Da dicembre a febbraio al Sanzio ecco la terza edizione di Urbino In Musica

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13 dicembre 2016

URBINO – Il Teatro Sanzio torna a ospitare da dicembre a febbraio la sezione dedicata alla musica – Urbino in Musica, attesa terza edizione della stagione musicale promossa dal Comune di Urbino e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche eMinistero dei beni e delle attività culturali e del turismo – che accresce la composita e ricca proposta culturale della città con appuntamenti per un pubblico ampio e diversificato per un’esperienza a 360° nell’universo musicale.

Dopo l’anteprima dello scorso ottobre con il concerto Ed Saindon Quintet con Daniele Di Gregorio, il cartellone che si compone di sei appuntamenti si inaugura il 29 dicembre con un concerto curioso e originale dell’Orchestra Senzaspine, un ensemble nato nel 2013 da un’idea di due amici, i giovani direttori Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani, che conta 350 musicisti under 35. La mission del gruppo è riconsegnare la musica classica all’amore del grande pubblico e, dall’altro, offrire ai giovani orchestrali la possibilità di confrontarsi con il repertorio sinfonico più impegnativo e affascinante.

Il tutto secondo un approccio pop e social, che proietta nel futuro l’eleganza della tradizione, facendo leva sulla formula del ‘concerto-spettacolo’, pensato per sfatare i falsi miti che accompagnano la musica classica nella percezione comune. I Senzaspine, in formazione variabile, hanno già all’attivo oltre 200 eventi musicali ed hanno collaborato con solisti di fama internazionale, tra cui Enrico Dindo e Dejan Bogdanovich, Sofya Gulyak e Laura Marzadori, primo violino del Teatro alla Scala.

Chano Dominguez

Chano Dominguez

Il 14 gennaio in collaborazione con Urbino Jazz Club il Teatro Sanzio un appuntamento internazionale con Chano Domínguez, uno dei tanti jazzisti celebri arruolati nelle file del flamenco. Sebbene le sue origini siano proprio in questo genere – andaluso di Cadice, il suo primo strumento, imparato a orecchio, è stato la chitarra – Dominguez si è avventurato come pianista e tastierista nel rock e nella fusion prima e nel jazz poi. Dominguez integra in modo inusuale i ritmi e i linguaggi del flamenco con il jazz al pianoforte suona “bulerias”, “alegrias”, “tanguillos” e molti altri “palos” del flamenco innestandoli con le strutture tradizionali del jazz – e oggi è uno dei più richiesti musicisti della scena spagnola e latina in ogni genere musicale.

Doppio appuntamento a Urbino in Musica con la tanto amata opera lirica. L’Orchestra i Cameristi del Montefeltro diretta da Stefano Bartolucci presenta il 22 gennaio, con il Coro Città Futura, Il Barbiere di Siviglia su musiche di Gioachino Rossini, mentre il 12 febbraio diretta da Massimo Sabbatini con il Coro Regina di Cattolica, interpreta Rigoletto su musiche di Giuseppe Verdi. Le regie di entrambi gli allestimenti sono di Roberto Ripesi.

Umberto Clerici

Umberto Clerici

Il 24 gennaio Umberto Clerici e la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana offrono il concerto Schumann e Čaikovskij con l’esecuzione del Concerto per violoncello e orchestra in la min., op. 129 di Schumann e la Serenata per archi in do magg., op. 48 di Čaikovskij. Violoncellista solista, camerista, primo violoncello in orchestra, docente, progettista culturale, Umberto Clerici è un’artista poliedrico di grande formazione. Con lui l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, fondata nell’anno 1985 e oggi gestita dalla Fondazione Orchestra Regionale delle Marche (FORM), una istituzione concertistica orchestrale italiana fra le tredici riconosciute dal MiBACT. L’Orchestra affronta il repertorio lirico e sinfonico con notevole flessibilità e duttilità sul piano artistico-interpretativo, come rilevato da tutti gli interpreti e i direttori d’orchestra che con essa hanno collaborato.

Il 14 febbraio Andrea Scanzi e Filippo Graziani attendono il pubblico di Urbino in Musica con Fuochi sulla collina, un omaggio all’amatissimo Ivan Graziani, artista molto legato alla città del Montefeltro. Un figlio che canta il padre può suscitare malinconia o reiterare una magia. In questo caso non c’è alcun dubbio che si tratti della seconda. Coadiuvato in scena dalle sapienti parole dell’amico Andrea Scanzi, noto giornalista de “Il Fatto Quotidiano” profondo conoscitore e divulgatore della musica d’autore italiana – da Gaber a De Andrè – e grande estimatore di Ivan, ci conduce in un viaggio commosso ed emozionante alla riscoperta di uno degli artisti più innovativi, ferocemente ironici e talentuosi del panorama musicale italiano, refrattario alle catalogazioni, selvaggiamente libero.

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