Alzata di scudi contro la fusione di Montemaggiore nel nuovo comune Colli del Metauro. M5S e Carloni: “Il Pd calpesta la volontà popolare”

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6 dicembre 2016

MONTEMAGGIORE AL METAURO – Alla presenza dei cittadini di Montemaggiore che hanno affollato gli spalti dell’aula consiliare, oggi il PD ha approvato la legge per la costituzione per fusione del nuovo comune di Colli al Metauro.

Fatto che ha creato un’alzata di scudi di diverse forze politiche: Il Movimento 5 Stelle “aveva presentato – scrive  – una mozione per chiedere di non procedere alla fusione dei tre comuni e chiedeva anche di proseguire con la fusione a due solo dopo che Serrungarina e Saltara avessero espresso la propria volontà in merito. Perché la fusione di due comuni è diversa (per servizi, uffici, territorio) dalla fusione a tre sulla quale i cittadini si sono espressi.

Il caso di Montemaggiore diventa comunque l’emblema, quasi il baluardo, della nuova crociata del PD per la dittatura delle Giunte. La giunta, qualsiasi giunta, regionale o comunale, rappresenta solo una parte della popolazione, quasi mai la maggioranza assoluta. Quando si devono prendere delle decisioni fondamentali per la vita dei cittadini, e quando persino la legge prevede che i cittadini siano sentiti, le giunte, non possono scavalcare la volontà espressa. Non può scavalcarla il sindaco di Montemaggiore, che si è addirittura permesso di dire “andiamo avanti comunque” contro il mandato dei cittadini che lo hanno eletto. Non può oggi in quest’aula il Consiglio regionale, giocando con numeri e cavilli normativi, imporre la fusione anche a Montemaggiore.

Il Partito democratico, di  democratico non ha più nulla: rimane la parola nel nome perché è sparito dal modo di governare. E’ talmente in disuso la pratica che si è finito per perdere anche il significato del termine: democrazia non è lasciare che i cittadini obbediscano alle decisioni imposte. Purtroppo, oggi, proprio questo è successo: al grido “democrazia!” il PD ha imposto ai cittadini di Montemaggiore, una fusione che quegli stessi cittadini, democraticamente ma senza gridare, avevano detto di non volere. Preso atto che la legge regionale non risulta chiara e sono possibili forzature assurde, il Movimento 5 Stelle ha già presentato una proposta per modificare la legge rendendola più chiara e democratica”.

L’intervento di Mirco Carloni, consigliere regionale Area Popolare

3509211719_b4d67cdcfb_z“Sui referendum in cui i cittadini hanno detto in modo chiaro di essere favorevoli alla fusione si deve procedere, ma nel momento in cui c’e’ una volontà chiara e contraria bisogna solo prendere atto di questa volontà, tradurla in fatti concreti e cercare di non andare contro questa scelta venuta fuori dalle urne, poichè è sacra”.

 

“E’ stato fatto un grande errore politico perche’ il sindaco di Montemaggiore aveva promesso che se i suoi concittadini avessero votato contro la fusione lui avrebbe sospeso subito la fusione ed ha per questa ragione creato un clima di aspettativa molto alto e la sera del referendum, dopo lo spoglio, i suoi cittadini erano convinti che tutto si sarebbe fermato e che il sindaco avrebbe rispettato gli impegni presi con la sua comunità. Ciò non è avvenuto

 

“Peraltro va ricordato che l’unico comune in si è superato la maggioranza degli aventi diritto è proprio quello di Montemaggiore al Metauro dove ha votato il 63% dei cittadini, mentre negli altri comuni non e’ stata raggiunta nemmeno la maggioranza. Di questo 63%, la maggioranza, ossia il 64,29% dei votanti, ha detto che è contrario e pertanto si sarebbe dovuto da subito sospendere il processo di fusione. Questa vicenda ha a che fare piu’ con il sentimento popolare e con la dimensione storica e Montemaggiore ha detto chiaramente che non vuole fare la fusione e questa volontà va interpretata in modo sereno e preciso come ha fatto il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini che ha sospeso il processo di fusione tra i comuni di Mondaino, Saludecio e MonteGridolfo dopo che i cittadini del comune di Saludecio hanno votato contro la fusione al 58%”.

 

“Nell’attuale legge sulle fusioni la maggioranza non abbiamo mai introdotto un criterio di valutazione dell’esito elettorale e questo crea situazioni come queste, diverse caso per caso. Dove c’e’ una volontà chiara espressa dai cittadini si deve procedere celermente, ma nei casi in cui ciò non avviene non si possono compiere errori di tipo politico, creando un clima di aspettativa dei cittadini per poi non rispettarla e un errore di tipo legislativo non prendendo atto che uno dei tre comuni non vuole fare la fusione. Se una fusione avviene tra tre comuni si deve tener conto che ci sono 3 corpi elettorali, 3 soggetti distinti. Gli altri due comuni che sono favorevoli possono procedere, ma chi ha detto di no non può essere trascinato con forza in un percorso e in un cambio storico che non ha chiesto e non ha voluto. Avevo chiesto di sospendere la fusione e di modificare con dei correttivi l’attuale legge come ha fatto l’Emilia Romagna che introducano criteri di valutazione dell’esito referendario e rispettare quei cittadini che hanno detto un no chiaro e preciso. Oggi il Consiglio delle Marche ha imboccato una strada di delegittimazione del corpo elettorale e della politica”.

Un commento to “Alzata di scudi contro la fusione di Montemaggiore nel nuovo comune Colli del Metauro. M5S e Carloni: “Il Pd calpesta la volontà popolare””

  1. Amedeo scrive:

    Non è possibile accettare questi sopprusi da parte di una classe politica sempre + lontana dai cittadini. Il popolo si è espresso chiaramente contro l’ unione e la classe politica che amministra per conto dei cittadini non può ignorare il loro volere, altrimenti trasfoiamo la nostra democrazia in dittatura e sudditanza

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