Il dissenso di Confcommercio e Albergatori di Gabicce Mare verso il “Patto di Granarola”

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6 dicembre 2016

Varotti con Angelo Serra

Varotti con Angelo Serra

GABICCE MARE – «Fanno accordi per la promozione turistica senza interpellare e sentire il pensiero ed il parere – maturato dall’esperienza e dalla competenza specifica – Degli operatori e delle Associazioni turistiche».

L’Associazione Albergatori di Gabicce Mare e la Confcommercio di Pesaro e Urbino apprendono dalla stampa la notizia della nascita del “Patto di Granarola” tra i cinque Comuni di Gabicce, Gradara, Tavullia, Cattolica e San Giovanni in Marignano finalizzata alla adozione da parte di questi territori di un progetto integrato di promozione turistica. Ed esprimono il proprio dissenso sia per la non condivisione e concertazione dell’idea progettuale sia per il merito del progetto stesso.

Per Angelo Serra (Presidente Associazione Albergatori di Gabicce Mare e Confcommercio Pesaro e Urbino) e Amerigo Varotti (Direttore Confcommercio Pesaro e Urbino) «è sbagliato ipotizzare una promozione turistica unica tra Cattolica, San Giovanni in Marignano e i tre Comuni marchigiani. Gabicce Mare, Gradara e Tavullia dovrebbero puntare piuttosto ad una promozione unica marchigiana e prevalentemente valorizzando l’immenso patrimonio ambientale e culturale del nostro entroterra (in primis Urbino) e del Parco San Bartolo. Invece con Cattolica non abbiamo turisticamente alcuna convenienza ad una promozione unica. Cattolica è concorrente con prezzi bassi mentre a Gabicce Mare si punta ad un turismo di maggiore qualità come si addice ad una località balneare che può sfruttare la sua posizione geo-climatica, il Parco, la vicinanza con Gradara e l’appartenenza ad una Regione, le Marche, che rifiutano il turismo di massa per puntare – sui mercati internazionali del turismo – a livelli qualitativi più elevati.

Inoltre i Comuni di Gabicce Mare, Gradara e Tavullia hanno sottoscritto il progetto del “Distretto Turistico MARCA PESARESE” con il Comune di Pesaro ed altri soggetti pubblici e privati per valorizzare e promuovere unitariamente ed in modo integrato questo territorio. Due idee, due progetti che sono per noi antitetici. Forse c’è un po’ di confusione».

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