Volley, Alessia Ghilardi dopo la brutta sconfitta: “Non possiamo permetterci figure così. Vorrei rivedere gli occhi che avevamo l’anno scorso, e ho fiducia che centreremo l’obiettivo”

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13 dicembre 2016

Volley Pesaro myCiceroPESARO – Giocava in serie A2 già nella stagione 2004/05, indossando la maglia numero 2 di Busto Arsizio. Poi quattro stagioni in B1, tra Flero (Brescia), Ostiano (Cremona), Cadelbosco (Reggio Emilia) e Santa Croce sull’Arno (Pisa). Quindi (2008/09) di nuovo in A2, a Piacenza, proseguendo a Busnago e Ornavasso, con la promozione in A1 in un playoff vinto – 2 a 0 – con la Pomì Casalmaggiore che schierava Rossella Olivotto, mentre l’allenatore delle piemontesi era Massimo Bellano, oggi alla guida di Filottrano, quindi esperto di promozioni. Finalmente la massima categoria, in una squadra che comprendeva – fra le altre – le ex pesaresi Chirichella, Muresan e Signorile. La scomparsa di Ornavasso, una bella realtà, assorbita da Alessia con il trasferimento a Montichiari dove vive una conclusione ancora più amara, rilasciata il 27 gennaio 2015, a poche ore dalla chiusura del mercato invernale, con una scelta che chi scrive, grazie a un bellissimo articolo di Giada Biagioli, pubblicato da Appunti di Sport, contestò decisamente, invocando rispetto, prima ancora che per la giocatrice, per la persona. Un anno intero senza giocare, allenandosi a Busto Arsizio, poi – finalmente – il contatto e il contratto (dal 28 dicembre 2015) con la myCicero Volley Pesaro.

Alessia Ghilardi, esperienza, qualità, grinta, è la protagonista di questa storia. A lei, ma anche a Federica Mastrodicasa e Alice Santini, abbiamo pensato per provare a capire cosa accade in seno alla myCicero Volley Pesaro, a una bella squadra capace di vincere le prime 7 partite della stagione per poi perderne – male – 2 delle ultime 3. Oggi parla Alessia, seguiranno le impressioni di Federica e Alice.

Una premessa: non esistono squadre imbattibili, ma c’è modo e modo di perdere. A Soverato, avete perso male, mostrando presto la faccia della sconfitta. A vedervi così, l’impressione è stata brutta.
La vedevo io in campo, la faccia della sconfitta, immagino lei davanti al computer… Al solo ricordare la partita, mi si chiude lo stomaco, come già domenica. Se è stato disarmante per lei, immagini per noi. La mia carriera l’ho vissuta e la vivo con la capacità di trasmettere grinta, tenacia, determinazione. A Soverato non mi è riuscito. Al contrario d’altre volte, quando, anche nei momenti di difficoltà, avevo la sensazione che si sarebbe vinto, domenica mi guardavo intorno e mi dicevo: oggi non vinceremo. Non abbiamo saputo reagire e siamo rimaste immobili di fronte a un destino che sembrava ineluttabile davanti a una squadra che non ha proposto cose diverse da quelle che avevamo previsto e ci eravamo preparate ad affrontare. Però, quando le calabresi hanno visto che eravamo impalate, con lo sguardo assente, incapaci di reagire, hanno premuto sull’acceleratore. Al contrario di quel che facciamo noi quando siamo avanti. Come sottolineava il nostro allenatore, diamo alle avversarie l’opportunità di rientrare in partita…”.

“Si può perdere, ma onorando la maglia”

Alessia Ghilardi

Alessia Ghilardi

La delusione della sconfitta non riguarda la singola giocatrice, la squadra. Alessia Ghilardi allarga l’orizzonte.
Non possiamo permetterci figure come quella fatta a Soverato, pessima. L’abbiamo fatta noi, ma l’abbiamo fatta fare anche alla società e alla pallavolo pesarese. Si può perdere, ma non così. E’ doveroso uscire dal campo sempre a testa alta, onorando la maglia e lo sponsor. E pensare che, a differenza d’altre volte, eravamo partite bene, andando in vantaggio… Mi fa incazzare che noi ci si allena con grande impegno, come può testimoniare lei che ci segue abitualmente, ma non riusciamo a venire fuori dai momenti di difficoltà, perché non giochiamo insieme. Mi spiego: ognuna di noi, quando va in difficoltà nel proprio fondamentale, s’incupisce, si rattrista e non riesce a essere d’aiuto alla squadra. Invece, in quei momenti, bisognerebbe evitare di tormentarsi perché non si sta ricevendo positivamente, non si sta difendendo bene o attaccando con scarsa precisione e pensare a cosa si potrebbe fare per offrire ugualmente un contributo. Purtroppo, anche a Soverato non l’abbiamo fatto… Mi piace pensare che è meglio sia successo ora che quando la stagione non concederà altre opportunità”.

