Turismo, ecco come si rilancia Pesaro: la ricetta del sindaco Matteo Ricci

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28 ottobre 2016

PESARO – Parte con il video dell’estate pesarese: “I risultati che stanno arrivando non sono sufficienti ma sicuramente incoraggianti. Siamo all’inizio, la strada è lunga. Ma qualcosa si è mosso nella direzione giusta”.

L’inciso del sindaco Matteo Ricci, in apertura, lo rimarca: “Negli ultimi due anni la stagione è andata meglio. C’è una tendenza nazionale dentro cui ci siamo inseriti, non è solo merito nostro. Ma la città è molto più vivace, attrattiva, caratterizzata da eventi di tutti i tipi”. Ricci, affiancato dal vicesindaco Daniele Vimini e dal vicepresidente Apa Alessandro Tomassini, lo sintetizza con un “dato non ufficiale, ma emblematico”: è quello dei fornitori, “che registrano nel settore un aumento medio del 20%. Significa che l’indotto sui consumi ne ha beneficiato. Non saranno tutti turisti, ma persone che prima, forse, andavano a Cattolica o Senigallia per una passeggiata. E adesso scelgono Pesaro. Anche questo è comunque un segnale importante”.

LA LINEA

Il tentativo, ripete, “è ristrutturare la nostra economia, recuperare posti di lavoro spingendo su turismo e servizi. Mentre la manifattura, a cui rimarremo sempre legati, prova a rinnovarsi. Cercando magari nuovi mercati all’estero”. Spingere sulla vivacità, osserva il sindaco, “può avere le sue controindicazioni, bisogna ricercare il giusto equilibrio. Però ha anche il suo valore sociale se il lunedì mattina, nei giornali, non compaiono più i bollettini delle stragi del sabato sera. Naturalmente dipende anche da una diversa cultura dei giovani sul divertimento. Ma incentivare i ragazzi a restare qua, la sera, offrendo più opportunità, può complessivamente contribuire”. L’obiettivo resta “il continuo e graduale aumento di arrivi e presenze. Cambiando mentalità”. Per cui Ricci insiste sulla collaborazione, “in primis con operatori e albergatori, con cui c’è un bel gioco di squadra”. E sugli asset. Comunicazione: “Qualcuno la confonde con la mia ambizione politica. L’ambizione vera riguarda, in realtà, la città. Che se non comunica non esiste. Su questo c’è un’esigenza reale, perché ancora siamo poco riconoscibili”. Poi sottolinea: “Comunicazione non è promozione, che invece spetta alla Regione”. E parlando di Marche, nel post terremoto, il sindaco osserva che “i fatti drammatici delle ultime ore non hanno fortunatamente causato vittime, eppure paradossalmente i danni sono molto maggiori dello scorso agosto. E riguardano una fascia molto più estesa di Comuni”. C’è il danno immediato evidente, “ma a causa di questo evento, così ripetuto, temo purtroppo anche un danno d’immagine turistica. Sperando che questo incubo  finisca presto, passata l’emergenza, impostata la ricostruzione, a maggior ragione c’è bisogno di una strategia urgente di promozione della Regione. Dobbiamo avere la capacità di rialzarci e rimetterci in campo”. I singoli Comuni, dal canto loro, “devono agire invece sul marketing territoriale. Lavorando su ciò che sono”. Il mantra è che “chi vuole comunicare tutto, non comunica niente”. Così Ricci seleziona le unicità “che poi possono portarsi dietro tutto il resto”.

FILONI

Con ordine: “Il prossimo anno puntiamo al riconoscimento Unesco di ‘città della musica’. Se riuscissimo ad entrare in quel circuito, certamente il traino sarebbe rilevante. Non è facile, ma adesso siamo più attrezzati. Anche perché stiamo raccontando la musica a tutto tondo”. In primis da Rossini: “Il 150esimo, nel 2018, è una grande opportunità di sviluppo economico. L’obiettivo è fare di Pesaro la città di Rossini tutto l’anno. Raccontandolo con la grande qualità e l’eccellenza del Rof, che sarà la punta di diamante. Ma anche attraverso la musica e altri elementi di narrazione. Dal cibo al cinema”.

