Volley, i numeri dicono la verità: Lardini meglio della myCicero. Matteo Bertini: “Poca qualità in difesa e contrattacchi scontati”

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10 ottobre 2016

PESARO – Dice Walter Sabatini, dimissionario direttore sportivo della Roma, che d’ora in avanti la squadra giallorossa sarà da “Moneyball”. Cita la storia di Billy Beane, già general manager degli Oakland A’s di baseball, che ha ispirato il film “L’arte di vincere” con Brad Pitt.

Lo confesso, è uno dei pochissimi, se non l’unico, film di Brad Pitt che ho apprezzato. Sarà perché adoro il baseball e gli sport che si possono leggere (anche) con i numeri. Sono giorni eccitanti, questi, con il campionato Nfl in pieno svolgimento e la Mlb (il baseball Usa) che s’avvicina all’epilogo. Praticamente ogni notte c’è da fare… notte, incollati alla tv, anche sei i “miei” maledetti Yankees sono ancora una volta fuori dai playoff. Che sia la mia maledizione? La famiglia Steinbrenner, erede di George “The Boss”, proprietaria dei Bronx Bombers, dovrebbe invitarmi ad assistere a una partita. Anche perché il biglietto per entrare allo Yankee Stadium costa tanto, forse troppo, viste le recenti lune della squadra allenata da Joe Girardi. L’ultimo titolo vinto dagli Yankees risale al 2009, quando andai a New York City per assistere alle World Series con i Philadelphia Phillies.

Dunque, dovrebbe essere ancor più chiaro perché amo gli sport ricchi di numeri, come il volley. Numeri che fornisce Luca Nico, “Signore delle Statistiche” della myCicero.

Pensavo a tutto questo mentre osservavo, appunto, le cifre della finale del torneo di Osimo organizzato dalla Lardini con incasso da destinare alla comunità di Arquata del Tronto, una delle più colpite dal recente sisma.

Se una squadra ha una migliore percentuale offensiva (37% contro 25%) , mura di più (10 a 8), serve e riceve praticamente alla pari, non può che vincere. La Lardini lo ha fatto, concretizzando meglio dal centro (Mazzaro 15 punti con il 50% offensivo, Cogliandro 12 con il 52%, contro i 2 – 17% – di Mastrodicasa, i 10 e 42% di Olivotto e l’1 e 14% di Tonello) e dalle bande (Scuka 21 e 42%, Vanzurova 12 e 23%, Negrini 5 e 20%, Tosi 3 e 75% per un totale di 34/107 e 31,78% per Filottrano, mentre per Pesaro Degradi 6 e 27%, Kiosi 10 e 23%, Bussoli 2 e 22%, Santini 10 e 24%, Pamio 2 e 40% per un totale di 30/121 e 24,8%).

Domanda: cosa è accaduto alle colibrì che dopo avere vinto il primo set, giocato praticamente alla pari anche nei numeri, grazie a 3 ace a 0, si sono fermate, come fossero impaurite, davanti alle ragazze di Bellano?

Matteo Bertini fotografato da Eleonora Ioele durante la finale del torneo di Osimo

Matteo Bertini fotografato da Eleonora Ioele durante la finale del torneo di Osimo

“Non lo so – risponde Matteo Bertini, allenatore della squadra pesarese -. Quando succede quel che è successo, bisogna capire. Provo a dare una risposta ancora a caldo: tanta confusione. Non avevamo preparato la partita, ma ci eravamo dati alcune regole, poche, non più di un paio. E’ indiscutibile che dobbiamo ritrovare ordine e soprattutto serenità. Davanti alle prime difficoltà, ci siamo fatti prendere dall’ansia, non giocavamo tranquilli. Probabilmente ho sbagliato atteggiamento, urlando troppo, anche se in quel momento credevo fosse il caso di dare la scossa. Poi per noi è diventato tutto più difficile, mentre Filottrano ha disputato una grande partita, soprattutto nel muro-difesa, dove le scelte fatte erano precise… Vedremo quando conterà se andrà ancora così, perché noi cercheremo di prendere qualche contromisura contro una squadra fisica che difende tanto e bene; un particolare che le consente di rigiocare con l’attaccante che vuole. Sotto questo aspetto, dobbiamo migliorare, tanto. Non si è difeso bene, e le volte che ci siamo riuscite l’abbiamo fatto in maniera disordinata, non permettendo al nostro contrattacco di fare quel qualcosa in più necessario per restare in partita…”.

I volti di Silvia, Nicole, Rebecca, Alice e Viola raccontano le difficoltà accusate nel derby delle Marche (foto Eleonora Ioele)

I volti di Silvia, Nicole, Rebecca, Alice e Viola raccontano le difficoltà accusate nel derby delle Marche (foto Eleonora Ioele)

Oltre a queste sensazioni, cosa porta a casa dal torneo di Osimo?
“Due giorni assolutamente positivi che ci fanno capire che siamo a livello delle più forti, ma soprattutto su quali aspetti lavorare durante la settimana”.

Tra l’altro, alcune cose le avevate corrette in corsa, se è vero che sull’11-8 Lardini nel primo set Lana Scuka, davvero eccellente, aveva realizzato già 6 punti; praticamente immarcabile. L’avete costretta a un discreto digiuno, piazzando il vostro break positivo. Poi vi siete letteralmente piantate, come il ciclista che va in crisi quando incomincia a vedere il traguardo.
 “Sì, ci siamo fermate in situazioni abbastanza stupide, quando sono caduti palloni mentre ci guardavamo negli occhi. Una cosa che non mi è piaciuta per niente. Ripeto: abbiamo dato poca qualità alla difesa e i nostri contrattacchi erano scontati. Al contrario, i loro erano molto difficili da leggere. Quando si gioca così, le difficoltà sono logiche e conseguenti. Abbiamo provato a reagire, ma a sprazzi, per un paio di set. Poi siamo crollate nel quarto, perché ci è mancata la tenuta mentale. Forse ci aspettavamo una partita meno battagliera, mentre la Lardini voleva vincere a ogni costo e l’ha fatto nettamente”.

Lo raccontano, benissimo, i numeri, che raramente sono menzogneri.

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