Vuelle, sempre meno illusioni: c’è terribilmente da soffrire anche quest’anno

di 

31 ottobre 2016

PESARO – C’era una volta, una squadra costruita con giudizio, col giusto mix tra veterani e giovani, con un allenatore esperto, con sette stranieri tutti in grado di ben figurare e un paio di italiani reduci da un discreto campionato, che si erano giustamente meritati la riconferma. Nel recente passato, la squadra in questione aveva sofferto troppo per rimanere in serie A e, dopo aver contato i soldi a disposizione, aveva pensato che non fosse più il caso di far soffrire i 4000 fedelissimi e, nella stanza dei bottoni, si decise di spendere quel piccolo capitale, con la speranza di non doversi più guardare costantemente alle spalle, alla ricerca di una formazione meno attrezzata e di provare invece a guardare avanti, in quel magico mondo dove la differenza canestri, serve solo per accedere ai playoff.

C’era una volta dicevamo, ma neanche tanto tempo fa. Perché fino alla fine di settembre ci si illudeva di aver fatto una magia e di avere finalmente azzeccato una formazione tosta, dove tutti remavano dalla stessa parte, uniti verso un obiettivo comune e addirittura dopo l’esordio vittorioso contro Brescia, si sognavano Final Eight e altre sciocchezze del genere. Ma poi sono arrivate le prime sconfitte, all’inizio quelle evitabili come quella di Torino, poi pian piano, si è scivolato sempre di più verso la mediocrità, come dimostrano i numeri: 68.55.59, che non è un terno ritardatario sulla ruota di Milano, ma sono i punti messi a segno dalla Vuelle nelle ultime tre partite, quelle che hanno certificato la fine della favoletta estiva e confermato che i tifosi pesaresi non possono mai rimanere tranquilli e sperare che per una volta, sia la loro squadra la sorpresa positiva stagionale.

Nessuna sorpresa, ma la conferma che ci sarà da soffrire anche quest’anno, soprattutto se non cambierà l’atteggiamento di un gruppo che non sembra avere dentro di sé il sacro fuoco agonistico, quello che ti fa andare oltre le tue possibilità, perché avere una buona tecnica, un gran ball-handling o un buonissimo arresto e tiro dai cinque metri può avere la sua importanza, ma la differenza alla fine, sia in serie A che in serie C, la può e la deve fare, la voglia di dare il 110%, quella che ti fa andare per primo su una palla vagante, di fare un aiuto difensivo coi tempi giusti o di non arrabbiarti con un tuo compagno per un passaggio calibrato male. A Sassari non è successo niente di tutto questo, anzi l’esatto contrario, per una Vuelle che deve imparare dai suoi errori e cercare di porne rimedio fin da subito, fin dalla partita di domenica sera contro Venezia, altrimenti c’è il serio rischio di finire la favoletta con “c’era una volta la Vuelle in serie A” e non vorremmo mai essere messi nelle condizioni di scriverlo.

 

I PIU’…

Consultinvest in un time-out di Sassari (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas)

Consultinvest in un time-out di Sassari (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas)

Jarrod Jones: Non lo servono mai e c’è da chiedersi il perché. Magari non era in serata di grazia, come in altre occasioni, ma sul pick and roll, almeno tre o quattro volte è stato colpevolmente ignorato dai compagni, pur se si era liberato coi tempi giusti, aspettando solamente di essere servito.

Marcus Thornton (guardia): 21 punti, 8 su 16 dal campo e un’eleganza nel tiro dai cinque metri, che gli potrebbe aprire scenari ben più importanti, ma tanto non lo avevamo preso per fare il playmaker, giusto?

 

. E I MENO DELLA SFIDA SASSARI – PESARO

Marcus Thornton (playmaker): 6 palle perse, pick and roll mai portati a termine, lunghi scientificamente ignorati e passaggi sbagliati di mezzo metro, ma tanto lo avevamo preso per fare la guardia, giusto?

 

Tiri Liberi e falli subiti: L’ufficio statistico della Legabasket ci dirà se il solo libero tirato dalla Vuelle, con Thornton, andrà nell’albo d’oro, come record negativo di tutti i tempi. Poco importa, ma se una squadra di presunti attaccanti, subisce solamente 12 falli in 40 minuti e non mette mai l’avversario nelle condizioni di dover spendere un fallo, diventa difficile pensare che sia stato fatto tutto il possibile per vincere una partita.

