Consultinvest, una sconfitta “memorabile”. Con Brindisi un ko da mea culpa collettivo

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12 dicembre 2016

PESARO – Ci sono partite che segnano una stagione, in positivo ed in negativo, e quella persa ieri sera dalla Vuelle è una di queste, una di quelle che ricorderemo anche quando ci presenteremo all’Adriatic Arena in maniche corte il prossimo maggio, quella che ci farà dire: “Ah, se avessimo vinto con Brindisi!”.

15356543_1282324245172740_7395992940283441010_nNon è facile, neanche a mente fredda, comprendere come i ragazzi di Bucchi siano riusciti a perdere una partita vinta almeno tre volte, da quando nel terzo quarto sembravano in pieno controllo, a quando mancavano quattro minuti e il tabellone indicava: Pesaro 79 – Brindisi 66, ma non siamo al nostro primo rodeo e avendo visto qualche partita, sapevamo che chi aveva deciso di abbandonare il palazzo, convinto di avere già la vittoria in tasca, sarebbe stato costretto a rimanere attaccato alla radio in macchina, per ascoltare l’inevitabile rimonta avversaria, arrivata infatti puntualmente, con un parziale di 11 a 0 che aveva riaperto completamente un match che Brindisi non sembrava avesse nessuna voglia di vincere ed infatti, dobbiamo ammettere, che quando Fields ha messo dentro i liberi del 85 a 77, a 45 secondi dalla sirena, anche chi scrive, che non è un’ottimista di natura, ha pensato di avere la vittoria in tasca. Ma non avevamo fatto i conti con la versione 2016-17 della Consultinvest, squadra dalla quale dobbiamo aspettarci di tutto, anche di commettere una sciocchezza dietro l’altra, che è giusto mettere in fila per i posteri: ci si dimentica di difendere su English (85-79), Fields fa quello che ti dicono di non fare fin dal minibasket, ovvero di non fermare il palleggio tra la linea di metà campo e quella laterale e puntuale arriva la palla persa, che consente a M’Baye di segnare la tripla del 85 a 82, poi una rimessa laterale mal congegnata, fa arrivare la palla a Gazzotti, per evitare di commettere infrazione di cinque secondi, e il capitano realizza un solo libero (86-82) e nell’azione successiva, Fields commette un dubbio fallo su Scott, ma l’arbitro lo sanziona e il brindisino segna tutti e tre i liberi (86-85), arriva il timeout di Bucchi per spostare il pallone nella metà campo offensiva a per mettere sul parquet il miglior tiratore di liberi della squadra ed infatti in lunetta si presenta Jasaitis, che però segna un solo libero (87-85), lasciando 14 secondi all’Enel, qui si sceglie di non commettere subito fallo per avere l’ultimo pallone, scelta sempre discutibile, soprattutto perché la difesa ha prima concesso una comoda entrata a Scott e sul suo errore, è arrivato il rimbalzo offensivo di Carter, che ha pareggiato tutto a quota 87 e ha portato il match al supplementare, overtime che 9 volte su 10 premia la squadra in rimonta e infatti Brindisi, senza neanche sudare troppo, ha portato a casa agevolmente i due punti.

Noi siamo questi, diceva coach Bucchi dopo aver perso in casa contro Trento, ma non fare niente per cambiarlo, non ci sembra l’idea del secolo, anche se probabilmente ieri abbiamo visto una delle migliori Vuelle stagionali, con un grande Jones e un Harrow ispirato, capace per 37 minuti di mettere sotto una squadra da playoff come l’Enel, ma questa, come e più delle altre, è una sconfitta che non può essere messa nella lista dei “ci è mancata solo la vittoria e se avessimo vinto contro …. (inserite voi il nome dell’avversaria), la nostra classifica sarebbe diversa. La classifica dice che Pesaro è sempre penultima e non può solo sperare che Cremona le perda tutte e parlare di Coppa Italia o playoff, come continuiamo a leggere da qualche parte, non aiuta una Vuelle che dovrebbe come unico obiettivo la salvezza e che deve chiedersi perché Zavackas non ha giocato nemmeno un minuto, dopo averne giocati solo cinque domenica scorsa, deve fare i conti con la crisi di Ceron e capire se continuare a non guardarsi intorno, per prendere un rinforzo, sia veramente l’unica strada da percorrere.

 

I PIU’ …..

Jarrod Jones: Primo tempo sontuoso per Jarrod, che segna da tutte le posizioni e fa innervosire M’Baye, poi cala nella ripresa e nel finale viene servito poco dai compagni, per poi ritrovarsi nel supplementare, anche se purtroppo la partita era già andata..

Ryan Harrow: Se avesse anche la visone di gioco, gli si aprirebbero scenari ben più importanti, invece Harrow è un play atipico, che fatica a guardare cosa accade negli angoli e non sa ribaltare il gioco sul lato debole, ma il resto lo sa fare, dalle entrate spettacolari, al tiro da tre, dall’arresto e tiro dalla lunetta, agli scarichi per i lunghi, l’ultimo ad arrendersi.

