Il successo della class action dei camionisti pesaresi contro Volkswagen, Mercedes, Iveco, Volvo, Renault e Daf

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29 novembre 2016

camion camionistaPESARO – Insperato successo per la class action dei camionisti pesaresi contro i colossi Iveco, Mercedes Benz Daimler, Volkswagen, Volvo/Renault; Daf. Tante le adesioni degli autotrasportatori all’iniziativa della CNA-FITA di Pesaro e Urbino che ha promosso già alla fine di questa estate un’azione collettiva  contro il cartello delle case costruttrici di autocarri, recentemente sanzionate dalla Commissione Europea con una multa di quasi 3 miliardi di euro, per un indebito aumento dei prezzi di vendita ed il rallentamento dell’introduzione di tecnologie. A fronte delle tante richieste giunte fino ad ora ma per dare ancora più peso all’iniziativa, CNA-FITA ha deciso di prorogare fino al 31 gennaio 2017 le adesioni alla class-action.

L’iniziativa,  aperta a tutte le imprese di autotrasporto che hanno acquisito preso in leasing o noleggio a lungo termine camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) delle marche DAF, Daimler/Mercedes Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania, immatricolati tra il 1997 al 2011.

Gli associati di CNA Fita di Pesaro e Urbino possono partecipare all’azione collettiva senza alcun costo anticipato.

Lo studio legale che assiste la CNA nell’iniziativa, spiega che, aderendo, si parteciperà alle azioni giudiziali e stragiudiziali che saranno poste in essere per ottenere il risarcimento dei danni causati dal cartello.

“Il diritto ad ottenere il risarcimento danni causati da comportamenti anticoncorrenziali – dice il responsabile CNA-Fita, Riccardo Battisti – è riconosciuto ormai da tempo sia dalla giurisprudenza nazionale che da quella dell’Unione Europea. Il vantaggio di un’azione collettiva risiede nella riduzione dei costi in ragione delle economie di scala che vengono a crearsi e nella protezione da eventuali comportamenti ritorsivi da parte delle imprese responsabili dell’illecito anticoncorrenziale, che hanno una forza economica molto maggiore rispetto ai singoli autotrasportatori”.

L’entità del risarcimento spettante a ciascun acquirente di autocarri, informa la CNA, non può essere allo stato esattamente quantificata, anche perché la decisione della Commissione non è stata ancora integralmente pubblicata.  “In via del tutto indicativa – afferma ancora Battisti – salvo le più esatte quantificazioni che i nostri consulenti economici andranno a effettuare prima di proporre l’azione, si può affermare che il sovrapprezzo medio causato dai cartelli si aggira tra il 10% ed il 20%  del prezzo dei camion acquistati nel periodo di vigenza dell’accordo illecito. Gli interessati ad aderire all’azione collettiva possono contattare i nostri uffici per maggiori chiarimenti e predisporre la documentazione, in particolare il mandato di assistenza legale, i documenti comprovanti l’acquisto/ il leasing/ il noleggio a lungo termine degli autocarri.

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