Volley A2, Bertini dopo il ko nel derby: “E’ mancata la lucidità”. Bellano: “Il campionato è ancora aperto”. Ma solo la Lardini può gettare via la promozione diretta in A1

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27 dicembre 2016

Matteo Bertini parla con Alice Degradi

Matteo Bertini parla con Alice Degradi

PESARO – Diceva ieri, dopo l’ennesima sconfitta (0-2 con l’Everton di Ronald Koeman che è sempre nel mio cuore blaugrana), Claudio Ranieri, allenatore del Leicester passato alla storia per avere vinto la Premier League, che “si deve tornare ad allenarsi duramente, a lavorare per curare i dettagli…”.

Perché – lo abbiamo scritto nella cronaca di ieri – spesso a decidere sono i dettagli. E’ curioso, ma in una sfida, anzi in un derby così intenso, con grandissime difese e ben 353 attacchi (176 Pesaro, 177 Filottrano, raccontano i numeri definitivi, mentre in cronaca, sbagliando l’addizione, avevamo scritto 359) la differenza l’hanno fatta i 5 muri e i 3 attacchi a segno in più della Lardini, mentre Pesaro non ha saputo capitalizzare i 18 errori punto (7 + 11) commessi negli ultimi due set dalla squadra di Bellano. Nel terzo e quarto set, le colibrì sono state meno fallose (6 + 7), ma non hanno sfruttato i 5 omaggi. Perché? Semplice: se la Lardini ha chiuso il parziale con 15/66 offensivo, la myCicero ha prodotto un mediocre 11/65. Insomma, puoi difendere tanto, tantissimo, anche di più, ma se non metti la palla a terra non concretizzi il lavoro – splendido – fatto nella tua metà campo.

Non dimentico che la pallavolo è sport di squadra, che si vince e si perde tutte insieme, come ricordava la scorsa settimana Eleni Kiosi (“nessuna tocca due volta la palla”, perché altrimenti è fallo), ma se le tre bande producono 28/131, ovvero il 21,37%, e dal centro il 38,2 (13/34) non vai da alcuna parte. A maggiore ragione in una squadra il cui allenatore – Matteo Bertini – punta moltissimo sull’attacco. Anche se è vero che le bande in bianco non hanno fatto meglio, a parte, ma lievemente, Tereza Vanzurova: 14/47. Visto che Negrini è stata l’attaccante meno precisa (4/24 e 17%) e Scuka ha chiuso con il 25% (13/52). Però, le ospiti hanno attaccato con maggiore qualità le palle scottanti, al contrario delle colibrì.

Se si tira dritto sulle loro centrali – è il commento di Matteo Bertini a fine gara – è difficile fare punto. Loro sono brave, anzi fenomenali. Lo sapevamo, lo avevamo visto e dovevamo fare altro, ma non l’abbiamo fatto”.

E anche se il sigillo finale lo ha messo il muro di Alessia Mazzaro e se tra Bosio e Mazzaro la Lardini ha guadagnato 11 punti (4+7) al muro, mi sento di affermare che Pesaro non ha perso per i 5 muri di differenza, perché nei fatti questi 5 muri in più Filottrano li ha totalizzati nel secondo set, quello senza storia (17-25), come il terzo (25-15 per la myCicero), ma per non avere saputo chiudere i punti importanti. Per avere “tremato”, preferendo gli appoggi e le palle piazzate, quando era necessario essere coraggiose, o incoscienti. Mi conforta un aspetto curioso: hanno prodotto meglio le cosiddette riserve, visto che Pamio (2/2), Tonello (1/1) e Bussoli (0/3 ma 1 dei 2 ace) fanno salire la percentuale al 50%.

Uno dei 2 punti realizzati da Alice Pamio

Uno dei 2 punti realizzati da Alice Pamio

E’ vero, manca la controprova, ma a pelle, quando è stata in campo, mi sembrava di avvertire che Alice Pamio, 18 anni come Alesia Mazzaro, sua compagna di squadra nell’Under 18 campione del mondo, trasmettesse quell’energia che mancava, quell’aggressività – vista solo in difesa sulla spinta di Alessia Ghilardi – necessaria per avere ragione di una Lardini feroce. A proposito di dettagli…

Al contrario, noi non siamo una squadra che mura tanto – ha aggiunto Bertini -, ma il nostro muro-difesa ha funzionato molto bene… Come confermano le statistiche…”. Assolutamente, altrimenti in 4 set non si sarebbero registrati 353 attacchi.

Quindi cosa è mancato alla myCicero?
La lucidità, che invece non è mancata a loro, ed è giusto che abbiano vinto, come hanno fatto, con merito. In partite come queste bisogna essere lucide e regalare il meno possibile. Anche in questo Filottrano è stata più brava di noi”.

Brave le ragazze, bravo l’allenatore Massimo Bellano, che sicuramente avrà ammirato la bravura di Alessia Ghilardi, sua giocatrice a Ornavasso, ma che non può non essere soddisfatto per l’ennesima dimostrazione di forza delle sue ragazze.

Massimo Bellano incoraggia l’ottima Alessia Mazzaro

Massimo Bellano incoraggia l’ottima Alessia Mazzaro

E’ stata una partita strana. Nei primi due set abbiamo giocato a un livello ottimo. Solo con la Lilliput – a tratti – avevamo mostrato questa qualità. Stracontento per i primi due set. Difficile commentare il terzo, percHé siamo usciti di colpo dalla partita. Probabilmente il quarto parziale rappresenta quello che ci si aspettava dal derby. Alla fine, pure senza un’analisi precisa, credo che abbia deciso a nostro favore il minore numero d’errori in attacco…”. Non è così, perché Pesaro ne ha commessi 11 e Filottrano 13, che però ha avuto quella maggiore qualità di cui ho scritto prima.

E’ positivo che riusciamo a darci il cambio, trovando sempre qualcuna che ci risolve le situazioni intricate. Però abbiamo ancora alti e bassi e momenti in cui dobbiamo gestire con più qualità…”.

Beh, se avete problemi voi, immaginiamo le altre.

Al di là del vantaggio che abbiamo, il campionato è ampiamente aperto e la testa deve essere indirizzata solo su quel che dobbiamo fare noi”. Con tutto il rispetto, anche alla luce del calendario, che domenica 8 gennaio vedrà la capolista ospitare una VolAlto Caserta che sembra – sperando che le voci che giungono dalla Campania siano forzate – in procinto di smobilitare, tanto che c’è chi ipotizza un girone di ritorno a 13 squadre, ribadiamo il concetto espresso nella cronaca della partita: solo Filottrano può gettare al vento la promozione in serie A1.

Le fotografie allegate all’articolo sono di Eleonora Ioele

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