Consultinvest: per ora i difetti offuscano i punti di forza

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24 ottobre 2016

PESARO – Avellino a maggio la ritroveremo tra le prime quattro della classifica e averle tenuto testa per 39 minuti è sicuramente positivo. Subire solamente 60 punti, da una squadra che finora viaggiava ad 82 di media, è un altro dato da mettere nella parte positiva della lavagna, così come avere vinto la lotta a rimbalzo, considerando che di fronte c’erano centri di valore come Cusin e Fesenko e in fin dei conti, non è che la salvezza o meno della Vuelle, dipenderà da questa sconfitta – o almeno lo speriamo – ma…

consultinvest-vuelle-avellino-00006C’è sempre un ma quando si parla della Consultinvest. Squadra che si sperava fosse diversa dalle versioni precedenti e che invece si ritrova con una marea di problemi da risolvere, anche quelli che si pensava di non avere fino ad un mesetto fa. Si pensava che i lituani faticassero ad adeguarsi alla velocità dei loro compagni più giovani ed atletici, si pensava che Gazzotti e Ceron non sarebbero riusciti a rendersi utili come l’anno scorso, si pensava che Nnoko avrebbe inevitabilmente pagato la sua inesperienza, soprattutto nella gestione dei falli, si pensava che con un solo vero playmaker di ruolo – Harrow – non sarebbe stato facile far girare a dovere la squadra e si pensava che senza un vero leader, la Vuelle avrebbe faticato ad uscire vincitrice nei finali infuocati.

Purtroppo tutti questi problemi si sono puntualmente presentati, quello che però manca a questa Consultinvest, sono i punti di forza, o presunti tali, perché si pensava che con una squadra basata sulla velocità dei suoi esterni, il contropiede fosse l’opzione primaria della fase offensiva, si pensava che con otto tiratori da tre nel roster, il tiro dai 6.75 sarebbe stata un’opzione altamente percorribile, si pensava che con tre penetratori puri, si andasse in lunetta 20-25 volte a partita e si pensava che l’arrivo di un allenatore esperto come Bucchi, avrebbe compensato l’inesperienza di alcuni component del roster.

Invece finora si sono visti solo i difetti di questa Vuelle, mentre i pregi faticano a fare capolino, perché in ogni caso, non è tutto da buttare via, con Jones che continua a tirare fuori prestazioni degne di un top player, perché in difesa ognuno sa quale sia il suo compito, perché finora la squadra non è mai sbragata, ed è stata capace di risalire anche da svantaggi in doppia cifra e perché è difficile trovare un vero colpevole, segnale di come, in ogni caso, questa Vuelle sia stata costruita con una sua logica.

E la logica dice che domenica si andrà a Sassari, campo dove Pesaro non vince da anni e che il primo vero punto di svolta della stagione, sarà il doppio impegno casalingo che attende i ragazzi di Bucchi ad inizio novembre, quando all’Adriatic Arena si presenteranno Venezia e Varese, due match non semplici, dove servirà una Vuelle più cinica ed in palla, perché altrimenti c’è il serio rischio di ritrovarsi da soli in fondo alla classifica.

 

Consultinvest-Avellino (Foto Filippo Baioni)

Consultinvest-Avellino (Foto Filippo Baioni)

I PIU’ …….

Rimbalzi: Oltre al solito buon contributo della coppia Nnoko-Jones, da segnalare i sei rimbalzi catturati da Zavackas e i quattro di Jasaitis, per una Vuelle che vince 37 a 34 la lotta sotto i tabelloni.

Jarrod Jones: Sta viaggiando alla media di 16 tiri presi a partita, con una percentuale vicina al 50%, confermando ancora una volta di essere il principale terminale offensivo biancorosso.

Ryan Harrow: Attacca il ferro con buona continuità, senza paura di venir stoppato e un paio di canestri segnati sono di alta qualità, anche se magari ogni tanto dovrebbe guardarsi intorno alla ricerca di un compagno libero.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – AVELLINO

Tiro da tre: 4 su 20, per una percentuale ancora una volta deficitaria dal perimetro, vero problema da risolvere per coach Bucchi e il suo staff.

Tiri liberi: Non per la percentuale del 60%, ma soprattutto per i soli cinque liberi conquistati, i soli 13 falli subiti sono record negativo degli ultimi cinque anni e per una squadra di penetratori non è il massimo.

