Quali sono le tendenze del mercato lavorativo di domani: green Jobs e internet of Things

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23 novembre 2016

Green jobsE se la Fondazione Cariplo in Lombardia investe per specializzare i giovani nel settore green, creando loro anche opportunità di impiego, col suo progetto Green Jobs, devono esistere ragioni più che valide. Ragioni che vengono abbondantemente trattate nel convegno tenutosi a Milano, a Confcommercio, dal titolo “Green Jobs: Che Impresa!” le cui conclusioni delineano uno scenario davvero incoraggiante per i cosiddetti “lavori verdi”, con una previsione di un milione di nuovi occupati solo nei prossimi cinque anni. Un trend destinato comunque a crescere, non solo grazie ai nuovi settori green, ma anche alla richiesta in forte aumento di competenze green anche nella attività tradizionali. Maggiore e più adeguata professionalità sarà richiesta dunque ai nuovi lavoratori, soprattutto nel ramo dell’economia, ingegneria ambientale, architettura e salvaguardia dell’ambiente.

Una maggiore specializzazione viene comunque richiesta in tutti i settori, perché sarà proprio l’adeguamento ai nuovi standard di mercato, e alla innovazione, che porterà le imprese a strutturarsi positivamente per affrontare il mondo del lavoro con le carte in regola. Questo significa che verranno ricercate figure molto professionalizzate, soprattutto nei settori che generano dati, l’Internet of Things, che sappiano non solo raccoglierli e organizzarli, ma anche interpretarli e trasformarli in operazioni di mercato. Sarà infatti l’ICT a fare la differenza, secondo il rapporto del World Economic Forum di Davos, che anticipa l’avvento ormai alle porte della quarta rivoluzione industriale. Ai nuovi esperti saranno richieste infatti competenze che sappiano coniugare scienze, tecnologie, ingegno e matematica, doti racchiuse nell’acronimo STEM.

Quindi le imprese che vogliono affrontare proficuamente la nuova realtà industriale dovranno necessariamente innovare in modo radicale, e curare con molta attenzione le tematiche ambientali, che stanno diventando sempre più un passaggio obbligato della nuova economia. L’innovazione è ormai indispensabile, data la spinta che sta subendo con l’Internet of Things il mondo del lavoro, ormai totalmente gestito dalle interconnessioni tra i dispositivi, come è indispensabile il rispetto dell’ambiente, proprio perché si è radicata la consapevolezza della necessità di difendere il mondo e il suo ecosistema.

Ormai le nuove aziende partono già da questi presupposti, ma non basta essere in linea con le nuove tendenze per assicurarsi il successo. Per sfondare sul mercato bisogna che siano soddisfatte delle condizioni essenziali. Quindi occorre che l’idea imprenditoriale sia attuale e ben collocata, valutare rischi e occasioni, programmare un percorso dettagliato, strutturare una fase di avvio, che preveda un punto di pareggio, e le risorse per essere sicuri di arrivarci imprevisti compresi. Insomma tutto quanto occorre per costruire un business plan, le cui fasi sono dettagliate in questa pagina esplicativa, che sia completo e che non lasci nulla all’improvvisazione.

E se il business plan è l’indispensabile base dalla quale costruire un’impresa di successo, occorre anche lasciare alle spalle le vecchie logiche aziendali, scegliendo di investire sul capitale umano, puntando sulle professionalità di ciascun lavoratore e aiutandolo a svilupparne di nuove che saranno utilissime per il suo percorso in azienda. Occorrerà poi arricchire il prodotto o servizio offerto dandogli un valore aggiunto, ossia quella caratteristica che lo rende unico agli occhi dei consumatori o utilizzatori. Inoltre bisogna puntare su un customer care che sia di qualità e che sia attendo a tutte le problematiche e dubbi evidenziati dai clienti. Infine è consigliabile lavorare in co-branding, per generare un richiamo più ampio sui consumatori e, se possibile, puntare sui mercati esteri per aumentare il proprio bacino di utenza.

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