Landry Nnoko: Una presenza importante la sua, in ambo i lati del campo, con una fisicità che fa la differenza e compensa una intelligenza cestistica ancora tutta da costruire e non averlo visto nel quintetto finale è una delle cause della sconfitta.

 

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRINDISI

Marco Ceron: Si prende una tripla sul finire del quarto, la sbaglia e quando si ritrova la palla in mano, invece di congelarla, mancando meno di 24 secondi allo scadere del tempo, scaglia un’altra tripla che scheggia appena il ferro, confermando che, anche lui, non si distingue per maestria tattica.

Palle perse: Ben 16, per una Vuelle che fa di tutto per complicarsi la vita, tra palloni persi in palleggio, passaggi finiti direttamente in tribuna e un paio di sfondamenti ampiamente evitabili.

Marcus Thornton: Perché tenerlo in campo per 31 minuti? Domanda da girare a coach Bucchi, che ormai dovrebbe conoscerlo e capire che quando non è in serata, insistere su di lui, crea più danni che benefici, soprattutto in una partita dove il problema principale non è stato non fare canestro.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

La partita contro Brindisi ha confermato ancora una volta, come in questo campionato tutto sia possibile e che il livello si è talmente abbassato che, se perdi, è principalmente colpa tua. Sarebbe potuta essere questa la dichiarazione post partita di coach Bucchi o di qualche dirigente biancorosso, che invece continuano a punzecchiarsi a vicenda e il NE di Zavackas non può definirsi solo una scelta tattica, ma un chiaro segnale che Bucchi ha mandato alla sua dirigenza, su chi potrebbe essere il primo a lasciare questa Vuelle.

15419615_1282324621839369_5500604617758421884_oL’ex coach di Brindisi ha evidenziato nuovamente le carenze della sua squadra: lucidità, esperienza, durezza, freddezza o meglio la mancanza di tutte queste qualità nei momenti decisivi, con il piccolo problema che dovrebbe essere compito di un allenatore, inculcare nelle menti dei propri giocatori, almeno un paio di queste qualità. E’ stata una partita strana, di quelle che se vinci, ti ritrovi a scrivere di aver visto una delle migliori Vuelle stagionali ed effettivamente rispetto alle ultime prestazioni, compresa la vittoria di Cremona, la Consultinvest vista contro Brindisi è anche piaciuta, con i lunghi finalmente coinvolti nel gioco e un Fields spettacolare e redditizio, ma le partite durano 40 – o 45 minuti – e non si può smettere di allenarla solo perché sei in vantaggio di 13 punti, dimenticando Nnoko in panchina, insistendo su capitan Gazzotti, che avrà anche limitato per qualche azione M’Baye, ma che non ha lo stesso impatto dentro l’area del camerunense o insistendo su questo Thornton, in una serata dove il suo apporto non solo non era necessario, ma ha creato anche parecchi problemi in fase di costruzione del gioco. Ma non ci si deve dimenticare neanche di tutti i problemi avuti, nel venire a capo di una semplice difesa allungata proposta da coach Sacchetti, zone press che Harrow e Thornton sembravano non avere mai affrontata nella loro carriera e che certifica la mancanza di un vero playmaker in questa Vuelle, quello che ti dà sicurezza nei minuti finali e che non si fa prendere dalla frenesia di voler essere a tutti i costi il salvatore della patria. Problemi che Pesaro si porta dietro fin dall’estate e che non sembrano voler essere risolti nel breve termine, considerando che Sassari metterà presto sul mercato Johnson-Odom – in tribuna sabato sera – soprattutto dopo la buona prestazione offerta da Lacey, che per un momento sembrava dover essere il candidato a lasciare la Sardegna. Le altre pericolanti si muovono sul mercato e soprattutto conquistano punti importanti – vedi la vittoria di Varese contro Reggio Emilia – mentre Pesaro continua a gettare al vento tutte le occasioni che gli si presentano davanti, sia in campo, sia sul mercato, perché contro Brindisi si sarà vista anche la migliore Consultinvest stagionale, ma se alla fine i due punti sono andati ugualmente agli avversari, ci sarebbe da chiedersi di chi è la colpa.

DAGLI ALTRI PARQUET

Milano conferma di non aver risolto tutti i suoi problemi con l’esilio di Alessandro Gentile e, dopo le sconfitte in serie arrivate in Eurolega, cade per la prima volta in Italia, battuta da una buonissima Venezia, che sale al secondo posto, approfittando dello stop abbastanza netto subito da Reggio Emilia a Varese. Perde anche un’altra big, con Torino che batte in volata la Pasta Reggia Caserta, mentre Capo d’Orlando fa un bel passo in avanti verso le Final Eight, superando nettamente Pistoia. A quota 10 salgono Sassari, che batte in rimonta Trento e Brescia, che trascinata da un’immenso Luca Vitali (18 assist) rifila un trentello a Cremona, in un’undicesima giornata che si chiuderà stasera col posticipo tra Cantù ed Avellino.

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