CONTATTI

Il sindaco vuole l’effetto moltiplicatore: “Abbiamo siglato un patto con il ministero della Cultura e stiamo costruendo, in parallelo, programmi anche con altri ministeri. Il comitato promotore per il 150esimo (con Napolitano, Maggioni e Letta) si è costituito, è in discussione la legge speciale per i finanziamenti. Ma oltre a questo, c’è un accordo con il ministero degli Affari Esteri e il sottosegretario Vincenzo Amendola per mettere in moto tutte le ambasciate italiane e gli istituti di Cultura. L’obiettivo è fare in modo che, nel 2018, Rossini diventi l’ambasciatore della bellezza italiana del mondo anche sul settore degli Esteri”. Non solo: “Abbiamo stretto un altro accordo con il ministero dello Sviluppo economico. Per il coinvolgimento degli Istituti per il Commercio Estero in giro per il mondo. E con riferimento alle prossime opportunità di internazionalizzazione del Paese, a partire dal prossimo Expo. Ci vedremo nei prossimi giorni con il sottosegretario Ivan Scalfarotto e andremo avanti”.

Terza convergenza con l’Enit: “Con il direttore Gianni Bastianelli c’è l’intesa per inserire Rossini nei programmi 2017-2018 dell’Agenzia nazionale del Turismo”. Ricci ci mette anche il ministero dell’Istruzione: “Con il Miur c’è stato un incontro per fare entrare ancora di più Rossini nei programmi formativi di tutti i Conservatori e licei musicali”.

Puntualizza: “Noi ci concentreremo nel programma, in particolare, nelle città rossiniane. All’estero ci orienteremo su Giappone, Usa e Europa. Anche Londra può essere una città  interessante”.

ROSSINI

Se sul cinema “è in discussione la fiction che la Rai dovrebbe coprodurre, e speriamo nelle prossime settimane di chiudere la partita”, Ricci guarda, contestualmente, ai rapporti con le altre città italiane per amplificare narrazione. “Evitando campanilismi, a partire dal gemellaggio Rossini-Leopardi, con Recanati, dove una città sostiene la candidatura dell’altra su musica e cultura”. Ma il sindaco guarda anche alla costruzione di un rapporto forte con “il Carnevale di Fano”. Precisando: “Non banalizzeremo Rossini, punteremo sempre alla qualità”. Sull’enogastronomia il progetto è legare il 150esimo a “tartufo di Acqualagna, olio di Cartoceto, birra di Apecchio, vini di Offida per valorizzare l’offerta del territorio. Cerchiamo partnership locali che facciano diventare Rossini un’occasione per tutti”.

Poi Ricci spariglia: “Sto già cercando il numero della Calvè. Basta andare sulla pagina facebook del ‘Pdm’ per rendersi conto della popolarità della ‘Rossini’. Che forse è l’ ‘uovo di Colombo’.  La pizza è il piatto più conosciuto al mondo, la fanno ovunque. ‘La Rossini’ c’è solo qua e ci scherziamo. Ma forse non ci abbiamo mai ragionato sopra in modo serio. Sarebbe fattibile ovunque, non servono grandi chef. Potrebbe essere la cosa più semplice, sul lato enogastronomico, da abbinare come elemento di promozione in giro per il mondo. D’altra parte chi va a Salisburgo trova le palle di Mozart (cioccolatini, ndr). Perché dobbiamo inventarci una cosa se ce l’abbiamo già? Lavoriamo su quella…”.

ASSET

Prosegue: “La bicipolitana ha potenzialità di marketing spaventose. L’abbiamo goduta, ora dobbiamo venderla sul turismo familiare e del benessere. Ma serve sviluppare anche una strategia sul cicloturismo. Spingendo di più sui bike hotel: ne abbiamo pochi, non servirebbe dispendiosi investimenti. Non si può mandare la gente a dormire a Riccione ogni volta che c’è una manifestazione ciclistica”. Ribadisce: “Sulle ciclabili andremo avanti: siamo a 86 chilometri, vogliamo arrivare a quota 100 entro il mandato”. Piloti e motori: “Pesaro, Tavullia e Misano? Un triangolo unico”. Cita il lavoro sul Museo Benelli, quello in cantiere sul Museo Morbidelli, il “traino” di Valentino Rossi: “Sul tema generale possiamo sviluppare un pezzo di turismo incredibile, che dura tutto l’anno”.

