An-alfabeto delle emoticon: la rubrica delle sessuologhe di De.Sidera

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23 novembre 2016

Al tempo che fu c’erano Adamo ed Eva. Il loro rapporto si basava su un equilibrio precario dove l’ago della bilancia era la mela. Poi, Eva disubbedì, si prese il 50% + 1 della colpa e chissà se avranno discusso animosamente sul fattaccio o la questione si risolse solo con la cacciata dal Paradiso Terrestre?

Oggi i rapporti tra uomo e donna, donna e donna, uomo e uomo sono molto più complicati. Facebook, Twitter e Tinder fanno il loro nella codificazione delle informazioni amorose. Perché se i nativi millennials si guardavano per la prima volta alla fermata dell’autobus ora il primo sguardo avviene nel profilo social. Con un like cerco di farti capire che mi interessi. Ma non per tutti questa codifica è così immediata.

Generazioni diverse, linguaggi diversi.

La questione sorge quando i trentenni odierni si approcciano alle relazioni con il linguaggio delle emoticons.

Le faccette, il pollice alto hanno sintetizzato il vocabolario delle relazioni amorose, ma non tutti/tutte siamo riusciti ad aggiornarci e poi la questione storica che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere è diventata una verità scientifica (secondo una ricerca della Manchester University), il fraintendimento potrebbe essere dietro l’angolo ma se guardandosi negli occhi può venire spiegato, di fronte ad una emoticon il confronto viene difficile. Non siamo certi di aver dato la giusta interpretazione. La percezione infatti non è una semplice fotocopia della realtà ma è la traduzione dello stimolo in base alla mia esperienza e quindi se per me il pollice in alto significa ok, passo e chiudo, per qualcun altro potrebbe davvero significare ok vediamoci davvero. Un crocevia di fraintendimenti è quindi dietro al prossimo messaggio.

Ciò ci dice di come i rapporti di coppia siano in continuo mutamento. Donne e uomini alla ricerca della loro nuova identità di amanti.

La piazza virtuale dovrebbe essere solo un primo aggancio e non il sostituto al proprio analfabetismo emotivo e relazionale.

Ciò che importa nelle relazioni è l’ incontro delle personalità e il confronto delle mentalità a servizio anche dell’erotismo.

nulla poteva essere più stupefacente di te, sta sera, davanti a me”

Sta tutto qui.

Nella consapevolezza della scelta di dire o non dire, di guardare negli occhi o di non guardare.

E guardare negli occhi, non è guardare nei tuoi occhi attraverso un desktop.

Le emozioni e sensazioni sono le uniche cose che il web, ancora e ringraziando il cielo, non può darci, non può sostituirsi alla bellezza dell’incontro tra esseri umani.

Il monitor non può assecondare il tuo desiderio dell’Altro e la tastiera non può assumersi la responsabilità di dire al posto tuo.

La tua voce, le sue orecchie ti fanno stare nel rapporto.

L’ intimità richiede tempo e costanza, impegno e dedizione, è fatta di sperimentazione e di curiosità e l’alfabeto dell’amore si impara guardando l’Altro senza temere il suo giudizio.

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de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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