Palle perse e recuperate: Le sole quattro palle recuperate non dovrebbero entrare nel libro nero delle statistiche, ma se ci aggiungiamo le 21 palle perse dalla Vuelle e il fatto che molte di esse siano arrivate per demerito proprio e non per merito della difesa avversaria, abbiamo ben due problemi da risolvere nell’immediato futuro.

Tiro da tre: 14, 20, 9, 16, 19, per un totale di 78 triple sbagliate, a fronte di sole 27 realizzate in queste prime cinque partite e il 6 su 25 di Sassari, rientra pienamente in quella percentuale del 25% ormai tristemente costante.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Coach Bucchi parla di una mancanza di durezza mentale da parte dei suoi giocatori e fa giustamente i complimenti a Sassari, che ha dimostrato di essere un’ottima squadra, in grado di finire tra le prime quattro. Tutto giusto, ma se l’allenatore originario di Bologna, pone l’accento più sui problemi emotivi della sua squadra, che su quelli tecnici, deve essere consapevole di trovarsi di fronte ad un compito difficile, perché pick and roll e tagliafuori si possono anche insegnare, ma la “garra” come dicono i sudamericani, è una cosa più difficile da trasmettere e se non c’è l’hai nel Dna, difficilmente riesci a trasmetterla per osmosi. Così come non sarà semplice trovare l’uomo degli ultimi minuti, in una Vuelle che anche quest’anno, difficilmente riuscirà a vincere le partite con largo distacco e che per portare a casa i due punti, dovrà essere in grado di giocarsela punto a punto negli ultimi 100 secondi, cercando nel proprio roster il “go to guy”, ovvero l’Austin Daye della situazione, uno che ama avere il pallone decisivo in mano e che alla notte sogna di mettere a segno il buzzer beater. Ma temiamo, che in questa Vuelle, non ci sia l’uomo dell’ultimo tiro, a meno che Jasaitis non ritrovi improvvisamente la grinta dei tempi belli, col piccolo particolare che in ogni caso il lituano avrebbe bisogno di essere servito coi tempi giusti, da compagni che sembrano ignorarlo per ora, anche in quelle occasioni che si fa trovare libero sulla linea dei 6.75. Ma sono molti ad essere ignorati in questa Consultinvest, da Nnoko, che è sicuramente colpevole di non avere delle mani da pianista, ma che continua ad avere un incredibile zero nella casella delle schiacciate dopo cinque partite, a Jones, che avrà più qualità tecniche del compagno di reparto, ma che non disdegnerebbe ricevere qualche pallone in più nelle vicinanze del ferro. Ma anche gli altri pseudo tiratori di questa Vuelle, come Ceron, Zavackas e Fields, avrebbero bisogno di palloni più puliti per alzare le loro percentuali e si ritorna così a rimarcare il problema in regia di questa squadra, con il solo Harrow in grado di dare ordine ad un attacco farraginoso e senza troppe idee. Ma con Harrow sul parquet, scende inevitabilmente l’intensità difensiva, difesa che finora era stata una delle poche note liete stagionali, ma che a Sassari non è stata mai in grado di impensierire Stpicevic e soci, liberi di scorrazzare per il campo a loro piacimento. Per adesso, non c’è l’intenzione di intervenire sul mercato, anche perché non sarebbe semplice mettere le mani su un roster, che non sembra in grado di trasformarsi per magia in un gruppo, il tempo delle favolette è finito, adesso è arrivato il momento di tirare fuori gli attributi.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano continua il suo percorso netto, rifilando il ventello d’ordinanza a Caserta e ad inseguire l’Armani rimangono Avellino, che regola senza troppi problemi Brescia e Reggio Emilia, che nel posticipo espugna un parquet sempre difficile, come quello della Dolomiti Energia Trento, nell’unica vittoria esterna di questa quinta giornata, dove spiccano il 96 a 53 subito dalla mina vagante a Capo d’Orlando e il meno 33 incassato da Varese a Pistoia. Venezia fatica, ma si aggiudica meritamente il match contro Cremona, mentre nell’anticipo di mezzogiorno, Torino spreca un vantaggio di 16 punti e si fa rimontare da Brindisi.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>