Vuelle: una boccata d’ossigeno in soccorso a tanti problemi ancora irrisolti

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5 dicembre 2016

PESARO – Una doverosa premessa: Pesaro non ha assolutamente risolto i suoi problemi e siamo convinti che questa Vuelle necessiti urgentemente di almeno un paio di rinforzi, quelli che potrebbero garantirle di non doversi guardare costantemente alle spalle, in un campionato dove rimanere fermi sulle proprie posizioni, si potrebbe rivelare un errore fatale.

Sì, perché la sofferta vittoria ottenuta ieri sera a Cremona, è sicuramente importante, ma non cancella una partita giocata nel solito modo dai ragazzi di coach Bucchi, colpevolmente distratti ancora una volta, nella lotta a rimbalzo, nei palloni vaganti, con una percentuale dalla lunetta che non è tollerabile per una squadra di nessuna categoria, figuriamoci in serie A e una difesa che ha recuperato la miseria di quattro palloni, ma i difetti non finiscono qui, perché la panchina ha prodotto solo 7 punti, la scarsa pericolosità offensiva ha consentito alla Vanoli di commettere solo 14 falli e su 30 canestri realizzati, solo 10 sono arrivati grazie ad un assist, confermando come l’attacco biancorosso si affidi più alle individualità, che ad un reale gioco di squadra.

Ma allora, perché stavolta la Consultinvest è riuscita a vincere? Per una serie di motivi: il principale è che Cremona ha anche lei i suoi problemi da risolvere, confermando che dopo dieci giornate non si è ultimi per caso, ma per demeriti specifici, con la differenza, rispetto alla Vuelle, che la Vanoli ha già effettuato due cambi al proprio roster, due innesti – Carlino ed Harris – che non sono sembrati in grado di elevare la qualità del gruppo a disposizione di coach Pancotto.

Il secondo motivo è che, di riffa e di raffa, negli ultimi minuti sono arrivati un paio di canestri decisivi, ovvero il rimbalzo offensivo catturato da Jones e trasformato in due punti e la tripla di Thornton, mentre nelle ultime sconfitte, la Vuelle non era mai riuscita a muovere il punteggio negli ultimi istanti del match.

Il terzo è che un minimo di talento individuale questa Consultinvest ce l’ha, quello che ha consentito agli americani di arrivare in doppia cifra e a Nnoko di catturare nove rimbalzi, doti che sopperiscono al famoso attacco confusione, quello dove le spaziature sono un optional e dove il pick and roll è ancora uno perfetto sconosciuto, quello dove si alzano palloni in area, senza sapere bene a chi siano indirizzati.

Il quarto motivo è che difendere a zona non è un reato, specialmente se i tuoi esterni non tengono mai l’uno contro uno e se dentro l’area hai due presenze importanti come Jones e Nnoko, capaci di presidiare il proprio canestro con discreta efficacia. Coach Bucchi l’ha capito, magari con un po’ di ritardo, ma questa Vuelle ha un’arma difensiva in più da proporre nelle prossime settimane.

La panchina Consultinvest esulta a Cremona (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas)

La panchina Consultinvest esulta a Cremona (Foto tratta dal Facebook Victoria Libertas)

Pesaro ha vinto una partita che ha provato a perdere in tutti i modi, dopo aver segnato 29 punti nel primo quarto e appena 44 in quelli successivi, dove era andata avanti di nove, finendo poi sotto anche di dieci lunghezze, dove la difesa ha concesso canestri facili e contropiedi solitari agli avversari, dove uno scarico pulito ai lunghi non è praticamente mai arrivato, ma c’era anche il serio rischio di darla su ad un certo punto, soprattutto quando la Vanoli sembrava in controllo, invece la Vuelle in qualche modo è riuscita a risalire, arrivando a giocarsi il tutto per tutto negli ultimi minuti, per l’ottava volta sulle dieci partite disputate, confermando ancora una volta come in questo campionato ci siano almeno dieci squadre sullo stesso piano, non quello alto, ma quello basso, quello dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo, basta guardare una classifica, dove praticamente ancora tutte le squadre, potenzialmente, potrebbero finire nelle prime otto al termine del girone d’andata e qualificarsi per le Final Eight di Coppa Italia.

Ad otto punti ci sono ben cinque squadre, a quota sei ci sono oltre a Pesaro, Varese e Cantù – due società che in settimana saranno protagoniste del mercato – con Cremona a chiudere la classifica con i suoi quattro punti. Cosa farà la Vuelle nei prossimi giorni? Valuterà le condizioni di Jasaitis, la cui lombalgia è più grave del previsto e speriamo sondi il mercato delle ali comunitarie, perché la vittoria ottenuta a Cremona è sicuramente importante, ma ha lasciato sul piatto tutti i problemi, che non si risolveranno da soli, ma che necessitano di interventi mirati per evitare guai maggiori.

I PIU’ ……

Jarrod Jones: Quinta doppia doppia per Jones, che si conferma indispensabile in questa Vuelle e ha il merito di aver catturato anche un rimbalzo offensivo nel finale e di averlo trasformato in due punti d’oro.

