Il Premio Letterario Metauro per la sua 23esima edizione arriva a Urbino. Appuntamento sabato al Teatro Sanzio

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11 novembre 2016

URBINO – Il Premio Metauro arriva ad Urbino, culla del Rinascimento e città ideale che ha ispirato tanti artisti tra i più apprezzati del mondo. Sabato 12 novembre alle ore 17 la cornice d’eccezione sarà il Teatro Sanzio, eretto sulla parte superiore de bastione della Rampa Elicoidale e ristrutturato tra il 1977 e il 1982 da Giancarlo De Carlo.

“Siamo davvero felici di poter ospitare nel nostro comune questa nuova edizione del Premio Metauro -afferma il sindaco di Urbino Maurizio Gambini – un appuntamento ormai consolidato ed estremamente importante per tutto il nostro territorio perché sa valorizzare e promuovere il rapporto tra i giovani e la cultura. Rivolgo un ringraziamento particolare al professor Piersanti per la dedizione e l’impegno che ha profuso in modo costante in tutti questi anni nel far crescere il Premio, rafforzando la collaborazione con i comuni e con la nostra Unione Montana. Questa iniziativa mi premetterà anche di consegnare un riconoscimento particolare ad Amato Tontini, che da oltre trent’anni attraverso la sua emittente televisiva ha raccontato tutto il territorio provinciale con lucidità e delicatezza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Romina Pierantoni, presidente dell’Unione Montana Alta Valle del Metauro: “Il premio Metauro è un momento importante per l’Unione Montana e per tutti i nove comuni organizzatori. L’unione di un territorio passa per la cultura e quando a salire in cattedra è la poesia gli animi sicuramente sorridono. Presentare la fase finale del Premio ad Urbino, culla del rinascimento e luogo natale del nostro “poeta-mentore” Umberto Piersanti è sicuramente un abbinamento azzeccato, in una location ottimale come il Teatro Sanzio. Premiare inoltre due personaggi importanti per il nostro territorio come Peter Aufreiter e Franco Bertini rappresenta un binomio vincente. I due uniscono l’innovazione con l’esperienza e ambedue sono caratterizzati da due aspetti fondamentali: la competenza culturale e la capacità di saper osare”.

Umberto Piersanti, direttore della giuria del Premio e poeta presenta invece le opera in gara: “Avrei fatto la fine di Turing di Franco Buffoni edito da Donzelli è un’opera dove la dimensione omosessuale acquista un aspetto di lotta e di memoria, con la difesa di quei diritti che non furono certo applicati nel caso di Turing. Qui l’infanzia dell’autore appare nei suoi aspetti più teneri e inquieti. Una memoria attenta e profonda caratterizza invece i versi di Anna Elisa De Gregorio. Un punto di biacca di uscito per i tipi di La Vita Felice è un libro di memorie sguardi dentro uno scenario delle nostre terre. Madre d’inverno di Vivian Lamarque edito da Mondadori presenta invece un gioco sottile, l’apparente semplicità che rimanda ad una dimensione apparentemente fanciullesca, copre ma non nasconde le difficoltà e i valori della vita”.

Domenica 13 novembre invece sempre al Teatro Sanzio alle ore 17 la Gioachino Orchestra, ensemble musicale composta da 40 giovani musicisti del territorio provinciale, proporrà brani del suo repertorio per il concerto conclusivo della 23esima edizione del Premio Letterario Metauro.

 

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