Ricci ‘spinge’ per il Sì al Referendum lanciando il Super Martedì dei sindaci

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24 novembre 2016

PESARO  «I sindaci ci mettono la faccia. E possono fare la differenza perché il sindaco non si vota per appartenenza politica ma perché è una persona onesta che può fare bene per la città».

Così  Matteo Ricci ha presentato a Roma l’iniziativa dei sindaci per il sì al referendum, che si terrà il 29 novembre in tutta Italia. «Mille sindaci», di Comuni piccoli e grandi, incontreranno nelle piazze e nei mercati i propri cittadini in un «Super-Tuesday» organizzato dai primi cittadini che hanno aderito all’appello promosso alcune settimane fa dal ministro Graziano Delrio e dal sottosegretario Angelo Rughetti.

A lanciare l’appuntamento i promotori: oltre al sindaco di Pesaro Matteo Ricci, Enzo Bianco (Catania), Giorgio Gori (Bergamo)  e Massimo Castelli (Cerignale), in rappresentanza dei piccoli Comuni.

«I sindaci – ha aggiunto Ricci – legano ancora di più la consultazione alla vita reale delle persone. Nessuno più dei primi cittadini, che prendono almeno 20 decisioni diverse al giorno, sa quanto sia necessaria la fine del bicameralismo perfetto e il meccanismo di ping pong tra le leggi. Abbiamo già  250 adesioni – ha spiegato il sindaco di Pesaro – ma siamo sicuri che saranno coinvolti almeno 1000 sindaci. Tantissimi del Pd ma anche altri come Flavio Tosi e Luigi Brugnaro».

conferenza-stampa-sindaciGiorgio Gori ha annunciato che la mattina sarà alla stazione a far volantinaggio tra i pendolari e gli studenti; nel pomeriggio farà un «question time» in cui non ci saranno comizi, ma sarà a disposizione per rispondere alle domande dei cittadini sulla riforma.

«In questo momento – ha detto Bianco – qualcuno cerca di sollevare una rissa incompatibile con la democrazia  e trasformare il referendum in un giudizio su Renzi o sull’Europa. Noi vogliamo far abbassare i toni parlando del merito. Torniamo al tema, facendo un confronto tra la costituzione esistente e la riforma».

«Il senato – ha affermato Rughetti – non sarà solo federale, ma anche federatore, genererà coesione territoriale e sociale». Dai promotori c’è fiducia che l’iniziativa possa convincere molti indecisi. «La partita è nelle nostre mani – ha rimarcato Gori – perché con noi parlano non solo quelli che ci hanno votato».

«Basta una parola al bar, davanti alla farmacia – ha sottolineato Castelli – la gente ci ascolta, perché vede che lavoriamo come loro, siamo sindaci operai e si fidano di noi».

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