, urgono allenamenti specifici.

Ryan Harrow: Tre soli tiri presi in 16 minuti e soprattutto poca presenza in cabina di regia, speriamo sia stata solo una serataccia.

Zavackas e Gazzotti: In un mondo ideale, la coppia Jones-Nnoko dovrebbe rimanere sul parquet per 65-70 minuti, lasciando al capitano e al lituano non più di una decina di minuti a testa, ma le variabili sono tante e servirà che il loro rendimento salga di qualche step, per potersi rendere veramente utile.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Se contro Brescia si era sempre avuta l’impressione di poter portare a casa la vittoria, contro Torino non abbiamo avuto questa certezza, anche se il match è stato molto equilibrato, con nessuna delle sue squadre che ha raggiunto la doppia cifra di vantaggio e fino all’ultimo secondo, i due punti potevano prendere la strada di Pesaro.

Thornton a duello a Torino (Foto tratta dal Fb Victoria Libertas)

Thornton a duello a Torino (Foto tratta dal Fb Victoria Libertas)

Merito certamente di una Torino che ha confermato di essere una squadra da playoff, con un quintetto super e una panchina che ha avuto in Alibegovic un vero protagonista, ma la Vuelle stavolta è andata a sprazzi, senza riuscire a dare il colpo di grazia all’avversario, abbiamo contato almeno quattro- cinque errori nel momento cruciale, che non è stato come si potrebbe pensare, l’ultimo minuto, ma la fine de terzo quarto, quando sul più sette e sul più otto, Pesaro ha fallito quattro-cinque occasioni per portarsi sul più dieci o sul più undici, svantaggio dal quale la Fiat avrebbe faticato a risalire, soprattutto a livello psicologico. Invece la Vuelle non ha avuto la necessaria cattiveria per chiudere lì il match, errore capitale, soprattutto in trasferta, dove non è mai facile riuscire a sopravanzare nei finali punto a punto. Servono anche le sconfitte, perché permettono di porre l’accento su particolari tecnici che non hanno funzionato e che dovranno essere migliorati sin dal prossimo match e se volevamo delle conferme dalla trasferta di Torino, sono comunque arrivate, col rammarico però di non essere riusciti a portare a casa una vittoria anche meritata. Domenica la Consultinvest andrà a Cantù, ancora ferma a quota zero e proprio per questo, un’avversaria da prendere con le molle, ma la Vuelle vista finora, ha tutte le carte in regola per provare a fare il primo colpo in trasferta del suo campionato.

DAGLI ALTRI PARQUET

Solo vittorie casalinghe in questa seconda giornata, per una classifica che vede al comando una coppia che potrebbe rimanere ai vertici anche il prossimo maggio, con Milano che, non senza fatica, si aggiudica il big match contro Avellino e Venezia che liquida abbastanza agevolmente la pratica Capo d’Orlando, ancora a quota zero insieme a Cantù, che in attesa dei necessari rinforzi, rimedia un ventello a Brescia. Nell’anticipo del sabato, Reggio Emilia si era aggiudicata con merito lo scontro diretto al vertice contro Sassari, mentre nel posticipo serale della domenica, Pistoia rimonta da meno 16 e sopravanza Brindisi nel finale, Successi convincenti, quelli raccolti da Trento contro Cremona e da Varese contro Caserta, vittorie che confermano l’enorme equilibrio che caratterizzerà questa stagione.

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