Referendum, gli sportivi, anche quelli “usati” dai politici, non hanno diritto di voto

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3 dicembre 2016

Anche le pallavoliste della myCicero non possono esercitare un diritto

Anche le pallavoliste della myCicero non possono esercitare un diritto

PESARO – Quando serve, lo sport diventa un perfetto apri-porte per tutto, in particolare per la politica, che poi lo dimentica, fino a quando non è di nuovo utile.

Talvolta la colpa è degli sportivi che si fanno manipolare dai politici più furbi, da quelli sempre pronti a salire sul carro dei vincitori, salvo scenderne al volo alla prima sconfitta.

Abbiamo assistito, di recente, alla chiamata in causa fatta dai politici agli sportivi per sostenere la candidatura di Roma 2024, i Giochi Olimpici. Una sorta di persuasione morale da parte di chi vince medaglie, ma spesso ignora i problemi della vita di ogni giorno. Ovvio che nessuno abbia raccontato, poi, ai firmatari dell’appello che in Giappone stavano rifacendo i conti, molto preoccupati, per i costi di Tokyo 2020, che saranno superiori, di molto, al preventivo iniziale. Si ipotizza – ha spiegato la governatrice di Tokyo a La Repubblica (1 ottobre 2016) – che se non ci sarà un deciso taglio delle spese si arriverà a sforare il tetto dei 30 miliardi di dollari. A fronte di un preventivo iniziale di 7 miliardi e 300 milioni.

Chi pagherà? Facile, i cittadini, non chi si è avventurato in un’impresa rifiutata da città attente ai bilanci come Amburgo e Boston.

In Italia, però,m si è cercata la spinta emotiva dei campioni, scesi in campo anche per i referendum di domenica 4 dicembre.

Peccato che, quando si tratta di essere attenti ai diritti degli sportivi, i politici, anche quelli più vicini (a parole, ma anche nei fatti) agli atleti, ai tecnici e a chi opera nello sport, siano quanto meno distratti.

Domenica 4 dicembre, dalle ore 7 alle 23, si vota per approvare o respingere la riforma della Costituzione. Saranno oltre 50 milioni gli italiani che andranno a votare. Fra questi mancheranno molti sportivi e sportive che domenica saranno impegnati nelle partite delle proprie squadre che non potranno recarsi alle urne, esercitando un diritto sancito dalla Costituzione.

Non potranno farlo perché il voto può essere esercitato solo nel Comune di residenza, oppure se si è militari o ricoverati in una clinica dove è allestito un seggio elettorale.

Sembra incredibile, ma in tanti anni i governi – non mi riferisco a quello presieduto da Renzi, ma a tutti – non hanno pensato di risolvere la questione,di rimediare a un problema evidente. Colpa anche degli sportivi, che si sono prestati al gioco del Sì o del No, ma non hanno rivendicato il diritto al voto. Un diritto ignorato dai politici che si fanno belli fotografandosi con questo o quel campione, con questa o con quella atleta, a loro volta felici dell’ormai immancabile selfie.

Intanto, però, anche domenica 4 dicembre ci sarà qualche cittadino meno cittadino di altri. Fra questi undici pallavoliste della myCicero Pesaro, tutte maggiorenni, tutte residenti in altre città e quindi impossibilitate, anche se lo volessero, a raggiungere il proprio luogo di residenza per votare.

Se invece di farsi le foto con i campioni i politici intervenissero per eliminare un’ingiustizia?

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