Referendum costituzionale, la Cgil dice no in una serie di incontri pubblici

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21 novembre 2016

PESARO – E’ iniziata  ufficialmente da Fano, mercoledì 17 novembre,  la campagna promossa dalla Cgil Pesaro Urbino per spiegare  le ragioni per le quali il sindacato invita a respingere la riforma costituzionale al referendum  confermativo del 4 dicembre prossimo.

Una presa di posizione contenuta in un documento approvato dal Comitato direttivo nazionale già  il 24 giugno scorso.

Con l’approssimarsi della data del  referendum  i comitati di zona hanno  organizzato altri cinque incontri, oltre a quello che si è tenuto a Fano  nella sala del centro polivalente il Cubo,  aperti agli iscritti e a tutti i cittadini interessati a capire  le ragioni del no alla riforma costituzionale del governo Renzi.

Per la Cgil si tratta di una occasione persa per introdurre quei necessari cambiamenti atti  a semplificare le istituzioni e a rafforzarle,  e intravede  una evidente concentrazione dei  poteri e delle decisioni dal Parlamento al Governo e dalle Regioni allo Stato centrale, ma  senza l’introduzione di una maggiore governabilità come affermano i fautori della riforma.

La Cgil riassume i cinque punti critici sostanziali partendo  dalla critica al Senato non più eletto e composto da senatori “part-time”. Il “nuovo” Senato non garantisce un’adeguata rappresentanza e rappresentatività di Regioni e Autonomie.

La Cgil  sostiene di essere da sempre favorevole al superamento del bicameralismo paritario ed al riequilibrio del rapporto tra Stato ed Enti territoriali, ma la  necessità di correggere la riforma del Titolo V della  Costituzione si è tradotta in una centralizzazione delle competenze e in una riduzione dell’autonomia delle istituzioni territoriali.

Critiche anche sui  procedimenti legislativi, che non garantiranno alcuna  semplificazione e sugli  organi di garanzia.

Per la Cgil ci sarà un aumento dei procedimenti e dei contenziosi  poiché  la riforma, se approvata, modificherebbe l’assetto istituzionale rafforzando i poteri del Governo e della maggioranza, senza introdurre adeguati bilanciamenti.

Per questo, il sindacato  parla di  uno squilibrio aggravato dall’indebolimento degli organi di garanzia dato che i nuovi criteri per l’elezione di Presidente della Repubblica, giudici costituzionali e membri “laici” del Csm  non assicurano più la necessaria imparzialità.

Infine, se la riforma verrà approvata,  la Cgil puntualizza che non ci sarà una modernizzazione delle istituzioni ma una preoccupante centralizzazione dei poteri in seguito alla combinazione con la legge elettorale Italicum, che subordinerà il principio della rappresentatività a quello della governabilità.

Dopo l’incontro che si è svolto Fano, in calendario ci sono cinque appuntamenti, tutti nel pomeriggio alle 18, nei maggiori centro sia della costa sia dell’entroterra.

Il calendario

Martedì 22 novembre a Urbino, al centro sociale Auser “Il Padiglione”, in via Pablo Neruda 8.

Mercoledì 23 novembre è la volta di  Cagli, sempre alle 18, nella sede della Comunità montana. in via Lapis.

Giovedì 24 novembre, appuntamento a Fossombrone, in piazza Dante (Cripta di Sant’Agostino).

Lunedì 28 novembre, l’incontro sarà a Pesaro nella sala G. Di Vittorio, in via Icaro (a fianco della sede Cgil provinciale di via Gagarin).

Conclude la serie di incontri l’appuntamento a Macerata Feltria, martedì 29 novembre, nella sala del Consiglio comunale.

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