Ryan Harrow: 19 punti segnati in 36 minuti d’utilizzo, con tre triple a segno su quattro tentativi, i playmaker veri sono un’altra cosa, ma lo abbiamo preso anche per fare canestro e contro Cremona ha fatto ampiamente il suo dovere.

Landry Nnoko e Giulio Gazzotti: Niente di trascendentale, ma finalmente si rendono utili, con il camerunense che si fa valere dentro l’area (2 stoppate e 9 rimbalzi) e il capitano che dà la carica ai compagni e offre il suo contributo anche in fase difensiva.

E I MENO DELLA SFIDA CREMONA – PESARO

Tiri liberi: 3 su 10, Pesaro continua ad andare pochissimo in lunetta – ultima con 13 di media – e continua a tirare malissimo i liberi, con un 70% complessivo in dieci giornate, da migliorare urgentemente.

Marco Ceron: Un solo punto realizzato in 22 minuti, tanta confusione, le solite forzature e pensare che senza Jasaitis, avrebbe tutte le possibilità per rendersi utile, ma l’ex veneziano le sta sprecando tutte.

Rimbalzi: Dopo un primo tempo orribile (30-13 per Cremona), la Vuelle cerca di riscattarsi nella ripresa, ma alla fine ne cattura nove in meno dell’avversaria (37-46), nonostante la ritrovata verve di Nnoko.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Visto che siamo in tempi di referendum, vi proponiamo un quesito riguardante la Consultinvest: Siete sicuri che basteranno questi dieci effettivi, per raggiungere la salvezza? Si o no? Ci schieriamo col fronte del no, anche perché la partita di Cremona ha confermato come la coppia lituana sia un problema da risolvere per lo staff biancorosso, per una Vuelle che avrebbe bisogno di un’ala in grado di aprire la scatola da fuori con il tiro da tre, qualità che si sperava avessero sia Jasaitis che Zavackas, ma che finora si sono intraviste a sprazzi. Simas, la settimana scorsa, è stato vicinissimo alla firma con Cantù, ma l’esonero di Kurtinaitis ha stoppato ogni possibilità e adesso non sarà facile piazzare sul mercato un 34enne reduce da un’operazione alla schiena, bloccato dalla lombalgia e che sta viaggiando ad una media di 5 punti e 3 rimbalzi, senza dimenticarsi del suo stipendio da top player, che purtroppo rappresenta il principale errore commesso quest’estate dalla dirigenza pesarese. Soldi che adesso farebbero molto comodo, nella ricerca di un comunitario – magari proveniente da oltre Adriatico – in grado di garantire una maggiore continuità dal perimetro e qualche rimbalzo in più. Ma anche il 36enne Zavackas sta rendendo meno del previsto – 4.9 punti, 3.1 rimbalzi – statistiche molto simili a quelle del connazionale, ma Donatas viene pagato la metà e il suo contratto sarebbe molto più semplice da piazzare. La vittoria di Cremona, lascia in ogni caso Pesaro al penultimo posto e all’orizzonte si presentano partite non semplici, a cominciare dall’impegno casalingo contro Brindisi e dalla trasferta contro la lanciatissima Caserta, prima di affrontare all’Adriatic Arena la The Flexx Pistoia ed andare a far presenza a Milano nel primo match del 2017. Per uscire con due vittorie da queste 4 partite, potrebbero non essere sufficienti le forze attuali della Vuelle, squadra che ricordiamo è sempre ultima in quattro statistiche fondamentali, come quelle dei punti realizzati (73), dei tiri liberi tentati e realizzati (9 su 13), degli assist – appena 12 – e della valutazione (72), cifre che raccontano di un disagio nel produrre gioco e punti e che, per essere migliorate, avrebbero bisogno di qualche nuovo innesto. Staremo a vedere, in una settimana dove Varese, Cantù e Sassari non staranno ferme e rinforzeranno il proprio roster, liberando giocatori anche importanti (Johnson-Odom?), l’anno scorso, di questi tempi, da Varese arrivò Jevhon Sheperd, non un fenomeno, ma un giocatore che diede una bella mano alla Vuelle per salvarsi, rimanere vigili sul mercato è un dovere, soprattutto per una squadra penultima in classifica, con due stranieri che non stanno convincendo.

LA DECIMA GIORNATA IN PILLOLE:

Milano si conferma imbattibile – almeno in Italia – infilando la decima vittoria consecutiva ai danni di Trento, ad inseguire l’Armani, aspettando il posticipo di stasera tra Reggio Emilia e Capo d’Orlando, un quartetto formato oltre dalla Grissin Bon, da Venezia, che espugna il parquet di Avellino e raggiunge gli irpini a quota 14, e dalla sempre più sorprendente Caserta, che vince, con qualche affanno, contro Brescia. Brindisi sale a quota 10, mettendo nei guai Sassari, arrivata alla quarta sconfitta consecutiva, mentre Pistoia raggiunge il gruppone di metà classifica, grazie alla vittoria casalinga ottenuta contro Torino, prosegue il momentaccio di Varese, sconfitta a domicilio da Cantù nel derby, con la panchina di Moretti sempre più traballante.

 

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