Sesso? No, grazie. L’astinenza sessuale nella donna nella rubrica di De.Sidera

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10 dicembre 2016

stopsexDott.ssa Sabrina Dini*

Tra la donna, a cui l’esercizio della sessualità era riconosciuto ai fini procreativi e la donna che può  liberamente “avere bisogno“ di vivere la propria sessualità, c’è ancora di mezzo una “donna prostituta” di troppo, meglio l’astinenza….

In un’epoca in cui la sessualità è fondamentale per lo sviluppo personale, quello dell’astinenza è diventato un argomento scottante, se poi lo assimiliamo alle donne diventa una tragedia.

Prima che il passaggio all’atto sessuale si concretizzi, sono tantissime le domande che si affollano nella mente di una donna, inoltre la sessualità da sola, per quanto travolgente non basta a qualificare un rapporto come rapporto d’amore o ad innescarlo.

Ma perché una donna può scegliere di astenersi dal sesso?

Statisticamente, l’astinenza fa seguito a una rottura sentimentale dolorosa o a un’esperienza sessuale sfortunata“, spiega la Dr.ssa Ghislaine Paris, sessuologa, la persona può rimanere “bloccata” al ricordo di un fallimento di tipo relazionale o sessuale e privarsi della possibilità di una nuova relazione.

Tutto dipende chiaramente dai motivi che l’hanno indotta o provocata. Esemplificando possiamo, anche se un po’ grossolanamente, distinguere fra l’astinenza che è stata in qualche modo il prodotto di una scelta, anche se al limite illusoria, ma in cui comunque l’io della persona ha conservato il senso di una propria forza e attività, dall’astinenza subita che può associarsi a sensazioni di debolezza e di impotenza (e non intendo sessuale), di costrizione, di rifiuto.

E più è lungo il periodo in cui si rimane in astinenza e più è facile che entrino in gioco meccanismi difensivi, dettati dall’esigenza profonda di evitare l’angoscia collegata all’esercizio della sessualità con tutto quello che ciò comporta.

In genere è più facile riemergere dal primo tipo di astinenza magari più maturi e reattivi, mentre nel secondo caso è più alto il rischio di scoprirsi poi disfunzionanti.

Ma riprendiamo il discorso alla base, gli uomini che vivono nell’astinenza sessuale sono chiamati “sublimatori”, quasi a santificarli, quasi a elevarli alla stregua di poeti o artisti, con una profondità d’anima tale da essere idolatrati, le donne sono chiamate “Woodenpussy”….

Cita  Nonciclopedia: “L’atteggiamento della Woodenpussy durante il rituale del corteggiamento è quello di far annusare la propria attrazione senza concedersi mai; da tale trappola olfattiva messa in atto dalla femmina per assoggettare il maschio nasce l’altro appellativo col quale è conosciuta la figa di legno: la profumiera. L’arma più comune di queste cortigiane è il due di picche (che possono applicare con crudeltà o con più tatto), con cui si liberano molto facilmente degli arrapati che si avvicinano a loro. In genere questo accade dopo la fase dello strusciamento, in cui la profumiera, attraverso un insieme di strategie che fanno alzare l’entusiasmo nel maschio, mostra atteggiamenti che verrebbero comunemente interpretati come una grande voglia di scambio sentimentale. Ciò che l’esemplare maschio ignora è che non potrà mai arrivare ad avere un rapporto sessuale completo”

Perché la donna sbaglia sempre…

In un libro francese intitolato “L’envie” (significa “voglia” o anche “bisogno”) l’autrice, Sophie Fontanel, giornalista e autrice affermata,racconta che dopo anni in cui ha vissuto molte storie sentimentali e molte storie di sesso, ha deciso di scegliere la castità.

Accade molto spesso che molte persone, molte donne, facciano sesso non perché ne hanno un sincero desiderio, ma perché si sentono in “dovere” di farlo, per mostrarsi aperte, “moderne”, disponibili e capaci di godersi la vita e di essere felici.

Sophie Fontanel dice anche,che al giorno d’oggi tante persone preferirebbero morire piuttosto che ammettere di non fare sesso e aggiunge “Io credo che evitare di fare sesso, essere casta, mi rafforzi, anche per la prossima storia che voglio vivere”.

Probabilmente talvolta uscire da certi schemi preconfezionati o da certe abitudini mentali aiuta a trovare una via inaspettata alla vera felicità, anche nella vita di coppia.

Forse decidere di salvaguardare la propria tranquillità interiore senza mettersi in storie “a metà” può facilitare nel percorso di realizzare una storia sana e appagante.

In questo modo molte donne si buttano in certe storie senza ascoltare ciò che vogliono veramente e a furia di non ascoltare ciò che vogliono, vivono una vita che non vogliono, entrando in una zona d’ombra nella quale loro stesse sono in ombra.

Nella nostra epoca, l’amore è difficile e viene sostituito dal sesso. Perché il sesso non lega, non fa soffrire, se non va bene con questo andrà bene con l’altro. Invece l’amore ti da l’estasi e la felicità, ma poi basta un nulla, una frase sbagliata, per lasciare una ferita straziante. Il sesso è leggero, l’amore è pesante. Ma quel piacere leggero lacera, distrugge l’altro.

E quindi per quelle donne che “scelgono di non fare sesso” perché sperano di sentirsi desiderate, di essere “la donna” e non essere “una donna”, non resta che un epiteto… ma è anche vero che talvolta un uomo può dimostrare di essere perso, di credere davvero nel sentimento che prova e poi rendersi conto che non era così …oppure continuare a dimostrarti che chi “scappa”… è chi voleva solo “quello”, consapevole (Dongiovanni) o inconsapevole (Casanova) che sia.

*Psicologa

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L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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