Consultinvest: non si scrollano i difetti, continuano i ko, aumentano i mugugni della piazza

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28 novembre 2016

PESARO – “Noi siamo questi”. Lo avrà affermato almeno una decina di volte coach Piero Bucchi nella conferenza stampa del dopo partita, dopo che la sua Vuelle era uscita ancora una volta sconfitta, più per demeriti propri che per grossi meriti degli avversari.

Noi siamo questi e ad una precisa domanda se fosse ora di intervenire sul mercato, coach Bucchi si rifugia in corner, girando la palla al presidente Costa che, da questo momento, si dovrebbe assumere in prima persona la responsabilità di rinforzare un roster che, per bocca del suo stesso allenatore, va in difficoltà contro squadre più fisiche, come è stata sicuramente Trento, ma non è che in questi tre mesi Thornton, Fields e Harrow siano improvvisamente rimpiccioliti o dimagriti, perché sono gli stessi tre giocatori scelti in estate, tre giocatori dalle caratteristiche fisiche e tecniche troppo simili, per sperare che questo non costituisse un problema.

Noi siamo questi, quelli che hanno preso 18 rimbalzi in meno degli avversari, dato non casuale, se hai nelle tue fila due numeri quattro statici come Gazzotti e Zavackas, anche se molti di questi rimbalzi sono arrivati anche per disattenzioni collettive, di un gruppo che è sempre arrivato mezzo secondo in ritardo su tutti i palloni vaganti, quelli dove, più che la forza fisica, contano scaltrezza ed attenzione.

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Vuelle – Trento (Foto Filippo BaionI)

Noi siamo questi, quelli che vanno sempre sotto nel punteggio ad inizio match, nonostante le promesse infrasettimanali di un approccio diverso, che non si tramutano in realtà la domenica successiva e dover sempre recuperare ti fa arrivare meno lucido nei finali di partita, quei minuti che si sono sempre rivelati fatali per la Vuelle, ma che rappresentano l’unica possibilità di provare a vincere, perché arrivare con vantaggi in doppia cifra all’ultimo minuto non sembra nelle corde di questa squadra.

Noi siamo questi, quelli che non si possono permettere nessuna defezione, nemmeno quella di un giocatore da 5 punti di media come Jasaitis, anche se il lituano è un giocatore intelligente e che nei finali concitati rappresenta una delle poche sicurezze, per la sua conoscenza della pallacanestro, qualità che purtroppo manca a giocatori come Harrow, Thornton e Fields.

Noi siamo questi, quelli che si sono presi i primi fischi e i primi “andate a lavorare” da parte di un pubblico che forse era stato fuorviato in estate dalla famigerata alzata d’asticella, quella che si pensava e sperava fosse possibile, ma che si ritrova davanti un’eterna incompiuta, nove giocatori neanche scarsissimi se presi singolarmente, ma che messi insieme, faticano a rimanere concentrati per quaranta minuti, pur impegnandosi, pur se qualche bella giocata viene comunque fuori, perché al di là delle frasi di circostanza, questo rimane un campionato livellato verso il basso e sia Varese che Trento – le ultime due ad essere passate all’Adriatic Arena – sono state brave a sfruttare il momentaccio della Vuelle, ma non sono squadroni imbattibili e questo è ancora più preoccupante.

Noi siamo questi, una squadra con poche certezze e troppi dubbi, con problemi da risolvere prima che diventino insormontabili, domandandosi se siano endemici o se si possano curare con qualche nuovo farmaco, ovvero qualche nuovo innesto, che allo stato attuale delle cose sembra l’unica cura possibile, perché qualche aspirina servirebbe a poco, ad una squadra che sembra sempre crederci meno nelle proprie qualità.

Noi siamo questi, siamo ultimi in classifica e domenica ci aspetta Cremona, reduce dal successo all’ultimo secondo conquistato a Sassari, dove Pesaro aveva rimediato quasi trenta punti, match che rappresenterà una sorta di ultima spiaggia per la Consultinvest, per coach Piero Bucchi e per almeno un paio di giocatori, trasferta che condizionerà nel bene e nel male, i prossimi due terzi della stagione.

I PIU’ ……

Jarrod Jones: Una delle poche sicurezze, in una squadra dalle tante incompiute. Continua a fare il suo lavoro, con le percentuali sporcate da almeno tre triple scagliate allo scadere dei 24 secondi, con i compagni che gli scaricavano il pallone nei momenti meno opportuni, costringendolo a forzare le conclusioni. Sfiora la consueta doppia-doppia, ma purtroppo è l’unico baluardo sotto i tabelloni.

Terzo quarto: Come a Reggio Emilia, la Vuelle dà il meglio di sé nel terzo periodo, recuperando lo svantaggio, mettendo sul parquet un quintetto che ha funzionato sia in fase difensiva che offensiva, costringendo Trento ad un poco eclatante sette, alla casella valutazione.

