Report di metà mandato del sindaco Ricci: “Ecco come cambia Pesaro”. Le FOTO dalla Pescheria

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17 dicembre 2016

PESARO – Dal lavoro al turismo. Passando per lavori pubblici, trasformazioni urbanistiche  e sanità. A metà strada Matteo Ricci torna in Pescheria. E incalzato dai giornalisti Patrizia Bartolucci e Luca Fabbri, nel dibattito condotto da Micaela Vitri, parla di tutto. Incipit video: piazza di Natale, estate, sport. Poi il riepilogo con ‘#pesarocambia’, ‘#pesarocresce’, ‘#pesaroriparte’, nel mix di hashtag: «Dopo due anni credo che sia aumentata la consapevolezza che facciamo sul serio. La città è più vivace, attrattiva, comunica meglio. Insomma, sta cambiando». Economia e turismo: «Continueremo a reggerci sulla manifattura, ma puntiamo su turismo e servizi per ristrutturare l’economia. Sul turismo i risultati si vedranno nel lungo periodo, nell’arco di un decennio.  Ma con gli albergatori, per fare un esempio, il clima è diverso. Due anni fa all’assemblea facevano l’elenco delle cose da rimproverarci, adesso il problema principale è riqualificare gli hotel: un altro film. I dati ufficiali sul turismo indicano ‘più 5,5 per cento’:  penso che, in realtà, siamo vicini al 10 per cento. Arrivare al 15-20 per cento del Pil resta un obiettivo alla nostra portata. Pesaro ha più appeal e sono ottimista: il settore può solo migliorare. Intanto, portare la gente al mare, fa lavorare di più chi ha lì un’attività. Così come le iniziative di Natale, in generale, danno una mano alla città».

PRIORITA’ – Sanità: «E’ la vera emergenza del territorio. Abbiamo perso troppo tempo, inseguendo campanilismi e discussioni antistoriche. Ceriscioli ha preso di petto la vicenda e ha fatto bene: se non si fa l’ospedale, nuovo e moderno, l’organizzazione su tre plessi non crea funzionalità. E finché l’ospedale non ha un progetto di sviluppo non è attrattivo. La partita su Muraglia? L’ha chiusa la Regione perché i sindaci non si sono messi d’accordo. Ceriscioli giustamente ha provato a favorire una sintesi, i sindaci hanno fatto la figura dei ‘peracottari’. Ma adesso la Regione ha deciso. Seri? E’ un ottimo sindaco, l’ho sostenuto e continuerò a farlo. A Fano ha sbloccato una marea di lavori pubblici. A mio avviso dovrebbe costruire una narrazione differente su questo, senza chiudersi nei campanilismi.  Quando le due città collaborano, il vantaggio è per la provincia e la regione». Ancora: «Dopo la pausa natalizia ci sarà un consiglio monotematico sulla sanità. Con l’Azienda ospedaliera i rapporti sono di collaborazione reciproca, c’è dialogo. Mi aspettavo all’epoca un cambio sulla dirigenza? Non per questioni di merito ma perché ero stato critico con la gestione del passato. Ma non è mia competenza: le scelte spettano alla Regione. Adesso la novità sulla scelta dell’ospedale ci consentirà di mettere un punto fermo sul tema. E discutere meglio anche di altri problemi, aprendo da gennaio una stagione nuova».

OPERE – Cantieri: «Da due milioni e mezzo all’anno di investimenti siamo passati ai 30 milioni dello sblocco del patto di stabilità. Da 18 strade a 120 vie asfaltate. Non abbiamo coperto tutte le buche, ma di sicuro ce ne sono molto meno. Anche in centro. Vecchio palas? La ristrutturazione partirà a marzo: dieci mesi di lavori. Sarà una grande opera per la musica, i congressi, lo sport: la struttura da 2mila posti che mancava. Ex tribunale? I lavori partiranno nelle prossime settimane. Sull’edificio, però, abbiamo anche vinto il bando Inail da 5 milioni e 100mila euro. E contiamo di incassare nei primi mesi del 2017. Tre milioni saranno per la riqualificazione del San Domenico, che diventerà polo del food. Gli altri soldi saranno per interventi su scuole e asfalti».  Ciclabili: «Faremo la pista in via Milano. Poi collegheremo Tombaccia con Vismara. Nel prossimo triennio puntiamo ad estendere la bicipolitana nei quartieri periferici: Villa Ceccolini, Vismara, Borgo Santa Maria. In via Solferino i lavori sono terminati e arriveremo già a Villa Fastiggi. Realistico il traguardo dei 100 chilometri, con le opere di Autostrade».

