Fano, incendiati 2 ristoranti con la grappa. Paolini (Lega Nord): “Temo il racket delle mafie”

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19 novembre 2016

FANO – Incendiati due ristoranti nel centro storico di Fano. E’ accaduto la notte scorsa, quando a essere prese di mira sono state la pizzeria Bella Napoli di piazzale Rosselli e il Tiravino all’angolo di via Nolfi. Pochi i danni nel primo caso, con il danneggiamento di tavoli e sedie presenti in veranda, completamente distrutto il secondo.

Indaga la polizia, ma è quasi certa l’origine dolosa dei roghi, appiccati con delle bottiglie di grappa e spenti grazie al lavoro alacre dei vigili del fuoco.

PAOLINI (LEGA NORD) TEME IL RACKET DELLE MAFIE

“Due locali a fuoco in una sola notte a Fano: se non è racket gli somiglia molto – scrive Luca Rodolfo Paolini (Lega nord) – Si brucia un locale, lo si compra a 4 soldi e si entra nel tessuto economico di una città e si ricicla denaro. D’altra parte già nel 2011 da deputato e membro delle Commissione Antimafia dissi – non da solo – che vi erano segni inquietanti di presenze criminali anche da noi, venendo accusato da qualcuno di allarmismo inutile finalizzato alla “visibilità” personale. Sono pronto a scommettere che i soliti  benpensanti cercheranno le più improbabili spiegazioni alternative: dalla incredibile coincidenza di casi fortuiti alla vendetta di ladri che non hanno trovato quel che cercavano, alla vendetta personale verso i gestori per motivi vari.  Vedremo. Secondo me è roba da Procura Distrettuale Antimafia. Aggiungo che se non ci attrezziamo subito –  come Paese – a ricostruire un sistema punitivo degno di questo nome, e a tenere i delinquenti in galera davvero e per tanto tempo… tra 10/15 anni saranno le Mafie a controllare tutto il tessuto produttivo. E per mafie intendo non solo quelle italiane ma anche quelle straniere, favorite anche dalla incontrollata immigrazione. Purtroppo il messaggio dato dai 4 o 5 “svuotacarceri”  dei governi Monti, Letta e Renzi  è incredibilmente allettante per i delinquenti esteri, che non a caso, tante volte, intercettati dicono “venite in Italia, tanto anche se ti prendono non ti fanno niente”.

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