Infine la città europea dello sport: “Ritireremo il premio la prossima settimana, è un risultato per le società sportive. Può essere un’occasione per candidarci sempre più sulle grandi manifestazioni. La mia idea è costruire una programmazione insieme alle altre città vincitrici. Una sorta di circuito ad hoc sportivo e turistico, per il quale impegnare il Coni.  Ho già parlato con i sindaci e sono d’accordo. Dalla competizione passeremo al gioco di squadra”. Su questi filoni, “per essere coerenti continueremo ad orientare gli investimenti. Come già fatto su impianti sportivi, arredo urbano, centro storico, area mare. Hanno una ricaduta diretta e indiretta sul settore”.

FUTURO

L’idea è “lavorare di più sulla percezione balneare della città. Nel versante Adriatico il nostro mare è meglio di quello romagnolo. Ma c’è un problema sulle spiagge e bisogna prendere un orientamento sulle scogliere: o le mettiamo o le togliamo. L’importante è decidere cosa fare. E provare a risolvere il problema dell’erosione insieme alla Regione”. Virata sul marketing. Per continuare ad accendere i riflettori, “proseguiremo sul filone dell’allungamento della stagione e del sole assicurato. E anche sul tema del tramonto. Usciamo dai campanilismi: non voglio rubare il tramonto a nessuno, tantomeno agli anconetani. Il punto è farlo diventare elemento di marketing della Regione. Magari con un programma spalmato sulle due città”. Il sindaco ci mette anche ‘il militare’ come elemento di riconoscibilità: “Dal ’58 al 2002, a Pesaro, il Car ha coinvolto 660mila persone. Compresi Totti, Lippi e Celentano. Sarebbe interessante costruirci sopra un’operazione di marketing. Anche perché la naja è una cosa che tutti si ricordano per la vita”.

RILANCIO

Restano le criticità. “Il San Bartolo è ancora potenzialità inespressa. Molti, troppi, pensano che sia un lembo di Romagna. L’abbiamo salvaguardato ambientalmente, adesso va ‘venduto’ di più. La dico così: una spiaggia come Fiorenzuola è una chicca, ma per gran parte dell’estate è piena di ‘mondezza’. E’ un boomerang o un’opportunità? Il problema può essere mettere o non mettere un baretto per dare in gestione la pulizia della spiaggia? E’ quella la difesa ambientale della spiaggia di Fiorenzuola? Usciamo dal dibattito ideologico. Si trovi un punto di equilibrio”. Sul San Bartolo, precisa, “c’è un problema di difesa della falesia. Mi piacerebbe, come Comune, ricavare uno spazio di investimenti ad hoc sul 2017-2018, da dedicare agli interventi straordinari sul San Bartolo. Per dare una mano al parco”.  Secondo punto debole: “Dobbiamo destagionalizzare. Ci sono mesi carichi e periodi più morti”. Infine: “Servono più hotel e, possibilmente, sempre di migliore qualità. Nella legge di stabilità gli incentivi fiscali su efficientamento energetico e ristrutturazioni che riguardano le abitazioni dovrebbero essere estese a condomini e alberghi. Abbinata all’opportunità esistente dello ‘Sblocca Italia’ per trasformare gli hotel in ‘condohotel’, la possibilità rappresenta una novità normativa importante. Con l’assessore Antonello Delle Noci abbiamo ragionato per capire cosa potevamo fare di più come Comune”. Ne è nato il piano di incentivi sulle ristrutturazioni: “Noi ci mettiamo una forte defiscalizzazione. Chi sistema l’albergo, aumenta la volumetria dell’hotel, non paga gli oneri di urbanizzazione. Chi aumenta la qualità della struttura non pagherà le tasse comunali per tre anni. Ci sono tutti gli incentivi possibili e immaginabili per fare l’albergatore”. Sulle strutture fatiscenti e chiuse da anni: (“Il Principe? Sogno di abbatterlo a testate”, ndr): “Permetteremo al proprietario di trasformarle in altro. Ma c’è un anno di tempo per decidere. Se vuole farci gli appartamenti, però, si accontenta e riduce la volumetria. La percentuale la troveremo. Ma non consentiamo speculazioni. La città non avrà benefici in posti letto ma, almeno, avrà benefici in termini di minore degrado. Speriamo che la formula, costruita con gli albergatori, possa presto diventare una delibera da portare in consiglio”.

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