Inaugurazione in Vespa e non in bici. M5S Fano all’attacco delle contraddizioni del nuovo tratto d’interquartieri

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28 dicembre 2016

Hadar Omiccioli, Marta Ruggeri, Giovanni Fontana*

FANO – Ci chiediamo come mai il nostro sindaco baldanzoso non abbia inaugurato il nuovo tratto dell’interquartieri a cavallo di una bella bici fiammante, invece di utilizzare una Vespa. Non è lui il sindaco della “mobilità dolce”, il tutore e Babbo Natale della “città dei bambini”? A noi risulta ancora che i bambini vadano a piedi o in bici, non in Vespa.

Ve lo spieghiamo noi come mai non ha fatto questa scelta. Provate a percorrere l’interquartieri in bici, da Via Fanella lato mare a Via Trave, usando solo le piste ciclabili a disposizione, senza invadere i marciapiedi: un vero e proprio percorso ad ostacoli e pure pericoloso. Fin dalla partenza inizia un pezzo di ciclabile, che però muore dopo venti metri, dietro un pannello antirumore. Allora, per non andare sul marciapiede, alla rotatoria, scendiamo e attraversiamo uno degli incroci più pericolosi per la velocità e la frequenza con cui le macchine vi transitano. Percorriamo la ciclabile fino alla rotatoria con via Fornace. Scendiamo e riattraversiamo. C’è una pista ciclabile ed è dietro a un enorme pannello antirumore, la utilizziamo con la sensazione di passare di fianco a un muro di Berlino. Infine ci troviamo finalmente alla rotatoria di Via Trave. La rotatoria più pericolosa in assoluto per pedoni e ciclisti, che ci lascia in balia di vecchie strade strette e pericolose, prive di corsie e piste ciclabili. Così come quella di Via Fanella, da dove siamo partiti in questo “viaggio”. Pensate a un bambino e a un anziano in queste situazioni. Oltretutto alla fine di un marciapiede, in direzione via Liguria, c’è una specie di scalino che diviene una barriera architettonica.

 

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Certo, con la nuova interquartieri qualche fanese risparmierà 2 o 3 minuti per tornare a casa, qualche via parallela avrà visto diminuire il traffico, sono buoni segnali. Ma tutto ciò vale 4 milioni di euro (più espropri per almeno altri 4 milioni) per 900 metri di strada, ben percorribili solo per auto (e Vespe), che alla fin fine portano i veicoli sempre da via Roma a via Giustizia e all’imbuto del parcheggio del Circolo Tennis, per incanalarsi, in un budello di strade, sulla Statale Adriatica?

Il tutto realizzando uno scempio urbanistico epocale, con pannelli antirumore orribili e già imbrattati, ma soprattutto inutili, visti i volumi di traffico e l’ottimo asfalto fonoassorbente. Entrare nella nuova interquartieri lascia quella sensazione di accesso a un ghetto, quasi nel Bronx. Una ferita che rimane aperta, in un quartiere che era “verde”, a misura di persona e vivibile. E’ questa la città dei bambini che il Babbo Natale Seri ha promesso nella sua casetta leggendo le letterine dei bambini fanesi? Caro Sindaco, faccia togliere i pannelli antirumore e li sostituisca con barriere vegetali, potrebbe essere un bel passo in avanti. Realizzi una pista ciclabile continua anche sul lato mare e metta a senso unico alcune vie limitrofe estrapolando nuove piste ciclabili di raccordo con la città. Solo questo può dare un po’ più di senso a quest’opera, che, come direbbe Vasco, “Un senso non ce l’ha”.

*Lista Civica MOVIMENTO CINQUE STELLE FANO – movimento5stelle.it

 

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