Assist: I soli otto assist distribuiti da Harrow e soci, sono un chiaro segnale dei problemi sussistenti in cabina di regia, con troppe azioni tutte uguali, quelle dove chi ha la palla in mano a cinque secondi dallo scadere dei 24, entra a testa bassa, senza grandi idee.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

“Bisogna buttarla dentro”, ha detto a fine gara coach Bucchi ed è una verità sacrosanta, ma l’allenatore riminese si riferiva alla cattiva percentuale da tre, tiri che verosimilmente la Vuelle si costruisce nel migliore dei modi o quasi, con parecchio spazio a disposizione, con il piccolo problema che praticamente non vanno mai dentro. Ma sarebbe sbagliato pensare che tutto il male nasca da lì, perché quello che servirebbe a questa Consultinvest , è migliorare la qualità del tiro da due, o meglio la sua mancanza, perché praticamente, il solo Jones riesce a prendersi dei tiri da ogni posizione, mentre i suoi compagni o tirano da tre o attaccano il ferro, in entrate che non sempre vanno a buon fine, Quello che manca completamente è la terra di mezzo, ovvero tutte quelle conclusioni in arresto e tiro dai quattro e cinque metri che erano un marchio di fabbrica, ad esempio, di Trevor Lacey e che in questa Vuelle, pochi hanno voglia di prendersi, con gli americani troppo presi dall’ardore agonistico, quello che li porta a voler andare ad ogni costo fino in fondo e che li impedisce di prendersi un semplice arresto e tiro, gesto che non sarà spettacolare come un’entrata in reverse, ma che porterebbe a casa due punti meno complicati.

Bucchi impartisce indicazioni alla squadra (Foto Filippo Baioni)

Bucchi impartisce indicazioni alla squadra (Foto Filippo Baioni)

E’ una questione sia tecnica che psicologica, sulla quale coach Bucchi dovrà lavorare con i suoi giocatori, soprattutto con gente del talento di Thornton, Fields e Harrow, tre attaccanti con venti punti nelle mani ogni sera. L’ideale sarebbe trovare il modo di migliorare la circolazione di palla, magari facendo arrivare qualche pallone giocabile al povero Nnoko, che non avrà la mano più dolce della storia, ma che meriterebbe di vedersi passare sopra la testa qualche pallone che gli chieda solamente di essere schiacciato dentro il canestro, perché avremmo scommesso parecchi euro, sul fatto che il camerunense non sarebbe arrivato con uno zero nella casella schiacciate dopo quattro partite.

Ma se proprio non si riuscirà a migliorare la circolazione del pallone, si dovrà far scattare il piano B, quello che prevede che ogni volta che hai mezzo metro a tua disposizione, magari dopo aver battuto il tuo avversario diretto dal palleggio, ci si deve fermare e tirare, senza avventurarsi in quelle improbabili entrate uno contro tre, che finiscono con scarichi dati direttamente nelle mani degli avversari.

Continuiamo a parlare di tecnica, perché riteniamo che questa Vuelle abbia al suo interno le qualità per venire fuori dal momento difficile, ma servirà un bagno d’umiltà da parte di tutti, da quelli che pensavano che si potesse arrivare tranquillamente ai playoff, a quelli che vorrebbero già rivoluzionare il roster. Si deve ripartire dalle cose semplici, dai punti di forza individuali e dalla difesa, che finora ha sempre fatto il suo dovere, perché siamo solamente alla quarta giornata e c’è tutto il tempo per rimediare.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano passa senza nessun problema a Brescia e si conferma capolista imbattuta, inseguita a due lunghezze, da un terzetto che già potrebbe distaccarsi dal resto della compagnia, composto, oltre che da Avellino, da Trento che sfrutta le assenze di Capo d’Orlando, per imporsi senza troppa fatica e da Reggio Emilia, che trascinata da un Cervi formato Nazionale, si aggiudica il big match contro Venezia. Vincono al supplementare Torino, contro una buona Vanoli Cremona e Varese, che schianta nell’overtime Brindisi, mentre nel posticipo, Cantù fa ancora la voce grossa in casa e rifila un ventello a Sassari. A chiudere questa quarta giornata, il posticipo di stasera tra Pistoia e Caserta.

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