Mutui erogati in aumento, di nuovo prezzi delle case in discesa

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27 dicembre 2016

L’anno 2016 è stato pieno di contraddizioni per la Regione Marche, ed in modo specifico per la provincia di Pesaro e Urbino. Infatti le erogazioni dei mutui hanno continuato a crescere, ma per volume erogato, complessivamente il contributo a livello nazionale è stato di appena due punti percentuali per tutta la regione. Se si va ad analizzare la situazione per provincia, quella che ha brillato meno è stata Ancona, con una crescita dei mutui che non ha superato il 20%, e la penultima risulta proprio Pesaro e Urbino, che non arriva al 31%. Netto il distacco da parte delle altre province, con macerata che è al primo posto con oltre il 42% in più, quindi Ascoli piceno con soli due punti percentuali in meno, e poi Fermo con quasi il 40% in aumento.

 

Il rapporto tra i mutui e le compravendite diventano ancora meno chiari, una situazione che si chiarisce solo per la maggiore richieste delle surroghe sui mutui già attivi, rispetto alle richieste di nuovi finanziamenti.  Infatti se da una parte i mutui sono cresciuti, dall’altra le compravendite, da inizio anno, hanno subito una situazione altalenante. In Particolare per pesaro e Urbino troviamo nel mese di Maggio scorso il periodo più difficile quando è stato toccato il punto di minimo a 2360 euro medi al metro quadrato, che aveva quasi replicato il brutto risultato rilevato proprio nel primo mese dell’anno, quando il costo medio era stato appena tre euro più alto (2363 euro).

 

Però qui nella provincia aveva fatto ben sperare il grande risultato rilevato nel mese immediatamente successivo, ovvero giugno 2016, quando il prezzo medio al metro quadrato era risalito a 2449 euro, di poco al di sotto del punto di massimo toccato nel corso di quest’anno (pari a 2464 euro). Dopo Giugno i prezzi delle case hanno ripreso a scendere, fino ad arrivare all’ultimo prezzo rilevato dall’osservatorio di Immobiliare.it, arrivando a Novembre a 2411 euro. Quindi parlare di ripresa, conclamata o meno, risulta ancora essere, anche in questa fine d’anno, eccessivamente prematuro.

 

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