NODI – Profughi: «Gestire il fenomeno con la testa, non con la pancia. Abbiamo tre regole: distribuzione diffusa, no agli hotel, impegno nel volontariato di pubblica utilità per contraccambiare l’accoglienza. Il centro di via Filangieri? Se arriveranno tre o quattro rifugiati al giorno per lo sportello di informazioni, non c’è protesta che tenga. Si va avanti. Se invece i numeri sono diversi e il disagio è reale, sono il primo a dire che serve un’altra soluzione». Ordinanza  anti-accattonaggio e posteggiatori abusivi: «E’ uno strumento in più  per intervenire e attutire il fenomeno, sappiamo che non risolve definitivamente il problema. Se è abusivismo, personalmente cambierei la normativa nazionale. Prevedendo anche  multe per chi dà il contributo. Sennò il meccanismo non cambia. Anche perché non aiutiamo quei ragazzi facendogli fare i parcheggiatori abusivi. In parallelo non ci siamo fermati all’ordinanza, ma abbiamo anche ragionato sulla riqualificazione di via dell’Acquedotto. Con una visione di prospettiva urbanistica, per trasformare un’area tra le più degradate».

ORIZZONTE – Referendum: «Ancora non mi è passata: dispiace per chi credeva nelle riforme, ma il popolo ha sempre ragione. Bisogna essere rispettosi e ripartire. L’opposizione paga 99 caffè a Pesaro? Allora noi dovremmo pagarne 23 o 24mila, cioè la differenza tra i nostri voti alle comunali. Spesso si prova a sovrapporre le questioni nazionali con quelle locali. Ma ci sono tanti cittadini che a prescindere dall’idea politica vedono quello che stiamo facendo». Sul futuro: «Fra un anno? Saremo ancora qui a fare il punto. Non conta il destino del sindaco ma quello di Pesaro. Ricci sempre in tv o a Roma? La visibilità e il ruolo nazionale del sindaco danno una mano alla città. Se non alzavamo lo sguardo non avremmo colto le opportunità, non avremmo intercettato i fondi,  saremmo stati meno competitivi. Fare il sindaco è la cosa più bella che c’è. Le dinamiche politiche non dipendono da Pesaro ma l’impegno per la crescita della città, nei prossimi due anni e mezzo, continuerà».

HIGHLIGHT – Il riepilogo di metà mandato scorre in apertura. Affidato alla narrazione per immagini: ‘#pesarocambia’, ‘#pesarocresce’, ‘#pesaroriparte’, nel mix di hashtag utilizzati dal sindaco. Che mette sul tavolo, tra l’altro, i 30 milioni di lavori pubblici sbloccati: «Tra questi nove milioni di asfalti per 43 chilometri di strade; due milioni sulle piste ciclabili; un milione e 300mila euro per sei nuove rotonde; tre milioni circa di interventi di manutenzione sulle scuole». Nel pacchetto anche «90 milioni di lavori di Società Autostrade su casello e opere compensative»; «23 milioni e mezzo di risorse intercettate per il porto in cinque anni»;  «otto milioni per la città da bandi vinti», «tre milioni di interventi sui cimiteri»;  «riconoscimento del 150esimo rossiniano»;  «riconoscimento di ‘città europea dello sport 2017’ più tre milioni di lavori sugli impianti sportivi»; «calo del 15 per cento delle tariffe sui nidi per i redditi medi». All’elenco aggiunge i nuovi format (‘Candele sotto le stelle’, ‘L’Ora di Rossini’, ‘Sunset Best View’),  la «stagione di danza sold out» e quella di prosa  «con l’85 per cento in più di abbonati»; «compleanno di Rossini nel 2017»,  «riallestimento dei Musei Civici», «piazza Mosca senza auto», «restyling di Casa Rossini».

AGENDA – Per il futuro annuncia «nuovi lavori pubblici per altri 29 milioni: dopo piazza della Libertà, viale Marconi e viale della Repubblica, in centro (un milione e mezzo di investimento) siamo partiti con via Pedrotti e andremo avanti con piazza Olivieri, via San Francesco, Corso XI Settembre (zona portici e area Pescheria-Mengaroni), via Castelfidardo, piazza Mosca». L’agenda include i grandi dossier: riqualificazione di via dell’Acquedotto (otto milioni dal bando periferie), nuovo bocciodromo (un milione e 600mila euro), nuovo campo da rugby (un milione), recupero ex tribunale (due milioni e 200mila euro), nuova scuola di via Lamarmora (tre milioni), restauro di palazzo Aymonino (cinque milioni), nuova questura (sei milioni), riqualificazione di Palazzo Ricci (3milioni e 200mila euro), nuova piazza a Villa San Martino e Candelara, nuova illuminazione con 10mila punti luce a led e 3mila pali in sostituzione.

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