Nelle Marche si chiedono più grandi somme che piccoli prestiti, soprattutto per over 40

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28 dicembre 2016

L’offerta dei mutui traina la ripresa del settore dei prestiti, anche se in alcune Regioni ci sono ancora discrete difficoltà ad ottenere cifre che siano almeno superiori a quelli che vengono considerati convenzionalmente dei piccoli prestiti. Nelle Marche, e in modo più specifico nella zona della provincia di Pesaro e Urbino,  i dati che colpiscono l’attenzione sono soprattutto due: il primo è sull’importo medio richiesto, che rimane ben al di sopra della media nazionale, ed il secondo è sulle ragioni per cui si accede al mondo dei finanziamenti da parte dei privati.

 

Partiamo proprio da quelle che sono le finalità, o almeno le motivazioni, visto che i residenti nella provincia scelgono proprio il prestito personale come tipologia di finanziamento preferita, che per natura non prevede alcuna destinazione specifica. Quindi, considerando il periodo che va da settembre a novembre 2016 (dati elaborati da Prestitionline.it), al primo posto mettiamo genericamente le richieste per nuova liquidità con una percentuale superiore al 16%, e a seguire i prestiti per ristrutturazione  e poi per l’acquisto auto nuova (che in Italia ottengono rispettivamente il primo e il quinto posto, mentre al secondo si posizionano i prestiti per auto usate).

 

L’importo più richiesto sfiora i 13 mila euro, quasi mille euro sopra la media nazionale, mentre la durata media più utilizzata è di 62 mesi, quindi 2 mesi al di sopra della durata media nazionale. Qui a spostare verso l’alto la durata media sono soprattutto i prestiti di consolidamento che arrivano fino a 112 mensilità per i rimborsi. Per l’età invece si rimane perfettamente in linea con la media italiana, considerato che la percentuale dei più attivi nelle ricerche online e nelle richieste dal preventivo fino alla formalizzazione dell’invio della documentazione per procedere con il finanziamento, sono i quarantaquattrenni. Come fascia di reddito che accede con più frequenza al credito si rimane in quella che va dai 20 mila ai 30 mila euro, seguita dalla fascia immediatamente superiore, e quindi solo marginalmente dalle altre.

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