LA RECENSIONE: Autieri e Fontana, un’accoppiata di successo in “Vacanze Romane”

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14 ottobre 2016

PESARO – I meno giovani avranno davanti agli occhi l’interpretazione impareggiabile di Audrey Hepburn e Gregory Peck nel cult datato ‘53 e diretto da William Wyler. I più giovani, quelli che – per capirci – non confondono Lupo Alberto con Alberto Lupo (ndr) troveranno comunque lo spettacolo delizioso. Anche perché questo, firmato dalla sapiente regia di Luigi Russo, è uno musicall (italianizzarlo è quasi d’obbligo) spumeggiante grazie soprattutto alle doti canore, e non solo, dell’azzeccato binomio Autieri/Fontana. Va detto, in tutta franchezza, che Fontana è visibilmente sotto di almeno una spanna alla partner (nel canto) nonostante la collaudata esperienza musicale. Ma va anche aggiunto che supplisce egregiamente, nelle repliche iniziate lo scorso settembre al Teatro del Giglio di Lucca, Paolo Conticini che ha dato l’avvio al tour la passata stagione. La verità vera è che le evoluzioni e le coloriture vocali dell’Autieri sono difficilmente pareggiabili. Ma facciamo un po’ d’ordine per chi, stimiamo una dozzina al massimo in Italia, ne ignori la trama.

Una scena del mitico Vacanze Romane del 1953

Una scena del mitico Vacanze Romane del 1953

LA SINOSSI.: la giovanissima principessa Anna (Serena Autieri) approda in visita a Roma dopo una serie di tappe nelle capitali europee. Insofferente al rigido protocollo di corte decide di prendersi la libertà di “evadere” e di girare per la capitale come una ragazza semplice. Casualmente incontra un cronista locale Gianni (Attilio Fontana) che vorrebbe sfondare con un articolo a nove colonne nell’epoca in cui non esistevano i tabloid. Lui riconosce la ragazza ma tiene per sé la scoperta, meglio, la condivide con l’amico fotografo Otello (Fabrizio Giannini). Pubblicherà l’articolo scoop o non lo farà per il rapporto di un’amicizia più che calorosa nel frattempo nata fra i due? Fingiamo che si tratti di un giallo e lasciamo agli spettatori la sorpresa finale.

E ora parliamo dello show, che di questo si tratta, dove risplende l’interpretazione della Autieri sia, ripetiamo, nel canto sia nella recitazione. Una prova convincente ed entusiasmante. Non le è certo da meno Fontana, attore ormai avvezzo a mille situation comedy musicali a alle performances televisive in “Tale e Quale Show”. Bravo e affiatato l’intero cast, dalla contessa (Fioretta Mari) decisamente strepitosa, alla fidanzata di Otello (Laura di Mauro) superlativa caratterista nata. Applauditissimo il sorprendente assolo di Giannini ma il pubblico non ha mancato di sottolineare con risate e applausi a scena aperta ogni insert musicale. Divertenti le passerelle, in platea, dei ballerini figuranti. Stupisce oltre ogni immaginazione il ventaglio delle scenografie curate da Gianni Quaranta (premio Oscar), le proiezioni ricche di suggestione che si susseguono a un ritmo incalzante ed emozionante assieme. Così come estrose le magiche coreografie di Bill Goodson sempre all’altezza della coralità spettacolare. Come non sottolineare il tour nella Roma degli anni Cinquanta con il sottofondo di “Roma Mia”?. Basti dire che l’adattamento italiano del libretto di Paul Blake è curato da Jaja Fiastri (che ha trasformato il reporter statunitense Bradley in Velani de “il Messaggero”). La versione italiana delle canzoni Vincenzo Incenso, musiche di Armando Trovatoli e Cole Porter. E poi gli splendidi costumi della Frattolillo o gli abiti della Maison Sarli e della Sartoria Condotti costituiscono una pittata finale alla veridicità del racconto all’interno di un’ambientazione più che accurata. In ribalta, tra scrosci di applausi e ovazioni del Rossini, l’Autieri si è detta emozionata di aver calcato il palcoscenico pesarese e, figlioletta in braccio, ha ringraziato con calore. Sei attori e, come si usava dire enfaticamente una volta…20 ballerini 20, qualcuno scelto fra i talenti di “Amici”, per molto di più di una pièce. Da vedere per chi non ha vissuto quel passato o per chi si volta indietro con nostalgia. Ma con un sorriso, si capisce.

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