Mamma, papà: come nascono i bambini? La rubrica della sessuologa di De.Sidera

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17 dicembre 2016

SessoDott.ssa Arianna Finocchi*

Chi tra i genitori, gli zii, i nonni non si è mai trovato a rispondere alla domanda: “Come nascono i bambini?” e chi si è trovato a dover rispondere a questa semplice quanto complessa domanda, sa che ci si può sentire in difficoltà se non addirittura frustrati.

Inizia così una serie di racconti sulle api, le cicogne, i cavoli e i fiori. Si utilizzano tutte le favole possibili, tutte le metafore a disposizione per poter parlare e spiegare il sesso. Il tema dei rapporti sessuali è un vero e proprio tabù, in particolar modo perché si parte da un difficile sottinteso e cioè che parlare di vagina, pene e spermatozoi con dei bambini sia non solo imbarazzante ma soprattutto impudico.

Questa convinzione è radicata soprattutto nel nostro paese ma ci sono popolazioni, addirittura intere nazioni la cui cultura prende in considerazione il sesso come una parte fondamentale per lo sviluppo sano della persona e delle relazioni interpersonali. Ci sono luoghi in cui i bambini vengono educati dai propri familiari spiegando esattamente come avviene la riproduzione, usando i termini tecnici più appropriati.

Imparare a comunicare nella maniera appropriata con i propri figli, anche su temi “scottanti”, è enormemente importante sia per aiutarli a prendere piena consapevolezza del proprio corpo, per prendersene cura, valorizzarne la conoscenza e sia per instaurare un rapporto autentico e basato sulla fiducia reciproca con le figure di riferimento in particolare e gli adulti in generale. È importante già per i grandi imparare le parole adatte da utilizzare quando ci si rivolge ai più piccoli riferendosi alle parti del corpo, si deve incoraggiare un’immagine positiva del corpo stesso, la fiducia in se stessi, e la comunicazione genitore-figlio.

Dovremmo prendere esempio dai Danesi che parlano di sesso con chiarezza ai figli fin dalla giovane età. Non solo si dialoga con i bambini sul sesso, ma si impiegano le competenze e le informazioni per creare dei libri adatti a formare i più piccoli sul tema della sessualità, in modo che sappiano che essa fa parte della vita di ogni individuo, come ne fa parte il lavoro, le relazioni, gli hobbies e tutto ciò che un individuo fa nella quotidianità: un aspetto dell’esistenza.

sesso“The Danish Way of Parenting: A Guide to Raising the Happiest Kids in the World” (Il metodo Danese di genitorialità: Una guida per crescere i bambini più felici del mondo) è un libro che racconta proprio l’approccio educativo danese sul sesso e il modo di raccontarlo ai bambini con tanto di illustrazioni, altamente utili all’insegnamento dei concetti complessi ai più piccoli.

Una corretta formazione ed informazione in famiglia, come nelle scuole, può sicuramente limitare i danni di una disinformazione in contesti esterni. I bambini già tra i 4 e i 5 anni manifestano la prima curiosità verso la nascita di un bambino, l’amore, i baci. Già in questa fase sarebbe opportuno raccontare loro come stanno davvero le cose e non realtà apparenti. Il consiglio è quello di servirsi, come nel caso del testo sopra citato, di un libro a supporto anche per trovare la terminologia più adatta e consona all’età.

Oggi che il sesso sembra così esplicito, i genitori sono ancora in imbarazzo a spiegare “certe cose” ai figli, il genitore dovrebbe innanzitutto imparare a normalizzare la sessualità, ciò significa essere aperti a rispondere alle domande che i figli pongono, anche alle più curiose, e soprattutto significa imparare a dire la verità, senza inventare storie. È fondamentale che la sessualità diventi qualcosa di normale all’interno del processo educativo di ogni famiglia e siccome l’essere umano ha a che fare con il sesso dal momento in cui nasce, sembra ovvio tenerne conto a partire dalla nascita del bambino, dai primi anni.

Spesso si pensa che sia la donna a dover fare certi discorsi ai propri figli, invece all’educazione sessuale devono partecipare entrambi i genitori, i padri devono collaborare all’educazione sessuale dei figli, chi dice che la sessualità è una ‘cosa da donne’? Oltre questo, uno degli errori più comuni è mascherare la verità inventando storie o favolette. Bisogna relazionarsi ai figli con tranquillità e parlare loro rispettando la verità delle cose, usando sempre parole che il bambino o la bambina possono capire, ecco perché gli organi genitali andrebbero chiamati con il loro nome. Certo, si possono chiamare come meglio si crede, però è preferibile che i bambini imparino a chiamarli correttamente. Il braccio si chiama braccio,il piede si chiama piede, la mano si chiama mano e allora perché la vagina e il pene si chiamano “farfallina e pisellino?” tanta è la vergogna per queste parti del corpo?

Un invito noi lo facciamo: “Pisellini, farfalline e cicogne addio, viva la chiarezza!!”

*Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa

de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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