Export Pesaro e Urbino, fatturati 1,75 miliardi nel terzo trimestre 2016

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12 dicembre 2016

PESARO – “La sostanziale tenuta dei livelli di esportazione delle imprese pesaresi è la conferma che il nostro sistema economico sta ultimando il recupero dei livelli pre-crisi, nonostante continui a precipitare il fatturato sulla Russia”. E’ il commento del presidente della Camera di commercio Alberto Drudi ai dati sulle esportazioni nel terzo trimestre di quest’anno, diffusi dall’Istat.

Il risultato totale del trimestre descrive un impercettibile incremento (+0,034%) rispetto al periodo luglio-settembre 2015, con il fatturato che sale a 1,75 miliardi di euro. Il dato è in perfetta sintonia con la media italiana (+0,5%) e più basso della media delle Marche (+5,2%), fortemente condizionata dal risultato di un’azienda farmaceutica dell’ascolano.

Quanto ai settori, è la meccanica a trascinare i fatturati esteri: 491,9 milioni, +43,2 milioni rispetto al terzo trimestre 2015, con una crescita pari al 9,6%. Da segnalare il sorpasso tra i primi due mercati di sbocco, con la Francia che diventa il primo riferimento con 43,5 mln. (+29%) davanti agli Stati Uniti (42,5 milioni e -2,3%). Bene anche la crescita nel Regno Unito (+32,2% e 28,9 mln.) nonostante la Brexit, in Spagna (+28,3%) e in Australia (+24,8%); Canada (+58,7%) e India (+47,3%) rappresentano due mercati in fortissima espansione, anche se i fatturati in valore assoluto sono ancora limitati.

L’arredamento, invece, compie un piccolo passo indietro (a 229,3 milioni di fatturato, -2,1%), ma si proietta con grande consistenza nel mercato statunitense, dove la crescita sfiora il 20% (25,4 milioni di fatturato) rispetto allo stesso periodo 2015.

In frenata (-2,84%) anche il sistema del tessile-abbigliamento, che perde complessivamente 4,2 milioni e si ferma a 144,1 milioni di fatturato. Per l’agroalimentare, infine, il terzo trimestre dell’anno è positivo: 37,9 milioni, con una crescita del 2,5%, ampiamente sostenuta dai fatturati in Germania (+10,7%), Emirati Arabi Uniti (+20%), Francia (+32,8%) che sono i primi quattro mercati di sbocco.

Per le aziende pesaresi che esportano, la Francia continua a essere il primo mercato di riferimento: nei primi 9 mesi di quest’anno, il fatturato supera i 212 milioni, con un incremento del 10,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono Germania (164,2 milioni e -4,8%), Stati Uniti (158 milioni e +2,6%), Spagna (96,5 milioni e +3,0%) e Regno Unito (79,8 milioni e -4,7).

La Russia merita un discorso a parte. “Quello che era uno dei mercati più solidi e prolifici per l’export pesarese – fa notare il presidente della Camera di commercio Alberto Drudi – è diventato solo il nono Paese partner la nostra provincia, superato anche dagli Emirati Arabi Uniti. Un crollo che continua nel silenzio più assoluto, sia a livello internazionale che italiano”.

Proprio su questo tema, il presidente dell’ente camerale pesarese è intenzionato a proseguire nel suo tentativo di riaprire il dialogo “quanto meno tra le Marche e la Federazione Russa” ed è in contatto con l’ambasciatore di Mosca in Italia, Sergey Razov, “con l’obiettivo di concordare una sua visita a Pesaro nel più breve tempo possibile”.

“Del resto – chiosa Drudi – la dimensione dell’impatto delle sanzioni dell’Ue alla Russia e le contromisure prese da Putin hanno raggiunto livelli insostenibili per le nostre imprese, specie quelle più piccole, che già faticano nel mettere in piedi un programma di esportazione”. La Russia è, ad oggi, solo il dodicesimo mercato di riferimento per la meccanica (-35,8% e solo 9,7 milioni di fatturato), appena il quarto per l’arredamento (-35% e 17,7 milioni) e il 37esimo per l’agroalimentare, dove l’export dei primi 9 mesi tocca quota 86mila euro.

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