Sassari certifica la crisi Vuelle: quarta sconfitta di fila (59-86)

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30 ottobre 2016

consultinvest-vuelle-avellino-00002 ThorntonBANCO DI SARDEGNA SASSARI – CONSULTINVEST PESARO 86-59
BANCO DI SARDEGNA SASSARI: Johnson-Odom 11, Lacey 12, Devecchi 3, D’Ercole 0, Sacchetti ne, Lydeka 9, Savanovic 12, Carter 16, Stipcevic 18, Olaseni 2, Ebeling 0, Monaldi 3. All. Pasquini
CONSULTINVEST PESARO: Fields 4, Gazzotti 2, Cassese ne, Thornton 21, Jasaitis 7, Ceron 4, Bocconcelli ne, Jones 8, Serpilli ne, Nnoko 4, Zavackas 5, Harrow 4. All. Bucchi
ARBITRI: Begnis, Attard, Ranaudo
PARZIALI: 24-18, 21-9, 23-20, 18-12

SASSARI – Quarta sconfitta consecutiva per la Consultinvest, che ufficializza la crisi, disputando la sua peggior partita stagionale, venendo travolta dal Banco di Sardegna col punteggio di 86 a 59. Pochissimo da salvare in casa biancorossa, al di là di qualche sprazzo di Thornton e di un discreto Jones, con i lituani che continuano ad essere un problema, così come l’involuzione di Gazzotti e Ceron e la fragilità tecnica di Nnoko. In fondo alla classifica sono rimaste, oltre a Pesaro, solo Cremona e Brescia e se la Vuelle non saprà sfruttare al meglio il doppio impegno casalingo – Venezia e Varese – si dovranno prendere provvedimenti, per non perdere il treno della salvezza.

Coach Bucchi riprova la carta Ryan Harrow nello starting five, insieme a Fields, Jasatis e la coppia di lunghi composta da Jones e Nnoko, ad aprire le ostilità ci pensa Josh Carter con una tripla e Sassari si porta subito sul 5 a 0, con la Vuelle che rompe il digiuno grazie ad un piazzato di Jasaitis dai quattro metri e sul contropiede finalizzato da Fields, Pesaro si porta sul meno due (6-8), sprecando anche l’occasione per portarsi in vantaggio, punita subito dalla terza tripla messa a segno da Carter che porta il Banco avanti per 13 a 6, con l’ex Siena che sembra in serata di grazia e piazza la sua quarta tripla personale (16-8), con la complicità di Jasaitis, sempre in ritardo nella marcatura e giustamente richiamato in panchina dal suo allenatore, con Ceron sul parquet per cercare di mettere la museruola a Carter. Dopo il timeout chiamato da un furente Bucchi, entra anche Thornton per una Consultinvest già sotto di dieci lunghezze, alle prese con il solito problema di non riuscire a segnare da tre e con il solito problema dei falli prematuri commessi da Nnoko, che si fa fischiare due falli ingenui nella lotta a rimbalzo e deve accomodarsi in panchina, sostituito da Zavackas. Ci si ricorda finalmente di servire dentro l’area Jones e su un gioco da tre punti finalizzato da Thornton, la Vuelle si porta sul 13 a 20 ed è sempre Thornton a centrare la prima tripla biancorossa, dopo sette errori, tre punti che valgono il meno quattro (16-20) e un timeout chiamato da coach Pasquini, che vuole porre rimedio ad un parziale di 8 a 0 subito dai suoi giocatori. Ci pensa Stipcevic a rimettere le cose a posto per il Banco di Sardegna, con quattro punti consecutivi, che permettono ai padroni di casa di chiudere il primo quarto in vantaggio per 24 a 18.

E’ ancora Stipcevic, con una tripla, ad aprire le danze e su un’entrata messa a segno da Lacey, Sassari vola sul 29 a 18, con la Vuelle che non riesce ad imbastire delle azioni d’attacco lineari, tra palle perse, scarichi non fatti col giusti timing e le solite triple piedi per terra che finiscono sul ferro, aggiungiamoci un paio di tiri che non lo prendono neanche il ferro ed è naturale che il tabellone segni 38 a 20 per i padroni di casa, con Pesaro in rottura prolungata e la brutta sensazione che dopo 15 minuti il match sia già ampiamente segnato. Il Banco si distrae un attimo e concede due contropiedi alla Consultinvest, ma la decima palla persa di squadra – passi di Harrow – non aiuta a rimanere ottimisti, così come i rimbalzi lasciati colpevolmente nelle mani degli avversari, che rimettono il turbo negli ultimi minuti e chiudono il primo tempo avanti per 45 a 27, in un secondo quarto dove la Vuelle ha segnato la miseria di nove punti, compresa una tripla di tabella di Thornton sulla sirena.

Le statistiche di metà partita evidenziano la totale supremazia della Dinamo (59 a 21 la valutazione), con Pesaro che la sopravanza solo a rimbalzo (15-12), pagando la solita orrenda percentuale da tre (2 su 13) e le 12 palle perse.

Per sperare di recuperare uno svantaggio di 18 punti, servirebbe una Consultinvest completamente diversa da quella vista nei primi venti minuti, ma non ci si deve illudere troppo, considerando – ad esempio – che Thornton riesce a palleggiarsi sui piedi, per l’ennesima persa di una Vuelle che fatica anche in difesa. La tripla di Johnson-Odom vale il 50 a 31 per il Banco, con Nnoko che commette il suo terzo fallo su uno scatenato Lacey e sulla tripla di capitan Devecchi, Pesaro sprofonda sul meno 24 (35-59 al 25’). Thornton è l’unico capace di segnare dalla linea dei 6.75 ed è il primo ad arrivare in doppia cifra con cinque punti consecutivi, per una Vuelle che prova la zona tre-due che non sembra dare troppi risultati, Thornton piazza dieci punti consecutivi con il famoso schema uno, quello che prevede di tirare ad ogni occasione, con buona pace di chi pensava potesse essere un playmaker, ma la sostanza cambia poco e il terzo quarto si chiude con il Banco di Sardegna in vantaggio per 68 a 47.

Questi ultimi dieci minuti serviranno solamente per sistemare le statistiche individuali e proprio per questo motivo è giusto sottolineare che Harrow e Ceron nei primi tre quarti non hanno messo a segno un punto e la coppia lituana è ferma a sei punti complessivi, Stipcevic segna otto punti consecutivi (76-52), mentre Thornton manda un paio di palloni direttamente in tribuna, invece che nelle mani dei compagni, Zavackas è il secondo biancorosso a segnare da tre, imitato da Jasaitis, ma sul meno 28 conta veramente poco. A due minuti dal termine, è arrivato il turno di svuotare le panchine e si aspetta solamente la sirena finale, di un match che Sassari ha dominato e che vince col punteggio finale di 86 a 59.

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