Volley A2, Pesaro temeva la Grande Muraglia di Chieri, ma ha vinto grazie alla fiducia arrivata nel finale del primo set. Il commento di Olivotto, Guidetti e Bertini

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31 ottobre 2016

Rossella Olivotto, super centrale della myCicero Volley Pesaro (Foto Eleonora Ioele)

Rossella Olivotto, super centrale della myCicero Volley Pesaro (Foto Eleonora Ioele)

PESARO – Più o meno, più meno che più (scusate il giro di parole), un anno fa, il 22 novembre 2015, Federica Tasca, centrale di 27 anni, s’infortunò – gravemente – durante la partita tra la myCicero e la Clendy Aversa. La partita finì 3-2 per le ragazze allenate da Matteo Bertini che ebbe 23 punti dalle centrali Mastrodicasa e Sestini.

Federica lasciò il campo dopo avere realizzato 10 punti. Pesaro s’impose soffrendo.

Stasera, Federica ha collaborato al riscaldamento del libero Bresciani, poi si è accomodata in tribuna, con la compagna Ludovica Scapati. Entrambe non erano a referto. Così, Chieri si è affidato a Leggs e Caneva, che – con la collaborazione di Natalia Serena – venivano da una… Grande Muraglia contro Soverato. Avevamo avvertito: Pesaro, attenta ai muri di Chieri.

Così è stato, all’inizio, ma dopo l’avvio prepotente di Nenkovska (3) e Leggs (1), al muro si è vista solo la myCicero, trascinata da Rossella Olivotto – migliore della giornata nel fondamentale con 7 muri punto, poco meno della metà dei 16 totali della squadra pesarese. Come racconteremo domani, nella consueta rubrica “Il meglio e il peggio della giornata”, le si è avvicinata un’ex pesarese, Giulia Carraro, oggi all’Entu Olbia, che di muri ne ha messi giù 6: per una palleggiatrice sono davvero tanta roba, soprattutto perché hanno contributo al successo in trasferta, a Mondovì.

Rossella Olivotto è stata protagonista anche nella conferenza stampa che ha analizzato i temi della partita.

“Sono contenta di avere dato il mio contributo alla squadra. Sono contenta di come è andata questa partita che temevano tanto perché Chieri è un’ottima squadra. Abbiamo incominciato contratte (0-5 subito; ndr), soprattutto per merito loro che hanno giocato un grande primo set. Avere vinto il set (soprattutto rimontando prima i 5 punti iniziali, poi il 16-19) ci ha dato la spinta per affrontare i due successivi con maggiore entusiasmo e convinzione. Abbiamo fatto una settimana di ottimi allenamenti, studiando tanto le nostre avversarie perché ci tenevamo a conquistare i 3 punti”.

Il Fenera si era presentato a Campanara con la chiara intenzione di guadagnare i primi punti in trasferta. Cosa le è mancato?

“Non abbiamo un valore in cui siamo superiori a Pesaro, mi sembra evidente – commenta Ettore Guidetti, allenatore della squadra piemontese -. Abbiamo fatto peggio in ricezione e in attacco. La spiegazione è nelle statistiche della partita (che solo pu24.it offre puntualmente; ndr). Pesaro è un’ottima squadra, ma ha incominciato contratta e noi siamo stati bravi a metterla in difficoltà su alcuni temi della partita. Poi loro hanno trovato una soluzione e noi abbiamo smesso di crearle problemi con il nostro servizio. Così, pure avendo un attacco non precisissimo, loro sono riuscite a vincere. O le metti in seria difficoltà, oppure – almeno per noi – sono una squadra difficile da affrontare”.

Matteo Bertini ama molto l’attacco. Anzi, ama vincere in attacco. Stasera, però, si è fatto una giusta ragione del successo maturato soprattutto in difesa, soprattutto nella capacità di ribattere colpo su colpo quando Chieri non faceva cadere una palla, ma alla fine il punto era sempre di Pesaro.

“Le azioni lunghe sono state tante per merito di entrambe le squadre, che pure avendo filosofie diverse hanno regalato una bella pubblicità alla pallavolo. Credo che – sostiene l’allenatore pesarese – il primo set sia stato fotografato bene dal mio collega. Abbiamo iniziato contratte, ma loro erano partite con il giusto atteggiamento e una discreta fluidità. Poi le ragazze si sono messe a posto, nel muro-difesa e in battuta, e hanno messo in difficoltà la loro ricezione e di conseguenza limitato il loro attacco con le centrali, che era un aspetto che volevamo evitare di subire. Soprattutto al cospetto di una palleggiatrice qual è Vingaretti, esperta ed estrosa; ne abbiamo limitato le scelte. Vincendo il primo set, abbiamo preso tanta fiducia e sulle ali dell’entusiasmo fatto meglio nel secondo e nel terzo parziale, anche se potevamo chiudere prima. Qualche nostro errore di troppo ha contribuito a tenerle in partita. Però siamo soddisfatti della prestazione e del risultato, conquistato contro una squadra di ottima caratura”.

Detto questo, entrando nel merito dei dettagli – “che sono quelli che fanno la differenza” – Matteo Bertini ha sottolineato un tema importante.

“Non siamo ancora a posto, sia noi sia Chieri. Magari da noi si è notato meno perché sopperiamo a questa carenza con le individualità, ma il concetto di squadra non c’è ancora. Oggi si è visto un pochino di più perché abbiamo lavorato meglio insieme, ma sappiamo che dobbiamo migliorare nei dettagli e in qualche lettura di gioco. Siamo solo alla terza giornata, sia noi sia Chieri abbiamo cambiato molto e abbiamo tanto margine di miglioramento. Fino a gennaio si costruisce la squadra. Da gennaio in poi si vince il campionato”. Però avere 9 punti dopo 3 giornate, con 9 set vinti e nessuno perso, aiuta a lavorare di più e meglio durante la settimana.

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