Sanità, Fdi-An e Pci uniti contro l’ospedale unico: “Una fiction”

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17 novembre 2016

FANO – Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e Partito comunista in coro: “No all’ospedale unico”. Ecco i due comunicati inviati dai due partiti.

FDI-AN DICE NO ALL’OSPEDALE UNICO

Un consiglio comunale, quello di ieri, che decreta senza dubbio la chiusura dell’ospedale Santa Croce.

Seri, agli ordini del PD, contribuisce ad aprire il portello del cavallo di Troia e così far scendere gli uomini di quella sinistra intenta a distruggere la nostra sanità.

L’insistenza, di ieri, di presentare di nuovo all’area vasta il sito di Chiaruccia addirittura con l’appoggio del PD locale, cosa molto strana, delinea la trama di un  film dell’orrore con un copione, recitato, che ormai ha sapore di una vera presa in giro nei confronti dei cittadini.

Sindaco Seri, ormai abbiamo ben capito la trama di questo film le cui puntate stanno giungendo al finale. Il presidente della Regione Ceriscioli, che da tempo ha escluso il sito di Chiaruccia, sa benissimo che il sindaco di Pesaro Ricci non voterà  la variante per Fosso Sejore e tutto alla fine evolverà a Muraglia, sito da sempre ambito da Ricci e dallo stesso presidente della Regione in barba ai fanesi.

Seri, insistendo con Chiaruccia, pensa di  salvare la faccia, ma ormai è troppo tardi, perché sa bene che essere a favore di un nuovo ospedale unico significa non farlo a Fano e far chiudere il Santa Croce. Intanto il consigliere Regionale Minardi, presente in qualità di consigliere comunale, dirige con il suo silenzio la situazione.

Ora, se Seri veramente vuole difendere il Santa Croce e la sanità fanese, smetta di sostenere l’inutile ospedale unico, perché questo sarà un danno per tutta la provincia e chissà se sarà mai costruito. Dimostri, invece, la capacità di dir basta a questa farsa e dir basta a questo PD che ci sta togliendo il diritto di curarci e abbia il coraggio di combattere per la sua città, valorizzando l’esistente, anche a costo di doversi fare da parte.

Sicuramente gli renderebbe onore e recupererebbe la sua dignità nei confronti di tutta la città.

Ai cittadini fanesi lancio un appello: sia chiaro, l’Ospedale Santa Croce una volta smantellato non tornerà più, quindi usciamo dalle nostre tane e facciamoci sentire. L’unione fa la forza  e solo così possiamo sperare di fermare questo scempio.

Stefano Pollegioni
Coordinatore direttivo FDI-AN Fano

IL PCI PARLA DI FINZIONE DELL’OSPEDALE UNICO

Il patetico braccio di ferro tra sindaci sul sito del nuovo ospedale è solo l’ultimo capitolo di una fiction condotta sulla pelle dei cittadini. Invece di preoccuparsi del precario stato di salute dei servizi sanitari della nostra provincia, a partire dallo svuotamento di contenuti e professionalità dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord – sono ormai diversi i medici di valore che stanno abbandonando la struttura – e dalla confusione sul destino delle strutture ospedaliere dell’entroterra, assistiamo quotidianamente allo spettacolo penoso di amministratori (di destra e di sinistra) che un giorno si e uno no si schierano pro o contro le scelte dei  grandi capi del Pd in lotta tra loro per le postazioni di comando. È il copione della solita “guerra tra poveri” mentre la Regione, ignorando i quadri epidemiologici e i bisogni di salute dei nostri territori, continua a tenere ai margini la Provincia di Pesaro e Urbino (ultima per posti letto) dalla pianificazione regionale e dalla destinazione delle risorse, riservate in prevalenza all’Azienda Ospedaliera Torrette-Umberto I di Ancona, anche grazie al “mostro giuridico” creato dieci anni fa: l’Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR).

E’ ora di dire basta a questo balletto disgustoso, ristabilendo alcune verità elementari e contrastando con forza il fallimento delle politiche regionali (e la complicità delle istituzioni locali con la gestione della sanità marchigiana) per tornare a un rapporto reale tra servizi sanitari e territori! Il problema è alla radice; in questa situazione confusa la premessa a una risposta efficace dei servizi ai bisogni di salute sta nell’avvio di sistemi sanitari provinciali attraverso la soppressione dell’ASUR e la costituzione di cinque ASL (dotate di personalità giuridica), una per ogni provincia marchigiana, nelle quali saggiamente collocare le strutture ospedaliere. Il Partito Comunista italiano ritiene che, nel caso della nostra provincia, sia necessario restituire i servizi ospedalieri ad un rapporto virtuoso con territori e comunità locali senza costruire nuovi ospedali nel quadro di un nuovo sistema provinciale integrato a rete tra strutture grandi e piccole dove i percorsi appropriati – prevenzione/cura/riabilitazione – previsti dalla prima riforma sanitaria – la legge 833/1978, a tutt’oggi l’unica riforma rigorosa e credibile varata in materia dal Parlamento – possano svilupparsi “in verticale” con l’integrazione tra servizi ospedalieri e rispettivi servizi territoriali e “in orizzontale” tra i singoli ospedali da una parte e tra i diversi servizi territoriali dall’altra.

PARTITO COMUNISTA ITALIANO
FEDERAZIONE di PESARO E URBINO

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