Nuova scuola e razionalizzazione partecipate, Ricci in consiglio: «Non scherzavamo: ecco i fatti»

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23 dicembre 2016

Ricci report di metà mandato al centro Arti visive PescheriaPESARO – «Quando avevamo detto che volevamo fare la scuola nuova in via Lamarmora non scherzavamo. La dimostrazione è il progetto preliminare che oggi approviamo». Così il sindaco Matteo Ricci in consiglio comunale: «Domani si chiuderà la selezione per il progettista: abbiamo bisogno di fare presto. Il fatto che siamo qui ad avviare la procedura significa che, per noi, sarà l’opera prioritaria del 2017. Poi ragioneremo sul resto degli investimenti, in base allo spazio che avremo. Ma la scelta amministrativa è chiara». Ha aggiunto Ricci: «Abbiamo scelto via Lamarmora perché c’è un’area nostra, che non necessita di variante urbanistica.  Ma anche perché l’Olivieri è una struttura che più di altre richiede interventi».  Quindi: «Sposteremo lì la scuola media Olivieri e ragioneremo poi su cosa fare dell’attuale struttura. Ci sono fondi statali ad hoc la valorizzazione di scuole dismesse che potrebbero consentirci, se intercettati, di fare un altro nuovo istituto. Anche per questo sollecito tutti, giunta in primis, a individuare un’area a nord della città per il secondo investimento sull’edilizia scolastica. Che non sarà nel 2017 ma negli anni successivi. Prima individuiamo l’area, prima possiamo fare il progetto».

Secondo il sindaco, «corriamo perché se approviamo il bilancio entro il 31 gennaio, e riusciamo ad avere il progetto esecutivo di via Lamarmora entro fine febbraio, potremo mettere i tre milioni di spesa del primo stralcio (la scuola esclusa la palestra) fuori dal saldo di competenza (sfruttando i margini della legge di bilancio sull’edilizia scolastica, ndr)». Inoltre: «La Provincia ha venduto a Invimit la sede dell’attuale questura (nell’ambito dell’operazione costruita per il nuovo disegno sulla collocazione della sicurezza, che sarà riunita tra ex Intendenza di Finanza e via Bruno). Con i fondi incassati (2 milioni e 100mila euro), e con quelli che incasserà in futuro  dalla vendita dell’edificio di via Giusti, potrà avere risorse per intervenire sul Mengaroni». Ancora: «Non rinuncio al bando Inail per la nuova scuola al Campus, su cui abbiamo partecipato insieme alla Provincia. In graduatoria siamo quarti (finanziamento per tre progetti) ma riteniamo che, tra i primi tre, ce ne siano alcuni che non abbiano i requisiti idonei, sulla base degli stessi criteri posti dall’Inail».

PARTECIPATE – «Una riforma vera dei servizi pubblici locali, fatta dal basso». Lo ha detto Matteo Ricci in consiglio comunale, intervenendo sul piano di razionalizzazione delle partecipate. «Sottolineo la coerenza con uno dei punti principali del governo. L’obiettivo era semplificare e avere società pubbliche più forti. In grado di affrontare meglio le sfide che ci attendono. La sostanza è che finora avevamo tre società (il riferimento è Aspes, Pesaro Parcheggi e Agenzia dell’Innovazione), da aprile ne avremo solo una. Da tre consigli di amministrazione passeremo a uno. E forse ci sarà l’amministratore unico: dipenderà dall’evoluzione della legge Madia». Sull’operazione: «Ci consente un risparmio notevole, di circa 250mila euro: non sono briciole. E avremo una struttura più coerente, anche nei confronti dell’Unione dei Comuni. Perché sarà la società di riferimento di un bacino territoriale più ampio, non solo pesarese». Sul futuro: «Fatta la società unica, si dovrà aprire un ragionamento con altre realtà del territorio, in particolare con Urbino e Fano. In modo da capire se questo processo di riforma può crescere anche a livello provinciale». Ha precisato il sindaco: «Su acqua, gas e rifiuti abbiamo una società pubblica-privata con ambito  che è quasi provinciale (Marche Multiservizi, ndr). A nostro avviso, però, il bacino di Mms deve diventare più grande, almeno provinciale. Anzi: spero che su acqua, gas e rifiuti si possa aprire prima o poi anche un ragionamento su scala regionale. Da oggi, inoltre, abbiamo una società sugli altri servizi per un territorio di 150mila abitanti. Che può aprire sinergie nuove sul territorio. Sembrava una delle tante cose dette nei programmi elettorali: è un’altra cosa fatta». Il sindaco la chiama ‘Aspes multiservizi': «Un tassello fondamentale della strategia, in termini di efficienza e rafforzamento».

LO STOP ALLE TORRI – «Le varianti urbanistiche? Le approva il consiglio comunale, non qualche professionista nel suo studio. Non penso che i consiglieri comunali prendano orientamenti in base alle lettere che gli arrivano  (il riferimento è alla missiva recapitata ai consiglieri da uno studio legale, su incarico della società Carducci Srl, ndr)». Lo ha evidenziato il sindaco, intervenendo sullo stop alle due torri di otto piani nell’area dell’ex consorzio agrario. «E’ stata valutata la variante, legata alle opere di urbanizzazione.  Ed è prevalsa l’idea della gestione unitaria dell’area. L’amministrazione comunale rispetta e sostiene le imprese locali, ma fa gli interessi della città. In questo caso c’è un interesse privato che non combacia con quello del Comune. E non è che il consiglio ha approvato un atto che poi adesso smentisce. Il consiglio ha la competenza sulle politiche urbanistiche, con tutto il rispetto per progettisti e imprese. Noi ci poniamo il problema della strategia complessiva sul porto, zona per cui negli ultimi anni sono state intercettate risorse per la ristrutturazione. In quell’area, tra l’altro, c’è il cantiere navale di fronte».

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