“Nudi alla meta”: l’opinione di Candelora che parla di “troppe lacune dell’Alma”

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12 dicembre 2016

La curva dei Panthers, i tifosi granata dell'Alma Juventus Fano (foto Fano Sport 24)

La curva dei Panthers, i tifosi granata dell’Alma Juventus Fano (foto Fano Sport 24)

Sandro Candelora*

FANO – Se uno ha la buona sorte di essere invitato ad una cena di gala offerta dall’alta società, per quanto indigente possa essere, cerca di fare del suo meglio per vestirsi adeguatamente. Non disponendo di uno smoking di gran marca, si industrierà per indossare quantomeno un abito decente e presentabile. Si guarderà bene, perbacco, dal comparire all’evento in brache e ciabatte. Glielo impongono il decoro, il buon senso ed un minimo di dignità.

L’Alma ha atteso anni carichi di frustrazioni prima di poter accedere di nuovo al pantheon del calcio che conta. E come vi arriva? Praticamente in mutande, da autentico barbone, nel grande sconcerto generale e con il concretissimo rischio che qualche rigido maestro di cerimonia (inevitabile incarnazione di una classifica impietosa) gli indichi con modi sbrigativi e senza troppi riguardi la porta sul retro dalla quale uscire in tutta fretta. E sì che si sapeva che la Lega Pro, questa Lega Pro che assomiglia terribilmente ad una mezza Serie B, non si sarebbe dovuta prendere sottogamba. In nessun modo. Lo imponevano le difficoltà oggettive di una categoria dagli standard qualitativi elevati e l’obbligo assoluto di difendere la prestigiosa conquista con tutte le proprie forze. Non omettendo nulla e riducendo al minimo gli errori. Pena il dover pagare a caro prezzo ogni mossa non consona.

Pur coscienti di tale memento, si è iniziato invece a sbagliare sin dall’inizio, se è vero che Gabellini ha impiegato tre settimane buone per sfogliare la margherita Cusatis-Alessandrini. Per poi prendere la decisione a conti fatti erronea e per vari, fondati, motivi. Contestualmente ha pure fallito la scelta dell’uomo di mercato perché nessuno ci convincerà mai che con lo stesso budget (esiguo, d’accordo ma nessuno gli chiedeva di compiere pazzie) messo a disposizione di Menegatti e con la grande quantità di giocatori sul mercato non si sarebbe potuto fare molto di meglio all’atto della composizione dell’organico. Difficile al contrario fare di peggio, chè tra cattivo assortimento, ruoli scoperti, mancanza di nerbo e personalità, gente da considerare ormai ex atleta, promesse non mantenute e schiappe certificate, si è allestita una poco edificante armata Brancaleone. Destinata a soccombere senza scampo. Di fronte ad avversari che non perdonano ma ancor prima al cospetto dei propri pesantissimi limiti, micidiale handicap che ci si porta appresso sin dall’inizio.

Ora, che fare con metà campionato davanti e prima che sia davvero troppo tardi? Beh, chi ha costruito la squadra e chi l’ha male gestita dovrà rispondere in prima persona ma ciò non basterà se alla riapertura delle liste non si interverrà a fondo per attenuare le lacune della rosa. Ci pensi bene chi di dovere, incamminato di gran carriera verso il poco invidiabile record di due retrocessioni tra i dilettanti nel giro di quattro anni. Altro che stabilizzarsi nella nuova dimensione e programmare il futuro….

*Opinionista Alma Juventus Fano

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