“Dobbiamo reagire, per la squadra e per la nostra dignità”

Alessia Ghilardi

Alessia Ghilardi

Attenzione, però, da Alessia arriva un messaggio importante.
Non eravamo campioni del mondo dopo 7 vittorie consecutive, non siamo dei brocchi dopo 2 sconfitte. Predico da sempre che dobbiamo stare con i piedi a terra, che è meglio volare basso perché il campionato è lungo e difficile. Però dobbiamo trovare una soluzione per evitare che alla prima difficoltà si molli, lasciando la partita alle avversarie. Come? Dimostrando di avere più carattere e voglia di reagire davanti ai problemi. Dobbiamo farlo per la squadra, ma anche per la nostra dignità. Non è ammissibile che la myCicero Volley Pesaro non ritrovi la strada giusta”.

Oltre al dovere ritrovare carattere, grinta, determinazione, ci sono anche problemi tecnici?
La questione tecnica è una conseguenza dell’aspetto mentale. Non è che improvvisamente non sappiamo più ricevere, difendere, murare, attaccare. Domenica, purtroppo, non abbiamo fatto una cosa che di solito ci riesce bene, e siccome io sono la regista della seconda linea me ne assumo la responsabilità. La pallavolo è un gioco di squadra. E’ una questione di correlazione, di sinergie. Tutte le giocatrici devono cercare di fare al meglio ciò che è di propria competenza. Ma se il muro non funziona, sta alla difesa fare sì che non si paghi dazio. In questo momento non riusciamo a sopperire alle carenze. L’aspetto curioso, in questo contesto, è che guardando i numeri abbiamo fatto quasi tutto meglio di Soverato… Loro hanno fatto meglio in attacco”.

E hanno sbagliato meno, attaccando con maggiore precisione. Tanti, troppi errori gratuiti da parte vostra.
E’ vero. Non abbiamo difeso come sappiamo e la difesa è il termometro che misura la voglia di vincere… Mi dispiace, perché pochi giorni prima, a San Giovanni in Marignano, a parte un passaggio a vuoto nel secondo set, sembrava ci fossimo ritrovate dopo la sconfitta casalinga con Legnano”.

Prima che il 2016 vada in archivio, dovrete giocare – in casa – due partite molto importanti: domenica ospiterete Settimo Torinese, ora quarta, il giorno di Santo Stefano sarà a Pesaro la Lardini Filottrano, che guida meritatamente – neppure discuterlo visti i 10 successi in altrettante partite – la classifica. E Legnano vola.
Guardi, io non ho visto mai un campionato di A2 facile. E’ un torneo in cui si registrano periodi in cui va tutto bene e altri in cui la ruota gira peggio. Vista la mia esperienza sono propensa a credere che i veri valori si vedranno da fine gennaio in poi, anche perché ci sarà la finestra di mercato e diverse squadre cambieranno fisionomia. La nostra squadra ha tutte le potenzialità per fare bene e raggiungere l’obiettivo che ci siamo proposti. Lavoriamo duramente in palestra perché sappiamo che abbiamo un traguardo. Tutti devono essere coscienti di cosa significa conquistare la serie A1. Si può ottenere vincendo la stagione regolare, come ci auguriamo tutti, ma se altri saranno più bravi saremo i primi ad applaudirli. E noi ci rimboccheremo le maniche per andare nella massima serie con i playoff. Non credo che a qualcuno farebbe schifo. E’ prioritario avere bene in testa l’obiettivo e trovare la strada giusta per centrarlo. Attenzione, però: queste mie parole non significano che ritengo scontata la vittoria di Filottrano. Anzi… E’ vero che in questo momento la Lardini è un treno in corsa, difficile da fermare, ma sono fiduciosa che faremo di tutto per impedirglielo”.

Detto questo, Alessia non ha dubbi su cosa fare…
Abbiamo perso già due volte, sbagliando troppo. Non possiamo sbagliare ancora. Come fare? Lavorando, lavorando e lavorando per venire fuori da un periodo poco positivo. Non solo perché la squadra ne ha bisogno, anche per la nostra dignità”.

Alessia ha un ultimo messaggio.
L’ho detto già alle mie compagne, lo ribadisco oggi: vorrei rivedere in questa squadra quello che vedevo nella myCicero della passata stagione. Una squadra che scendeva in campo con il sangue negli occhi, con la voglia di non fare cadere un pallone. Più in sintesi: di vincere le partite”.

Tutte le fotografie sono di Eleonora Ioele

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