. … E I MENO DELLA SFIDA PESARO – TRENTO

Rimbalzi: 46 a 28 per Trento, Pesaro ne lascia ben 11 offensivi ai trentini e viene surclassata per 40 minuti da una Dolomiti Energia, che finisce con ben cinque giocatori con almeno sei rimbalzi conquistati.

Tiri Liberi: 8 su 12, numeri che confermano ancora una volta i problemi dalla lunetta della Vuelle e la difficoltà a procurarsi falli a favore, per una squadra che nonostante sia composta da penetratori, non riesce quasi mai a rendersi pericolosa.

Donatas Zavackas: 2 punti e 0 rimbalzi nei 15 minuti di presenza sul parquet. Che non fosse un fenomeno lo sapevamo, ma da un 37enne ci aspettiamo un contributo maggiore.

Brandon Fields: In nove partite ha segnato solo 4 triple e per una guardia titolare, sempre partito in quintetto, sono numeri preoccupanti. Aggiungiamoci che fare il play non è il suo mestiere e che come difensore è sotto la media e abbiamo il principale candidato al taglio.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

In estate sembra tutto semplice: si allestisce una squadra che giocherà in velocità, che farà del contropiede la sua prima arma offensiva e che correrà ad ogni occasione, con tre esterni veloci e rapidi in grado di far male alle difese avversarie. Tutto molto bello, almeno sulla carta, perché dopo nove giornate abbiamo capito che eravamo lontani dalla verità, perché per correre servono almeno tre fattori: il controllo dei rimbalzi, una difesa in grado di recuperare il maggior numero possibile di palloni e un playmaker bravo a distribuire il gioco, con passaggi millimetrici effettuati col giusto timing. Poi arrivano partite come quella contro Trento, dove Pesaro prende 18 rimbalzi in meno degli avversari, dove la difesa tenta di mettere in difficoltà gli avversari senza riuscirci in pieno e dove il contropiede ha creato più danni che benefici, come si può constatare analizzando le ultime tre azioni in velocità orchestrate da Harrow e compagni ieri a mezzogiorno: la prima vede un due contro uno di Harrow con a fianco Fields, con il play che alza un mezzo alley-oop trasformato, non qualche senza problema, da Fields, la seconda vede protagonista la coppia Harrow-Thornton, con la guardia dai capelli rasta che riceve il pallone con mezzo secondo di ritardo e subisce la stoppata da parte di Jefferson, la terza è un tre contro due, sempre guidato da Harrow che ha due opzioni: concludere in prima persona con un comodo layup o servire alla sua sinistra Thornton che era libero, Harrow invece sceglie la terza, servendo un lungo come Jones a cinque metri dal canestro, con un pallone all’altezza del ginocchio e il povero Jarrod inevitabilmente non riesce neanche a concludere.

Valter Scavolini e Ario Costa (Foto Filippo Baioni)

Valter Scavolini e Ario Costa (Foto Filippo Baioni)

In un basket come quello attuale, sempre più spesso sono i particolari a fare la differenza e la sensazione che la Consultinvest non arrivi sufficientemente preparata si fa strada sempre più prepotentemente e quando si parla di tecnica e atteggiamento, non si può tralasciare la guida di coach Bucchi, abile a scaricare le colpe delle sconfitte, meno abile nella gestione di questo gruppo, che non sarà quello che sognava a luglio, ma che comunque ha contribuito a costruire, anche se crediamo, sia il primo ad augurarsi qualche nuovo arrivo imminente.

La classifica sta cominciando al delinearsi e sperare solo nelle disgrazie altrui non può rivelarsi la sola opzione, per una Consultinvest che rimane in ogni caso una squadra competitiva, alla quale manca qualcosina per elevarsi dalla mediocrità di queste ultime settimane, potrebbe essere una vittoria a Cremona domenica prossima, ma verosimilmente, la scossa potrà arrivare solo da un nuovo innesto, forse due, ma, come da tradizione dei questi ultimi anni, si deve sempre aspettare di raggiungere il fondo, prima di poter risalire e al fondo ci siamo praticamente già arrivati.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano suona la nona e rifila il solito centello alla malcapitata Pistoia, allungando il passo sulle seconde, dopo la sconfitta rimediata in serata da Reggio Emilia a Brescia, con Luca Vitali protagonista – 14 assist – gli emiliani sono stati raggiunti al secondo posto da Avellino, che supera una coriacea Brindisi. Venezia raggiunge Caserta al quarto posto, dopo averla battuta nello scontro diretto, ma ha avuto bisogno di ben due supplementari per aver ragione di uno scatenato Sosa – 38 punti – Capo d’Orlando si ritrova solitaria al sesto posto, dopo il bel successo ottenuto contro una Varese sempre in grossa difficoltà, crisi in cui sembra caduta anche Cantù, che viene superata nettamente in casa da Torino e – insieme a Pesaro – viene raggiunta all’ultimo posto da Cremona, che fa il colpo di giornata espugnando Sassari, grazie ad un tiro a fil di sirena realizzato da Halloway.

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