Volley A2, dopo il ritorno alla vittoria della myCicero, parla Alessia Ghilardi: “Un applauso a compagne, staff e società”

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20 dicembre 2016

PESARO – Facile scriverlo dopo una bella prestazione, collettiva e individuale, ma vi assicuro che venerdì scorso, osservando l’allenamento della myCicero, ho pensato che la Lilliput Settimo Torinese sarebbe stata ostacolo difficilissimo. Tutto il contrario delle sensazioni di una settimana prima, quando – dopo avere visto lo splendido allenamento delle colibrì, l’ultimo prima della partenza per Soverato – lasciai Campanara convinto che, magari lottando ogni set, le ragazze allenate da Matteo Bertini sarebbero tornate dalla Calabria con 3 punti in più.

Infatti… sconfitta pesante a Soverato, vittoria netta sulla Lilliput.

Che le impressioni che si ricavano dagli allenamenti siano false?

Anni fa, avendo avuto il piacere, anzi l’onore, di seguire la Scavolini Basket allenata dal grandissimo professor Aleksandar Nikolic, imparai che quasi sempre era il riscaldamento pre partita ad anticipare l’esito della gara.

Ricordo ancora oggi che il 12 febbraio 1984 (tranquilli, non è la mia memoria, ma il sito web della Legabasket che mi viene incontro) la Scavolini era ospite del Simmenthal Brescia che giocava in un brutto palazzo dello sport ricavato nel quartiere fieristico. Più o meno come il PalaCampanara. La tribuna stampa era rialzata rispetto al campo di gioco. La mia postazione dietro la panchina pesarese, dove si muoveva – agitatissimo – il professore di Sarajevo, il quale, vedendomi, fece un cenno, invitando ad avvicinarmi… Neppure il tempo di allungare il collo che Nikolic mi sorprese: “Oggi perdiamo!”. Perché mi dice questo, professore? “Guardi il loro riscaldamento, fanno sempre canestro, sono concentratissimi. Poi osservi i nostri, sembra che la palla la buttino in aria per passare il tempo, non come qualcosa da mettere dentro il canestro”.

La Vuelle tornò a casa sconfitta – 77-64, ancora dati di Legabasket – e qualche giorno dopo, incontrando Nikolic, gli dissi: Lei è un mago! “Assolutamente no, ma conosco le facce dei miei giocatori e dai loro comportamenti posso capire cosa ci attende”. Insomma, mi anticipava qualcosa che anni dopo sarebbe stato usato da allenatori e giornalisti per spiegare l’atteggiamento di un giocatore: il linguaggio del corpo. Nikolic era avanti decenni rispetto a tutti i colleghi, italiani, europei, americani.

Alessia Ghilardi (Foto Filippo Baioni)

Alessia Ghilardi (Foto Filippo Baioni)

Domenica, dopo la vittoria della myCicero, ho ripensato agli insegnamenti del Professore. E ho rivisto, nel volto delle colibrì le parole di un mito dello sport mondiale.

Se nella diretta streaming da Soverato avevo letto la sconfitta nel volto delle ragazze pesaresi, contro Settimo Torinese, “leggendo” lo sguardo di Alice Santini dopo avere messo giù il muro del 4 a 2 nel primo set, ho pensato che la myCicero non avrebbe perso, anzi. Gli occhi di Alice, il suo urlo che ne stravolgeva le belle sembianze, trasmettevano aggressività, cattiveria, ferocia. Negli occhi di Alice e in quelli di tutte le compagne. Basta rivedere la fotografia pubblicata ieri a corredo della conferenza stampa della fiorentina e di coach Bertini.

“Ci eravamo smarrite, ci siamo ritrovate”

Praticamente tutto quello che era mancato nel palasport ionico, una settimana prima, era appalesato nei volti delle ragazze in maglia myCicero.

“Domenica– ha commentato Alessia Ghilardi, protagonista di giocate strepitose – potevamo avere di fronte chiunque, ma noi volevamo la vittoria. Abbiamo lavorato tutta la settimana e cambiato marcia, capendo che era necessario giocare insieme, aiutarsi. Ho visto una squadra cattiva che avrebbe vinto a prescindere dall’avversaria. Abbiamo vissuto una settimana molto impegnativa soprattutto a livello mentale, ma volevamo riprenderci dopo la sconfitta patita a Soverato. Una sconfitta che ha fatto molto male. Per dimenticarla non potevamo trovare altro modo che giocare come si è fatto con la Lilliput. Faccio un applauso a tutte noi, allo staff tecnico e alla società. “.

La myCicero è tornata a fare la… myCicero.

“Ci eravamo smarrite, ma siamo di nuovo qui. La strada è ancora lunga, ma io sono sicura che ci toglieremo tante soddisfazioni. Ora andiamo avanti, guardando l’obiettivo che ci siamo proposte”.

“Kiosi? Avete visto la Eli di cui abbiamo bisogno”

Prima della partita c’era tanta tensione, la si avvertiva in campo e in tribuna. E davanti avevate la quarta in classifica, una bella squadra pericolosa in battuta.

“Lo confesso: preventivavo una partita più combattuta. Brave noi a tenerle sotto nel punteggio, a non farle giocare. E’ vero, temevamo il loro servizio, ma – lo affermo senza leggere le statistiche – abbiamo lavorato bene in ricezione, mettendo in campo tanto cuore, tanta cattiveria, ma anche la tecnica che non va mai dimenticata”.

Alessia, il volley, soprattutto il volley, è uno sport collettivo, ma se al lavoro del gruppo s’aggiunge una prestazione individuale da incorniciare, tutto diventa più facile. Mi riferisco a Eleni Kiosi, che avevo visto soffrire nei recenti allenamenti. Con la Lilliput è stata la Kiosi che tutti s’aspettano di vedere.

“Avete visto la Eli che tutti noi vogliamo, la giocatrice della quale abbiamo bisogno. Glielo ho detto che è stata molto brava. Capita che durante una stagione ci siano momenti di difficoltà. Momenti no a cui si reagisce con il lavoro, perché le qualità ci sono. Non solo le sue, però, perché la myCicero è una squadra che ha giocatrici con grande qualità! La vittoria su Settimo è stata la vittoria di tutte le 12 ragazze. Brave, brave, brave!”.

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